ACRONIA


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APRILE

2007-2010 > 2010 > GIORNO PER GIORNO

28 aprile 2010


di tutto un po' (tanto!)



*. Riforme.

Sta per essere presentato il disegno di legge costituzionale denominato '
Lodo Alfano' bis.

Primo firmatario
Gasparri.

Lo stesso insigne personaggio che è stato promotore della legge sul digitale terrestre (di cui ho già scritto).

Non so più immaginare che cosa farebbe il suddetto, pur di fare un favore - grande, grande - al suo padrone.

Al mondo, si sa, ci sono
uomini poveri pieni di dignità e poveri uomini che la dignità non sanno nemmeno che cosa sia.

E' in discussione alla Commissione giustizia del senato il
disegno di legge sulle intercettazioni.

Nel bel mezzo di una crisi economica terrificante, che sta sconvolgendo i popoli dell'Europa (dopo la Grecia potrebbe toccare a noi)
di quali riforme si occupa il nostro Parlamento?

Di quelle che interessano a Berlusconi: e basta.


Come volevasi dimostrare. Alla faccia di chi pensava che l'Unto avesse cominciato a pensare anche all'Italia.

Che pena!




*. Federalismo fiscale.

Ma perché
Bossi spinge così tanto nella direzione del federalismo fiscale?

Perché le cose rimangano più o meno come sono adesso?

Non credo proprio.


La Lega, dall'attuazione del federalismo, si aspetta di mettere le mani su una fetta consistente del gettito fiscale, da investire, esclusivamente, nei territori da lei governati.

D'altra parte stiamo vedendo come sia restia la
Germania a tirare fuori dei soldi per la Grecia.

E' naturale che chi dispone di maggiore ricchezza non sia disposto a spartirla con chi è più indigente.

Quello che non capisco è l'atteggiamento delle
regioni più 'povere' del centro sud, la cui popolazione continua imperterrita a votare Berlusconi (che, per il problema in questione, è come votare Bossi).

Probabilmente sperano nella buona grazia dei ricchi e dei potenti.

O, più semplicemente, non hanno ancora capito.

A quando il brusco risveglio?



*. Piazzale Loreto.

Stefania Craxi, parlamentare del Pdl e membro del governo Berlusoni, ex iscritta al Partito socialista italiano, figlia di Bettino Craxi, ex presidente del consiglio e segretario del Partito socialista italiano, ha chiesto che qualche rappresentante delle Istituzioni, in occasione del 25 aprile si rechi, a Milano, a Piazzale Loreto a onorare la memoria di Mussolini che vi fu, là, impiccato per i piedi.

Mai nessuno si era spinto fino a questo punto.


Nemmeno
Almirante, ex segretario del Msi ed ex repubblichino.

La figlia di Craxi non ha mai nascosto il suo
rancoroso livore verso le Istituzioni italiane che hanno costretto il padre ad andare in esilio (era in realtà latitante) e a morire fuori dai confini d'Italia.


E' talmente dominata da questa
astiosa acredine da non pensare minimamente al significato e all'impatto della sua proposta.

I morti, l'abbiamo detto più volte, vanno lasciati stare, a se stessi, in quella specie di terra di nessuno cui tutti, per strade diverse, sono approdati.

'Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti' è scritto nel Vangelo.


Ma chiedere che si passi, a proposito di un dittatore che ha gettato la nazione nel disastro più abissale della sua storia, dal rispetto e dalla pietà alla celebrazione, è non solo fuori da ogni logica e dal buon senso, ma mi sembra qualcosa che travalica lo stesso revisionismo, per proporsi come
rovesciamento totale dei principi fondanti della nostra Repubblica.

Ci vada lei onorevole (?) Craxi a onorare (!) Mussolini.


Noi preferiamo ricordare quei
partigiani che, solo poco tempo prima, erano stati impiccati ed esposti al pubblico ludibrio nella stessa piazza.

Seguendo le direttive di quel dittatore che qualche tempo dopo, folgorato dalla storia, avrebbe fatto la stessa fine.





25 aprile 2010

resistenza, costituzione, Berlusconi ...



Sul 25 aprile ho già scritto: aggiungo semplicemente qualche suggestione.

Ci sono state in Italia delle
manifestazioni, alcune delle quali caratterizzate da vivaci contestazioni.

Come già ho scritto, il 25 aprile continua ad essere vissuto in modo diversificato, a non essere un evento condiviso e ricordato con la stessa sensibilità da tutti gli italiani.

