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Abramovich, Gheddafi, e ... Formigoni

2007-2010 > 2010 > RIFLESSIONI

fine agosto 2010


Abramovich, Gheddafi e ... Formigoni
(o: mare, sole, vento e ... amene oscenità
)




E' tempo di vacanze e ci si vorrebbe solo divertire.


D'estate si vorrebbe dimenticare tutto, ci si vorrebbe liberare di ogni bruttura per guardare solo ciò che è bello e positivo.

E' un desiderio legittimo che spesso anch'io coltivo ma che, tuttavia, non sempre è possibile attualizzare.


Perché la realtà,
la nostra realtà di umani, è lì non solo con il suo solito sgradevole tran tran ma persino con eventi più mostruosi o anche solo più fastidiosi a ricordarci che + l'astrazione totale è irrealizzabile, + che nascondere la testa sotto la sabbia sì, si può fare, ma non cancella niente, lascia intatto tutto il resto, + che, insomma, ci possiamo anche stordire mettendoci i tappi di cera nelle orecchie e bendandoci gli occhi ma che non possiamo trascurare il fatto che l'onda degli eventi non mancherà di lambirci, arriverà forse anche a sporcarci e che dovremo addirittura ritenerci fortunati se non riuscirà a travolgerci.

Possiamo anche
adagiarci sulle onde e lasciarci cullare fino a dimenticare persino noi stessi ma ciò non impedisce ad altre onde di bagnare # Paesi dove dei minatori sono stati intrappolati nelle viscere della Terra dalle quali, forse, emergeranno solo tra qualche mese; # regioni dove le alluvioni stanno seppellendo nel fango paesi, animali e persone; # territori in cui vulcani e terremoti non danno tregua agli esseri viventi …

Per non restare prigioniero dentro queste tematiche catastrofiche, ho scelto
tre notizie, che viaggiano tra l'allegro e il drammatico, per ricordare come siamo complessi noi esseri umani, come, in fondo, siamo attaccati al nostro tornaconto al punto da ignorare la decenza e perfino la pietà.



*)

La cricca russa.


Leggo che
Roman Abramovich è arrivato a Trieste con il suo yacht privato di 115 metri.

Com'è noto, il suddetto, è anche
padrone del Chelsea, una squadra di calcio londinese per cui ha sborsato e sborsa a getto continuo un numero imprecisato di milioni di sterline.

Non solo: Abramovich possiede anche
Eclipse, un altro yacht di 165 metri più ville e castelli in ogni parte del mondo.

Chi è questo giovin signore di 44 anni?

E' una persona molto abile che, con pochi altri, è riuscito ad approfittare del crollo del comunismo sovietico e del conseguente avvento del liberismo.

Tutto ciò che in Russia era pubblico, apparteneva cioè allo Stato e quindi al popolo, è stato svenduto e dilapidato in poco tempo: è stato acquisito da pochi personaggi senza scrupoli che sono così riusciti ad accumulare in un batter d'occhio delle fortune immense.

E così, mentre le condizioni delle popolazioni ex sovietiche peggioravano drasticamente, le sorti di una
cricca ristretta, che ha Putin al suo vertice, diventavano magnifiche e progressive.

Così va il mondo.

E' scandaloso e inaccettabile ma va proprio così.


E mentre
ci meravigliamo per il fatto che le popolazioni del Medio Evo abbiano lasciato che poche famiglie (poi diventate 'i nobili') si impadronissero di tutte le terre, coltivabili e non, e di tutti gli immobili, assistiamo a nostra volta impotenti, senza levare un dito e senza nemmeno dire 'a', al ripetersi dello stesso identico evento.

Ci siamo spesso sentiti superiori ai nostri
antenati medievali che abbiamo considerato con sufficienza e degnazione, quasi si fosse trattato di poveri imbecilli o almeno di incapaci: alla prova dei fatti non siamo molto diversi.

Che la Storia ci insegni almeno questo: un po' di umiltà e un pizzico di sobrietà.




*)

Il meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.


Come tutti sanno,
la Convention di Comunione e Liberazione è ormai un evento annuale immancabile e inevitabile: dopo la raccolta del grano e prima della vendemmia autunnale i Capi del movimento radunano una buona fetta di adepti, per celebrare e per auto celebrarsi.

CL è nata come movimento religioso nel 1954 per opera di don Luigi Giussani ed è stata ufficialmente riconosciuta dalla gerarchia ecclesiastica nel 1982.

E' sorta come esigenza di
tornare a vivere in piena coerenza e autenticità i valori fondamentali del Vangelo mettendo al centro la figura di Cristo e il suo insegnamento.

Con il tempo CL è diventata molte altre cose: seguendo una delle sue guide, Formigoni, * si è gettata in politica entrando a pieno diritto nelle stanze del potere; * tramite la Compagnia delle Opere è diventata un'importante centrale economica che organizza migliaia di aziende e di cooperative; * si è infiltrata in tutti gangli della società, specie in Lombardia, dove tiene saldamente in pugno strutture pubbliche e private di grande rilievo (ospedali, scuole, Università, per non parlare di banche e assicurazioni).

Per farla breve,
da movimento radicale cristiano, in poco tempo CL si è trasformata in una struttura di potere coesa e ben organizzata.

