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politica da bar (2): note

2007-2010 > 2009 > POLITICA


25/06/2009



politica da bar: note



(se non l'hai letto, vedi prima: diversità ... )




*)

Qualcuno ha preso sottogamba la
politica da bar.

Come ha fatto la nazionale di calcio italiana con la Corea nel 1966.

Come ha fatto la Spagna con gli USA, ieri sera, nella Confederation cup.

Si pensa ad una politica sbracata, senza spina dorsale, intimamente vulnerabile e facilmente battibile.

I D'Alema e i Bertinotti che vanno sussiegosi per salotti, che vestono di fino e parlano in punta di grammatica, che fanno la vela e si fanno vedere alle manifestazioni …

Pensano di poter sbaragliare il campo in quattro e quattr'otto: si ritrovano invece disarcionati e bastonati, ridotti all'angolo e sbeffeggiati.

La politica da bar ha una sua forza interna molto resistente: il collante che tiene uniti gli avventori è di quelli che respingono anche gli assalti più virulenti.

Chi affronta questo tipo di politica deve farlo con cognizione di causa: deve saper usare le stesse armi, almeno in parte e deve, contemporaneamente, suonare una musica che sia allettante e gradevole alle orecchie di chi sta seduto ai tavoli.

Deve anche essere un po' come il pifferaio di Hamelin.


Altro che cachemire o porta occhiali snob, cravatte regimental e tweed!



*)

Per fortuna delle opposizioni la politica da bar ha in se stessa un virus che rischia di perderla, di eroderla dall'interno.

Spesso infatti essa tende a trasformarsi in
politica da bor (nel senso di bordello).

Fin che si tratta di star seduti a bere e a sghignazzare, a godere delle barzellette e delle storielle, va tutto bene.

Le cose cambiano quando le salette adiacenti l'aula magna del bar si trasformano in piccoli bordelli.

La 'politica da bor' suscita la voglia di partecipazione, l'istinto di emulazione, la fregola del 'io c'era'.

L'opinionista ha un bel daffare nell'invitare alla calma, nel chiedere contegno, nell'invocare il rispetto delle precedenze.

Tutti vogliono accedere alle stanze riservate, il più in fretta possibile, magari prima degli altri, per scegliere il meglio.

La 'politica da bor' non acquieta gli animi, non rasserena né tranquillizza ma scatena la fantasia.

E quando si sprigiona l'immaginazione anche il gruppo può andare in mille pezzi.

La 'politica da bor' è introdotta dai leader della 'politica da bar' che, in un delirio di onnipotenza, pensano di potersi permettere proprio tutto.

Ma bar e bor, insieme, non funzionano.


I leader del bar urlano al complotto e al tradimento.

Non si rendono conto che il bor ha la forza giusta per mandare tutti i bar a gambe all'aria.

Senza l'intervento di chicchessia.


















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