Io credo che si deve fare in modo che tutti arrivino a celebrare e a festeggiare il 25 aprile: senza ostracismi, chiusure o fanatismi.


Fini ha fatto un certo percorso di revisione delle sue posizioni ed è approdato a sentimenti di autentico rispetto verso la Costituzione repubblicana?

Benissimo!


Dobbiamo accogliere Fini e festeggiare con lui l'anniversario della Liberazione.

Mi lasciano invece perplesso la persona e i discorsi di Berlusconi.


Il signore delle televisioni è, a mio modesto avviso, il soggetto che, in tutti questi anni,
ha sparso a piene mani veleni, ha ridato vigore alle contrapposizioni, ha introdotto l'odio in politica facendolo diventare addirittura un elemento discriminante e di divisione tra gli italiani.

Non è certo l'individuo più adatto a ricostituire il tessuto unitario della nazione.


Nel suo discorso per il 25 aprile ha ricordato la necessità di procedere alla
riforma della seconda parte della Costituzione; ha detto che 'è ora di andare oltre il compromesso dei padri costituenti e costruire l'Italia del futuro'.

Tra le
riforme da fare ha citato, guarda caso, solo quella della giustizia: per realizzare una giustizia al passo con i tempi, realmente 'giusta' con tutti.

La seconda parte della Costituzione ha, probabilmente, bisogno di essere riformata.

Tutti lo sostengono da tempo immemorabile.


Ma mi chiedo:
è Berlusconi il politico adatto a guidare una simile riforma?

Cosa significa, poi, 'superare il compromesso dei padri costituenti?'


*. Varare una Costituzione del tutto sbilanciata a favore delle classi dominanti?

*. Approvare un federalismo che affossi definitivamente il Sud nel suo mancato sviluppo?

*. Votare una riforma della giustizia che garantisca l'impunità ai governanti e ai potenti e metta sulla graticola solo i poveri cristi?



Anche tirando fuori tutto l'amore di cui sono capace, non credo che Berlusconi sia la persona adatta a guidare un processo di riforme costituzionali.


Resto convinto che il suddetto è entrato in politica soltanto per salvaguardare i suoi interessi, per evitare di finire in prigione.

Tutto quello che ha fatto finora, va in questa direzione (compresa l'alleanza di ferro con Bossi).

Solo questo, secondo me, ha ancora ben fisso in testa.


Farà le 'riforme' (quella sulla giustizia, soprattutto) che gli servono per mantenere il potere fino alla fine dei suoi giorni; per evitare i processi e, ancor di più, le eventuali condanne.

In cambio di questo sarà disposto a concedere alla Lega tutto il 'federalismo' che chiede: anche a costo di spaccare il Paese.

Mi dispiace, forse appartengo anch'io al
partito dell'odio (quello creato da Berlusconi), ma non riesco a vedere le cose in altro modo.

Mi auguro solo che ci siano istituzioni, associazioni e persone che sappiano capire in tempo l'inganno e vogliano contrastarlo con tutte le loro forze.

Buon 25 aprile!






24 aprile 2010

tema di italiano



Ho sempre amato scrivere, non mi sono mai piaciuti i temi di italiano.


Non riuscivo ad elaborare qualcosa per procura, su argomenti che 'non sentivo', che non risvegliavano in me alcun interesse.

La circostanza mi è tornata alla mente, leggendo una presa di posizione della
Lega Nord che richiede, a qualunque straniero voglia aprire un'attività commerciale in Italia, un attestato che certifichi la conoscenza della lingua italiana.

Sentendo parlare molti leghisti mi viene da domandare:
perché non pretendere un certificato di conoscenza della lingua italiana anche da coloro che aspirano a sedere in Parlamento?

E anche da quelli che occupano gli scranni delle
Regioni, delle Province e dei Comuni?

Mi piacerebbe vedere come se la caverebbe
Umberto Bossi con un bel tema di italiano.

E suo figlio
Renzo, la trota, il pluri bocciato alla maturità, neo consigliere della Regione Lombardia a 9.000 euro netti al mese?


L'esamino proposto dalla Lega ai candidati che intendono aprire un'attività commerciale, toglierebbe dalle nostre vie qualche esercizio 'straniero'.

Probabilmente.



Il tema di italiano da me suggerito escluderebbe dal Parlamento (e dalle altre pubbliche Istituzioni) tanti rappresentanti 'pleonastici'.

