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amicizia

2007-2010 > 2008 > FLUTTUAZIONI


03/01/2008

1)

E' difficile dire dell'amicizia parole più belle di quelle scritte da Epicuro o da Cicerone.
E' quasi impossibile cantare l'amicizia meglio di quanto abbia fatto Omero.
Tanti altri poeti, scrittori e filosofi di tutte le culture l'hanno celebrata e consacrata.
Per tutti mi piace ricordare l'enunciazione di Aristotele:

" ... [l'amicizia] è un aspetto estremamente necessario della nostra vita, dato che nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se avesse tutti gli altri beni ...
Non solo è necessaria, l'amicizia è anche cosa nobile. " *


2)

Ci sono amici che spariscono improvvisamente dopo anni di assidua frequentazione.

Ci sono amici che possono dirsi tali solo fin tanto che restano fisicamente lontani: si contattano per posta, per telefono, via chat.

Ci sono amici che ti consumano con la loro presenza fino a sfibrarti.

Ci sono amici che amano soltanto ricevere a casa propria.

Ci sono amici che odiano ricevere e preferiscono recarsi sempre a casa del partner.

Ci sono amici che amano parlare sempre e solo di se stessi e di ciò che sta loro a cuore.

Ci sono amici che non raccontano mai nulla di se stessi: sono sempre intenti a interrogarti sulla tua vita e sui tuoi interessi.

Ci sono amici di cui pensi di poterti fidare ciecamente, fino a prova contraria.

Ci sono amici sui quali sai di poter contare ma solo fino ad un certo punto e per alcune particolari questioni.

... ... ...


3)

Che cos'è l'amicizia?

E' un rapporto, essenzialmente.

Che prescinde da molte delle caratteristiche che sono basilari per altri tipi di relazione.

Nell'amicizia, per esempio, non è determinante il genere sessuale, non sono decisive le differenze culturali, non è essenziale l'appartenere o meno ad una certa Chiesa; nemmeno la bellezza o la bruttezza, la ricchezza o la povertà, il potere o la lontananza da esso contano poi più di tanto.
Neppure i difetti o i veri e propri vizi sono, in realtà, fondamentali.

Perché si possa parlare di amicizia è indispensabile siano presenti alcuni fattori particolari che, come singole fibre, vadano poi ad aggrovigliarsi gli uni con gli altri fino a formare un canapo compatto e resistente.

Questi fattori appartengono alle regioni più profonde della psicologia umana e non sono facilmente definibili e spesso neppure identificabili. A volte sono anche diversi da persona a persona.

Questo è il motivo per cui molti non considerano amiche delle persone che invece lo sono e, più spesso, considerano amici degli individui che, al contrario, non lo sono.

Forse, più facilmente, si possono descrivere le caratteristiche degli amici: sono persone che si capiscono al volo, anche senza dire una parola, soltanto con uno sguardo, un gesto, un'increspatura mimica; che sanno cogliere la tristezza sotto una risata, la presenza di problemi nel bel mezzo di uno sballo; persone che in molte circostanze si ritrovano a pensare le stesse cose, concepire gli stessi desideri, sognare le stesse avventure, dire le stesse parole.
Sono persone che senza volerlo né ricercarlo vivono all'unisono, come una sola persona.

Essere fratelli o sorelle non vuol dire essere amici.
Ma se la consanguineità è accompagnata dall'amicizia allora si arriva al cuore dell'essenza umana.

Il sesso, l'innamoramento, il partneriato, il matrimonio non implicano l'amicizia, anzi, quasi sempre la escludono. Ed è per questo che non durano nel tempo.
Ma se le persone che fanno sesso, sono innamorate o in qualche modo convivono sono anche amiche allora sono destinate a vivere momenti di autentica beatitudine. Sono destinate a contrastare il logorio del tempo e a vivificare sempre più, anno dopo anno, la reciproca attrazione.

Non è necessario avere molti amici.
Forse non è nemmeno possibile.
E' indispensabile averne almeno uno.


* Etica Nicomachea, Editori Laterza.














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