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(1) per cominciare

2007-2010 > 2007 > RELIGIONE

FEDE - RELIGIONE - CHIESA

Argomenti vecchi come il mondo.
Quasi come l'umanità.
Certamente antichi come la storia.
Vico dice che la storia è cominciata:
+ quando gli uomini hanno avvertito l'esistenza di un essere superiore;
+ quando hanno dato stabilità ai loro rapporti fondando la famiglia;
+ quando hanno manifestato rispetto verso i defunti.

(12/11/2007)









Non è un argomento semplice.
Anche se è abusato.
Penso esistano poche persone che hanno resistito,
in pubblico o in privato, alla tentazione di dire la loro
sulla religione.
Sembra non si possa farne a meno.
In proposito sono state dette
miliardi di banalità.
Che vengono quotidianamente
ripetute.
E' quasi impossibile
sfuggire ai luoghi comuni
o evitare sciocchezze.
E' una sfida.
Che mi piace raccogliere.
Un rischio.
Che voglio correre.







per cominciare ...

Voglio fare una semplice riflessione: le tre grandi religioni monoteistiche sono nate tutte in un fazzoletto di terra in Medio Oriente.
Quest'area non è solo la culla della civiltà occidentale ma è anche l'incubatrice delle sue religioni.
Non mi sembra un'osservazione di poco conto: anche se non è mai stata adeguatamente sviscerata.
Che cosa significa?
Che l'Occidente non ha mai prodotto religioni, almeno non ne ha sfornato di durature.
L'Occidente ha prodotto teologie, questo sì, non fedi.
In Palestina sono nati ebraismo e cristianesimo; poco più a sud, in un ambiente mercantile che intrecciava affari con i cristiani e soprattutto con gli ebrei, è scoccato l'islam.
L'ebraismo, legato a doppio filo con le vicende di un singolo piccolo popolo, si è diffuso in vaste aree conservando tuttavia la sua vocazione minoritaria.
Le altre due religioni, libere da quei vincoli, si sono lanciate alla conquista del mondo fino ad allora conosciuto: se lo sono spartito.
Il solo Estremo Oriente, in virtù dell'isolamento e della sua millenaria civiltà, ha resistito indenne.
L'Africa è ancora terreno di scontro e di conquista.
Come Occidente, dunque, siamo tributari del Medio Oriente anche in fatto di religione.
[Quasi tutte le altre religioni 'minori' tollerate nella Roma imperiale provenivano sempre da quell'area.]
Per 'sentire' una religione bisognava vivere in condizioni difficili, in congiunture drammatiche, in contingenze cruciali.
In situazioni in cui la vita dei singoli era messa continuamente in pericolo, in cui solo la solidarietà di gruppo e una cieca determinazione potevano garantire la salvezza, se non per sè almeno per il proprio clan.
In tutto questo l'ambiente ostile, povero, immenso, incombente, arido e minaccioso ha giocato un ruolo decisivo.
Sia nell'avvertire presenze 'altre', sia nel ritenere la propria esistenza totalmente fragile e quasi inconsistente.
Il Medio Oriente costituiva l'humus ideale.
Gli occidentali avevano inventato la filosofia, conoscevano il benessere, vivevano dello sfruttamento di altri popoli, godevano del consumismo, coltivavano valori esangui e in buona parte svuotati.
Erano un terreno di conquista ideale per una religione forte e inflessibile.
Possedevano gli strumenti culturali per rivestire di dottrine il duro ed essenziale nucleo originario.
Avevano la cultura per produrre elaborate teologie.

(SEGUE)














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