Sicuramente.






22 aprile 2010

i 'senza schiena'



Vedendo le immagini della direzione del Pdl (tra l'altro, avete notato il pallore, la mascella contratta, il vero e proprio livore del Padrone?) ad un certo punto ho notato il volto di un vecchio navigatore di lungo corso.

Parlo di Lamberto Dini.


Dini ha alle spalle una grande carriera bancaria che lo ha portato a diventare
Direttore generale della Banca d'Italia.

Negli anni novanta è stato pure
presidente del consiglio dei ministri e, successivamente, ministro degli esteri.

All'inizio degli anni duemila ha aderito alla
Margherita ed è stato un parlamentare del centro sinistra fino al gennaio del 2008, quando ha contribuito all'affossamento del governo Prodi.

Nel giro di un mese è riuscito a passare sotto le bandiere di Berlusconi e a essere eletto
senatore per il centro destra.

Inutile dire che, attualmente, è un esecutore fedele delle direttive del suo Capo e che si guarda bene dall'avere anche un semplice scambio di sguardi con l'appestato'
Fini.

Dini, che è del 1931, nel 2008 aveva 77 anni: che cosa abbia spinto un uomo della sua età, che nella vita ha avuto tutto, quanto a retribuzioni e a incarichi, a tradire la fiducia di un presidente del consiglio e a passare armi e bagagli nella parte avversa, io proprio non lo capisco.

Certo,
Dini non è l'unico: il nostro Parlamento è pieno di voltagabbana come lui.

E' pieno di gente che la schiena non sa nemmeno che cosa sia e che quindi non può sapere che cosa voglia dire tenerla dritta.



Un
'senza schiena' di tipo diverso, a inizio carriera si potrebbe dire, è senz'altro Renzo Bossi.

Del resto per quale altro motivo il padre Umberto l'avrebbe soprannominato
la trota?

Bene,
questo ragazzo senza arte né parte, buono a tutto e a nulla (e perciò pronto per la politica: parole del padre) si è presentato alle elezioni regionali della Lombardia ed è stato eletto al primo colpo.

Adesso straparla, fa affermazioni prive di senso, dimostra di non sapere nemmeno lui cosa dice e si porta a casa
novemila euro netti al mese.

Sì, avete letto bene: novemila euro netti al mese.


E la maggioranza dei nostri pensionati non arriva ai mille euro al mese.

E i giovani stanno a spasso e se va bene trovano un lavoro precario, da qualche centinaio di euro al mese, fin che dura.

Ci rendiamo conto dei costi della politica?


Siamo coscienti che continuiamo a riempire di soldi uno come Dini che lo Stato ha già ricoperto di euro fino all'inverosimile?

Che diamo a un 'poveretto' come il figlio di Bossi uno stipendio superiore a quello di un primario ospedaliero di lungo corso?

Va bene così?

Va bene!


Ma allora diciamocelo chiaramente: che
anche tra di noi ci sono milioni di 'senza schiena'.

Quando, infatti, non solo accettiamo ma ci facciamo promotori di certe iniziative (andiamo a votare determinate persone) dimostriamo di non avere idee,
di essere senza nerbo.

Lo siamo soprattutto perché non muoviamo un dito, ingoiamo tutto, tolleriamo anche ciò che dovrebbe farci gonfiare di indignazione.



Dov'è la nostra schiena?

Di che ci lamentiamo?






21 aprile 2010 (natale di Roma)


la comunione di berlusconi



Tutti avranno visto o letto dell'episodio: il prete di Milano 2, al funerale di Raimondo Vianello, ha concesso l'eucarestia a Berlusconi.

La cosa, in sè, non mi interessa più di tanto: dovrebbe, se mai, scandalizzare i credenti.


E tuttavia
gli affari della Chiesa hanno sempre un significato che travalica l'ambito religioso, che tocca altri aspetti (politico, filosofico, morale) che vanno a sfiorare la vita di tutti. Soprattutto in Italia.

Com'è noto, anche negli ultimi documenti,
la Chiesa ha ribadito il suo no alla comunione ai cristiani divorziati: parecchi sacerdoti, sostenuti dai rispettivi vescovi, hanno pubblicamente e platealmente rifiutato l'eucarestia a quei credenti che avevano rotto l'indissolubilità del matrimonio.

A Berlusconi è stata amministrata.


