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2010: ferie e informazione

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23 agosto 2010

l'informazione al tempo delle ferie
(anno di grazia 2010)



L'estate 2010, è un po' diversa dalle altre, quanto a notizie.

A differenza degli altri, quest'anno la politica non è andata in ferie: non solo non ha lasciato ma ha raddoppiato.


E non tanto perché
Cossiga ha scelto quest'estate per andarsene, ma perché le abituali schermaglie tra i partiti si sono trasformate in vere e proprie risse, in aspre lotte fratricide.

Di solito i giornali estivi sono pieni di reportages dai luoghi di vacanza, dai Paesi esotici, dalle grandi capitali europee o americane, dall'Australia o dal sud America.

Riportano notizie curiose, danno spazio a poeti e filosofi, raccontano le città italiane, illustrano i musei o si soffermano sulle mille iniziative, culturali e non, che vengono messe in atto per catturare - allietare turisti e vacanzieri.

Quest'anno è scoppiata la grana Fini nel Pdl e allora, apriti cielo: non passa giorno che il padre padrone di quel partito, i suoi alleati o i suoi fedeli servitori non rilascino un'intervista, non convochino una riunione, non chiamino in tutta fretta una conferenza stampa, non minaccino le più esiziali iniziative, anche quelle che spetta ad altri organizzare, non parlino e straparlino, in un profluvio incontinente che trova sempre microfoni aperti da far rimbombare o pagine di giornali da riempire di inchiostro.

Perché sarà anche vero che
il Loro è sostenuto, accompagnato ed enfatizzato da una stampa amica e da televisioni prone ma è altrettanto vero che coloro che dovrebbero contrastarlo in realtà, molto spesso, stanno al suo gioco: raccogliendone ogni sospiro, riportandone ogni parola, proiettandolo continuamente su quella scena che lui ama calcare, non importa in che modo, positivo o negativo, basta presenziare.

Il risultato è quello che ho ricordato più sopra: carrellate di articoli e di interviste, pagine e pagine di quotidiani piene zeppe dell'ondata logorroica del signore delle televisioni e dei suoi tirapiedi: che non solo non ci stanno a perdere ma non vogliono nemmeno che qualcuno ipotizzi una tale eventualità.

Come ho già detto più volte, per lui si tratta sempre di 'tutto o niente', la gloria o la polvere, il successo o i processi con le prevedibili conseguenze.

Rinuncia quindi anche alle vacanze pur di imporre agli italiani le sue scorribande fatte di chiacchiere infarcite di richiami e di maledizioni, pur di evocare terremoti istituzionali.

Fate una prova: togliete dai quotidiani tutte le pagine che direttamente o indirettamente riguardano la politica nostrana e vedrete quel che vi resta.

Giochi, sport, televisione e poco più.

Se questa è l'estate, vi lascio immaginare che cosa ci potrà riservare l'autunno e l'inverno.

Siamo alla fine del Patriarca?

Alla caduta dell'impero?


Alla scoppio della bolla incantata che ci sta intossicando da quasi vent'anni?

(Tra parentesi: ci avviciniamo al
ventennio dalla discesa in campo - inizio = 1993 -. Quella dei vent'anni sembra ormai una regola difficile da disattendere. Nemmeno Mussolini è riuscito a infrangerla. La fine di un ventennio vorrà pur dire qualcosa)

Molti la temono, molti altri se l'augurano.

Pare certo che non sarà indolore, per nessuno.


Come Paese saremo chiamati a pagarne un ulteriore prezzo, la cui entità si potrà stabilire solo a posteriori.

Per quel che mi riguarda, spero che il tutto si svolga abbastanza in fretta: che si paghi quel che c'è da pagare (come se non l'avessimo già fatto!) e si volti pagina.

Quel personaggio ha decisamente fatto il suo tempo: da maschera della farsa si è trasformato in incubo.


Non è detto che debba finire in tragedia.

L'estate prossima spero di poter leggere ancora qualche pagina di quotidiano leggera e distensiva.

Che mi parli, magari, dei
tagliatori di teste della Nuova Guinea.

Relegando nei cattivi ricordi gli aspiranti
'lavatori di teste' di casa nostra.



















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