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25 aprile

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25 aprile 2009



Da un po' di tempo il 25 aprile, da festa nazionale, sta diventando sempre più una festa di parte.

Nonostante gli inviti e i proclami.

Questo perché c'è chi, da tempo, fa di tutto per snaturarla, per cambiarle i connotati.

Spingendo quindi la minoranza (perché tale è, per chi voglia vedere le cose come stanno) a ribadire il senso e il significato vero di questa festa.

Il 25 aprile ricorda la liberazione dal fasci-nazismo.


La Liberazione fu resa possibile dall'intervento delle forze anglo-americane, prima di tutto; dai residui dell'esercito dell'unico Stato italiano ufficialmente costituito; dalle migliaia di persone che abbandonando la vita di tutti i giorni si diedero alla macchia per combattere la dittatura e l'invasore tedesco.

Il fatto che ci siano stati centinaia di migliaia di civili che hanno imbracciato le armi e hanno dato vita alla Resistenza è motivo di orgoglio per tutti: grazie a loro l'onore del popolo italiano fu salvo, almeno in parte.

Le diverse componenti che si impegnarono nella lotta al fascismo e all'invasore nazista diedero poi vita all'Assemblea Costituente che elaborò la Costituzione che è tuttora in vigore.

Una Costituzione di altissimo profilo i cui principi fondamentali, ancora in parte disattesi, si pongono come obiettivi imprescindibili di ogni azione politica.

Presente e futura.

Rispetto a tutto questo abbiamo una maggioranza di governo che ogni anno ripropone la solita insanabile spaccatura.

E non solo con La Russa, il cui passato è noto e che, nonostante gli incarichi ufficiali rivestiti, non riesce a nascondere fino in fondo i suoi reali sentimenti.

Ma anche con il presidente del consiglio, che non ha quel passato, ma che di una 'mentalità fascista' è forse il distillato più puro.

Che cosa ci ripetono ogni anno?


Che bisogna riabilitare i combattenti di Salò, bisogna equipararli a coloro che combatterono per la libertà, bisogna onorarli.

Ora nessuno si sogna di inveire contro i morti o di infangare le loro spoglie ma, per vivere a testa alta, certe cose bisogna dirle e ripeterle con estrema chiarezza.

Solo così si può realizzare l'unità nazionale.

* La Repubblica di Salò è stata una Istituzione illegittima, nata da un colpo di Stato contro l'unico potere costituito allora rappresentato dal re e dal suo primo ministro.

* Tale Repubblica fu voluta dai tedeschi occupanti e fu sempre da loro amministrata servendosi, naturalmente, di facce italiane. In primis di quella di Mussolini.

* Questa Repubblica combatté, a fianco dei nazisti, contro gli anglo americani liberatori, contro l'esercito italiano, contro i partigiani che volevano il riscatto dell'Italia. In questa lotta i combattenti di Salò si macchiarono, nei confronti dello Stato, del popolo italiano e dei liberatori anglo americani, di crimini orrendi.

* I combattenti di Salò furono in parte arruolati con la forza, in parte volontari accorsi per difendere fino alla fine la dittatura fascista e l'alleanza mortale con il nazismo.

* Adesso si dice che molti dei giovani che accorsero volontari lo fecero per servire delle idee alte, come quella di Patria e di Popolo, ad esempio. Può essere vero, ma si ingannarono.

Sì, questo bisogna dirlo forte e chiaro: si sbagliarono.

Fecero un tragico errore.

Combatterono con ferocia dalla parte sbagliata.

Contro la Liberazione.

Contro la Libertà.

Combatterono affinché il fascismo continuasse, perché si prolungasse l'occupazione nazista, perché non ci fosse nessuna Liberazione, perché in Italia non tornasse la Libertà.

Allora che cos'è questa storia dell'onore e della riabilitazione?

Per realizzare l'unità nazionale bisogna dire che era nel giusto anche chi combatté contro la libertà e per la dittatura?


Chi è sinceramente democratico deve semplicemente riconoscere che alcuni italiani, in buona o mala fede, combatterono dalla parte sbagliata.

E, fortunatamente, furono sconfitti.

Da quella sconfitta nacquero le istituzioni e i valori che sono e devono essere di tutti: senza alcuna confusione storica.

Volere a tutti i costi che siano onorati i combattenti della Repubblichina di Salò vuol dire pretendere di mettere sullo stesso piano aggressori e vittime.

Sono disposti La Russa e Berlusconi ad onorare i brigatisti assassini insieme con Aldo Moro e la sua scorta?

Per il solo fatto che gli autori del massacro lottavano per delle idee per certi aspetti anche condivisibili?

Credo proprio di no.

Nei fatti, tuttavia, lo fanno, volendo a tutti i costi concedere l'onore del ricordo (e qualcos'altro di meno aleatorio) a chi infangò la patria e si macchiò di atroci massacri contro il proprio popolo.

E' chiaro che il discorso del rispetto e della pietà per i morti (che nessuno si sogna di rifiutare) non c'entrano niente.




Ho letto sulla pagina Internet di un ragazzo questa frase tratta da
Ezra Pound: 'se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee o le sue idee non valgono nulla, o è lui che non vale niente.'

Ezra Pound, si sa, è l'intellettuale americano che elogiò il nazi - fascismo e che fu fedele a quelle ideologie fino alla fine, anche dopo il 1943.

Ha scritto anche delle cose interessanti, poesie degne di essere lette almeno una volta ma quella frase in sé e per sé è una delle solite affermazioni gonfie di retorica, così care al fascismo, così poco sensibili verso l'umanità di cui vorrebbero occuparsi.

La loro incisività e la perentorietà provocano sempre un certo effetto, soprattutto negli animi dei giovani che vogliono spendere la loro vita per qualcosa di valido e non intendono sprecarla nel grigiore dell'anonimato.

Per smontarla bastano queste semplici considerazioni: di quali idee si tratta? Qual è il valore di una vita umana?

Anziché riempirsi la testa e la bocca con reboanti e deleterie asserzioni, le persone farebbero meglio a studiare, approfondire, ragionare e confrontarsi: alla ricerca condivisa di valori autenticamente umani, di idee degne di essere perseguite per il bene di tutti.

Se molti giovani ammirano e celebrano ancora certe fanfaronate d'autore, il merito è tutto dei nostri attuali governanti.




















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