Il prete di Milano 2 (tra l'altro, anche questo è noto,
Berlusconi è il costruttore e il dominus di Milano 2) si è così giustificato: 'non è certo durante una messa che un sacerdote può fare un rifiuto simile a un fedele'.

Ma ai comuni fedeli i rifiuti sono stati fatti proprio durante la messa.


E' chiaro, d'altra parte, che
Berlusconi non può essere andato così allo sbaraglio, rischiando di vedersi respinto: sicuramente avrà preso accordi con il prete prima del rito.

Il che, naturalmente, peggiora le cose.


Sia come sia, una cosa è certa:
mai come in questi anni la chiesa italiana è stata legata (alleata, succube, fiancheggiatrice, associata, patrocinatrice ...) al Potere.

Ad ogni costo e oltre ogni limite: anche quello della decenza.

E della pietà.


Voglio ricordare ancora una volta (l'ho scritto parecchie volte ma non mi stanco di riproporlo, vista l'enormità)
il rifiuto che il cardinal Ruini (massimo interprete della politica di cui sopra) ha opposto al funerale religioso di Piergiorgio Welby: un rifiuto duro, ostile e quasi sprezzante.

Spesso le gerarchie ecclesiastiche, tra la testimonianza del Vangelo e l'alleanza con il potere, scelgono quest'ultima.


Forse sarà per questo che la Chiesa dura imperterrita da duemila anni.

Non so però come i burocrati della Chiesa se la caveranno quando si affacceranno in quell'al di là in cui giurano di credere (almeno così danno a vedere).





19 aprile 2010

il digitale pedestre


Non vedo quasi mai la televisione (immaginate perché!).


Le poche volte che accendo il televisore, mi piacerebbe che funzionasse, per quel poco che dà.

E invece i canali saltano in continuazione, cambiano sempre di posto, spariscono e ricompaiono in un susseguirsi di maledizioni e travasi di bile.


Bisogna riprogrammare più volte al giorno e spesso non serve a niente.

A oggi si deve dire che questa grande innovazione ha portato un servizio peggiore del precedente.


Quando tutto va bene, il televisore ti passa
2 - trecento canali di porcherie e nullità: pubblicità a non finire, mediashopping in quantità industriale, vagonate di Gold, camionate di Canale Italia, badilate di Telepadrepio, siringate di Telepace, secchiate di Rete Oro ...

Tutte friggono il nulla o giù di lì.


La grande riforma l'ha realizzata
Gasparri su ordine del suo padrone, il Signore delle televisioni.

E' stata un'operazione di cui una persona seria dovrebbe vergognarsi per il resto dei suoi giorni: e, invece, il genietto se ne vanta a ogni piè sospinto.

Che pena! (per non dire altro; aggiungo solo: che rabbia!)


Non so se il digitale terrestre ha anche altre qualità, oltre a quelle che finora non sono assolutamente emerse.

Forse andava preparato meglio, con più cura e con un minimo di rispetto verso i cosiddetti utenti.

Ma credo di aver capito le ragioni della fretta.


Il signore delle televisioni doveva trovare il modo di contrastare in maniera efficace
il padrone di Sky, quella che si muove a pagamento sul satellite.

Che ha fatto?


Ha spinto il suo fedele esecutore a introdurre in quasi tutte le case italiane (dei disgraziati che sono già approdati all'ultima meraviglia della tecnologia) un apparecchietto,
il decoder, dotato di una fessurina fatta apposta per accogliere una tessera.

Quale?


Ma quella di
Premium - Mediaset, si intende: che permette di guardare le partite, di vedere i film ... a pagamento, naturalmente.

Certo!


Nessuno è obbligato a comprarla, ma la fessurina prima non c'era e adesso è là che guarda, che aspetta in ogni casa, che chiede insistentemente di essere imboccata.

Che colpo di genio!

Che affarone!

Che gran servitore, quel Gasparri!

Che ...


Quando qualcuno scriverà la storia delle ricchezze del signore delle televisioni, certamente a
Gasparri toccherà un posto d'onore, accanto a quello di Craxi: il posto di coloro che, 'alla faccia' degli interessi della comunità nazionale, hanno servito con zelo e con grande efficacia gli affari privati del padrone.

Bravi!






16 aprile 2010

aspettando la fine del mondo



Una nube sta paralizzando i cieli d'Europa: a causa dell'eruzione di un vulcano islandese, quasi tutti gli aeroporti del centro e nord Europa sono stati chiusi. A breve lo saranno anche quelli italiani.

