ACRONIA


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acrònia - utòpia



UTÒPIA

Era il sogno di chi aspirava a vivere
in un altro posto, il posto della fratellanza, della giustizia, della felicità per tutti.

E' stata la speranza di molti, nel passato, di tante persone che hanno spesso pagato con la vita la loro idea di umanità.

Oggi sappiamo che
quel posto non esiste, perché non ci sono più terre sconosciute da esplorare.

Non c'è più alcun altrove da vagheggiare.

Utòpia è definitivamente morta, con tutti i suoi profeti.




ACRÒNIA

E' la nuova dimensione.

Acrònia è sempre esistita, proprio perché è senza tempo: per questo vogliamo viverci.

Non si tratta più di credere nella rivelazione di un qualche profeta o nelle visioni di un guru; non si tratta più, nemmeno, di agognare, di bramare, di fantasticare o, semplicemente, di sperare.

E' tempo, invece, di realizzare, di pensare pensieri 'produttivi', di orientare se stessi e gli altri verso conquiste importanti e possibili.

E' tempo di applicarsi con passione, lucidità, pazienza e determinazione.


Acrònia guarda al passato per rendere 'godibile' il presente e preparare un futuro degno di essere vissuto.

Basta con la venerazione assoluta del passato: mettiamo da parte Cicerone.

Il passato è fondamentale per imparare dagli errori e dalle nefandezze: non per copiare pedissequamente o per ripetere.

Bisogna assorbire il passato, filtrarlo e rinsanguarlo con la nostra originalità, rinverdirlo con la creatività.


Non si può nemmeno vivere interamente calati nel presente: che è l'idiozia dei grandi fratelli, lo squallore dei talk show televisivi, la brama insaziabile dei potentati economici, pronti anche ad affamare il mondo intero pur di incrementare le loro ricchezze.

Dei cultori del solo presente ha già detto tutto Kierkegaard in Aut Aut.



E che dire di coloro che spendono tutta la loro esistenza per preparare un futuro incerto e forse irrealizzabile?

Che possono diventare il braccio armato di smaliziati dittatori, disposti a qualsiasi efferatezza pur di dare libero sfogo alla propria brama di potere, al libero esplicarsi degli istinti.

Distruggere il passato e sputare sul presente preconizzando un futuro esaltante e liberatorio, non è opera degna di ammirazione: può essere suggestiva ma bisogna metterla da parte.

Se Nietzsche ha decretato la morte di Dio è tempo che qualcuno dica che anche Nietzsche è morto.



Bisogna realizzare una sintesi, una sincresi: con
equilibrio.


E' finito il tempo delle adorazioni e delle demonizzazioni: comincia il tempo dello studio orientato alla creazione.


Acrònia vuol dire proprio questo: prendere dal passato ciò che di positivo ha prodotto, per vivere al meglio il presente e costruire per i figli un futuro quanto meno appetibile.

Acrònia sintetizza il motto:

'ab imis fundamentis: ultra fondamenta, sed in fundamentis'.




















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