Per capire questa evoluzione basta guardare
chi viene invitato allo sbalorditivo meeting annuale di Rimini: grandi imprenditori, banchieri, uomini politici di primo piano, alti prelati.

Buoni ultimi, quest'anno, abbiamo visto
Tremonti e Marchionne.

Tutti
a predicare libertà di impresa, mano libera dei capitalisti, austerità, lacrime e sangue per il popolo.

Tutti subissati dagli applausi dei ciellini in delirio.


Dove sia finito il cristianesimo 'fondamentale' io non lo capisco e certo non si vede.

Lo so che gli interessati non sono d'accordo con queste poche righe ma quel che si vede all'esterno,
quello che io vedo è tutto fuor che cristianesimo.

^) Vedo la ragnatela di intrecci che in Lombardia e in altre regioni occupa tutti gli interstizi della vita pubblica; ^) vedo dei politici che sostengono a spada tratta un tipo come Berlusconi, la cui vita e le cui iniziative possono avere molte caratteristiche, forse anche positive ma che certo non possono definirsi 'cristiane' nel senso radicale di don Giussani; ^) vedo un potentato economico proteso a difendere e ad arricchire se stesso, poco sensibile a ciò che accade al popolo nel suo complesso.
Forse
CL dovrebbe decidersi a lasciar stare il cristianesimo, soprattutto quello delle origini, a dichiarare il proprio amore per il potere e per il benessere e a celebrare i suoi meeting nella vicina Mirabilandia.

Sarebbe più credibile.

Anche perché le foglie di fico non nascondono proprio niente.




*)

Gheddafi a Roma.


E questa è
la notizia più leggera e forse anche la più penosa.

Il dittatore libico è tornato un'altra volta a Roma, con il suo circo di amazzoni e di cavalieri, di tende e di beduini.

E' tornato da conquistatore, naturalmente.


Lo Stato italiano l'ha accolto con
un esercito di belle ragazze che, dietro pagamento, si sono offerte di mostrare al truculento ospite le loro grazie e di ascoltare le sue ispirate parole.

Gheddafi, quando viene a Roma, si comporta da vero e proprio capo di Stato: non della Libia ma di quello italiano.

Non si nega proprio niente e, soprattutto, dice tutto quello che gli passa per la testa, comunica al colto e all'inclita i suoi sogni più reconditi, dà voce a quelli che sono i desideri indicibili del mondo che rappresenta.

Tra le sue prime affermazioni spicca
l'invito, assolutamente esplicito e quasi perentorio, all'Europa di abbracciare l'Islam.

Non so se ci sono degli italiani che vedono con orgoglio queste sceneggiate, che ascoltano con soddisfazione quelle parole che più che offensive risultano assurde e del tutto irricevibili.

Personalmente provo solo fastidio, pena e anche un filino di rabbia.

Tutta la circense sceneggiata è giustificata con ragioni di 'real politik': + per fermare lo sbarco degli immigrati, si dice; + per aprire alle nostre imprese in difficoltà nuovi campi d'azione; + per far prosperare gli affari, in poche parole (anche e soprattutto quelli legati al signore delle televisioni).

E' noto che
gli sbarchi continuano come prima, anche se non se ne ha notizia: da una parte il governo ha messo la sordina agli arrivi dei clandestini, dall'altra questi ultimi hanno inventato nuove strategie ed esplorato insospettabili rotte.

E per gli affari: davvero dovevamo pagare un simile prezzo, veramente non si potevano sondare strade diverse?

Quel che più stupisce è che di fronte alla assoluta sfrontatezza del dittatore, tipi come Lupi e Giovanardi, che si ergono tutti i giorni a paladini dei valori cristiani, non sappiano fare altro che mormorare flebili parole di distinguo o, peggio, inventare delle insostenibili giustificazioni di comodo.

La Lega, dal canto suo, non si risparmia qualche bordata delle sue seconde file più irrequiete, tipo Borghezio: nulla più.

Sarà perché è abituata alle smargiassate e perché, in nome del Federalismo, è ormai disposta ad ingoiare di tutto, anche l'onore e la coerenza, ammesso sappia dove stanno di casa.

Nemmeno la Chiesa, fino a questo momento ha sentito la necessità di reagire con fermezza e chiarezza: eppure è così attenta a individuare e a bacchettare anche la minima 'deviazione' dalla sua etica sessuale.

D'altra parte, visto l'atteggiamento che ha sin qui tenuto nei confronti di Berlusconi e del suo governo, si deve dire che
la gerarchia ecclesiastica è disposta ad ingoiare anche i rospi più indigesti pur di tenersi stretto lo spicchio di potere che le è benignamente concesso.


E' chiaro che rispetto a tutto questo non c'è una conclusione: non una univoca, almeno.



Mi chiedo soltanto: *) fino a quando tante persone, anche avvedute e istruite, continueranno ad accettare il becero e l'osceno come del tutto normale? *) Come mai ad un aumento generalizzato di istruzione formale non corrisponde un incremento della consapevolezza e della coscienza critica? *) Accadrà mai che si possa fare qualcosa anche in nome di valori e principi e non solo sotto la spinta del tornaconto personale o di gruppo? *) In definitiva, le parole 'rispetto, dignità e coerenza' potranno mai avere senso, non solo all'interno di inutili e tronfi discorsi ma anche in riferimento alla realtà effettuale?



















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