E non si sa quanto durerà.

Gli aerei non volano perché le polveri della nuvola possono bloccare i motori.


I dinosauri, che hanno dominato la terra per 150 milioni di anni (noi ci siamo da poco meno di un milione di anni), sono stati spazzati via da una nuvola sollevata dalla caduta di un meteorite (o dall'esplosione di un vulcano).

Siamo alla vigilia della fine del mondo?


Perché, intanto, aspettando la fine del mondo, non alziamo la testa e non raddrizziamo la schiena?

Non la facciamo finita con le spacconate, le sopraffazioni e le ipocrisie?

Forse non siamo prossimi alla fine del mondo, forse ci resta ancora un po' di tempo.

Ma che differenza fa?





16 aprile 2010

la politica in Italia



Tutti abbiamo visto il video mandato in onda da Striscia relativo al colloquio tra Vincenzo Zaccheo, sindaco di latina, e Renata Polverini, neo eletta presidente della regione Lazio.

Il signor Zaccheo chiede alla Polverini di non concedere più appalti ad un certo
Fazzone e le raccomanda le proprie figlie.

Riceve dalla neo eletta rassicurazioni in merito.


Uno squallore insopportabile.

Rispetto al quale la Polverini ha puntualizzato facendo la 'finta tonta', cosa che fino ad ora le è sempre riuscita molto bene.

Ho letto poi una dichiarazione molto risentita e categorica del senatore
Claudio Fazzone (del Pdl, lo stesso partito di Zaccheo): che condanna senza appello il sindaco di Latina che aveva cercato di 'farlo fuori' presso la Polverini.

Approfondendo ho scoperto che il suddetto
Fazzone, senatore del Pdl, sarebbe in rapporti di affari con l'ex sindaco di Fondi (costretto alle dimissioni con l'intero consiglio comunale per sospetto di infiltrazioni mafiose) e con tale Luigi Peppe che sarebbe in qualche modo legato al clan dei Casalesi.

Ho visto anche che il Fazzone, che vanta una maturità di geometra, è membro della prima commissione permanente del Senato che si occupa di
Affari Costituzionali (!!!???!!!).


Ecco, questo è uno scorcio, uno squarcio, uno spicchio della politica italiana.


A onor del vero devo dire che certe pratiche non sono caratteristiche solo di un raggruppamento politico ma investono tutti i Partiti rappresentati in Parlamento.

(E' molto diversa la pretesa di
Bossi di imporre gli uomini della Lega a capo delle grandi banche del Nord?)

Quanto poi alle
riforme Istituzionali di cui tanto si parla, dobbiamo sapere che, ad esaminarle e a votarle, saranno chiamate in prima e seconda battuta, persone come il geometra Fazzone che sicuramente avrà le mani bene in pasta in tante faccende, ma non so quanta cultura giuridica, storica e filosofica possa vantare.

Il guaio è che rispetto a tutto questo, la cosiddetta maggioranza (anche tanti di noi) non fa assolutamente niente: nemmeno si indigna più e ritiene la cosa del tutto normale.


Come se al tempo di
Renzo e Lucia la gente avesse considerato del tutto normali i purulenti bubboni della peste che marcivano e incancrenivano le persone facendole poi morire tra atroci dolori.






14 aprile 2010

Benedetto 16° o Gregorio 16°?



Alcuni giorni fa la
CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha reso nota una 'Lettera alle comunità, ai presbiteri e ai catechisti' che porta la data della Pasqua 2010.

Le sollecitazioni e le indicazioni di ordine religioso sono accompagnate anche da una analisi dell'attuale società italiana.

I vescovi dicono che l'Italia '
conserva ancora larghe tracce di tradizione cristiana, ma è segnata anche da un processo di secolarizzazione.'

Gli italiani, cioè, si abbandonano al
soggettivismo e cadono nell'indifferenza religiosa.

Ma da che cosa è caratterizzato questo processo di
secolarizzazione?

Dai soliti 'ismi' che erano già presenti nella 'Mirari vos' di Gregorio 16° (1832): razionalismo, scientismo, relativismo e materialismo consumistico.


Ho sempre pensato che i danni alla società non derivano tanto dagli 'ismi' indicati dalla Chiesa ma da un appannamento di quei
valori, che sono umani prima che religiosi, che la stessa Chiesa non si è preoccupata di conservare e di rafforzare.


Non è tornando a Gregorio 16° che si risolvono i problemi.


Bisogna guardare con schiettezza alla società in cui si vive, individuarne le storture e denunciarle a viso aperto: avendo anche il coraggio, se necessario, di sfidare i potentati secolari (economici, politici, militari ...).

Come si fa, ad esempio, continuare a prendersela con il razionalismo e, nello stesso tempo, favorire il fanatismo e la superstizione?


Bisogna guardare al proprio interno con molta lucidità e umiltà e avere il coraggio di riconoscere le proprie debolezze, le mancanze e i veri e propri reati.

Altro che guardare sempre alle magagne degli altri, inventando accostamenti inaccettabili, come quello offerto dal
cardinal Bertone che ha messo in relazione la pedofilia con l'omosessualità!

E' chiaro che
se non si affrontano i problemi, se si parla d'altro, se si pensa sempre e soltanto alle condanne, se non si è mai disposti ad un proprio personale, intimo (per quanto doloroso) mea culpa si rinfocolano le polemiche, si suscitano sempre nuove opposizioni e più feroci attacchi, si scatenano anche reazioni inconsulte come le scritte oscene tracciate sulla casa natale del papa.

A mio modesto avviso la Chiesa dovrebbe interpretare il suo Tempo, non condannarlo sempre comunque.


E' di questi giorni la riabilitazione che la Chiesa ha fatto (attraverso l'Osservatore romano) dei
Beatles e della loro musica.

Dopo più di 40 anni la Chiesa si è accorta che non tutto ciò che hanno prodotto i Beatles è satanico e demoniaco.

C'è da meravigliarsi se
Ringo Star, intervistato in proposito, si è limitato ad osservare: 'I couldn't care less'?







2 aprile 2010


il papa re


Alcune notizie post elettorali.



*.

Appena eletti, i governatori leghisti del Piemonte e del Veneto hanno dichiarato che la pillola abortiva RU486 non sarà somministrata negli ospedali delle loro regioni.

Plauso del Vaticano.



*.

Il Procuratore aggiunto di Milano
Pietro Forno ha rilasciato a 'Il Giornale' la seguente dichiarazione: 'Nei tanti anni in cui ho trattato l'argomento (pedofilia da parte di ecclesiastici) non mi è mai, e sottolineo mai, arrivata una sola denuncia nè da parte dei vescovi nè da parte dei singoli preti. Le indagini sono sempre partite da denunce dei familiari delle vittime che si rivolgono all'autorità giudiziaria dopo che si sono rivolti all'autorità religiosa, e questa non ha fatto assolutamente niente'.

A queste parole il
ministro della giustizia Alfano, fedelissimo di Berlusconi, ha mandato un'ispezione alla procura di Milano.

Iniziativa subito lodata dal
deputato ciellino Maurizio Lupi che ha affermato: 'è ora di smetterla con questi attacchi strumentali che, colpendo la Chiesa, minano le basi stesse della nostra società'.


*.

Benedetto 16° nell'omelia della messa del giovedì santo, a un certo punto, ha inserito questa frase: 'anche oggi è importante per i cristiani non accettare un’ingiustizia che viene elevata a diritto – per esempio, quando si tratta dell’uccisione di bambini innocenti non ancora nati.'


*.

Il primo aprile, gli esercenti della
farmacia dell'isola Tiberina, attigua all'ospedale Fatebefratelli, a un cliente che chiedeva dei condom, hanno risposto: siamo una farmacia cattolica, non vendiamo preservativi.



CONSIDERAZIONI


Pensavo che la Chiesa e il mondo cattolico fossero ripiegati su se stessi e quasi annichiliti dallo scandalo della pedofilia che sta furoreggiando in America e in Europa e che sta investendo pesantemente anche le più alte personalità ecclesiastiche.

Pensavo che i riti pasquali, in particolare la lavanda dei piedi del giovedì santo e la celebrazione della passione del venerdì, fossero l'occasione ideale per praticare il silenzio, professare umiltà e cominciare un percorso di espiazione e di radicale cambiamento.

E invece mi sbagliavo.

La Chiesa sembra ignorare la tempesta che la sta bersagliando e va all'attacco su tutti i fronti.


Non solo con il papa e i vescovi, ma anche con i politici che, freschi di nomina, si scoprono più lealisti del re.


Non importa che la Lega abbia spesso polemizzato con la Chiesa, arrivando anche al dileggio e all'insulto.

Non importa che molti dei politici e dei cattolici che si propongono come alfieri e paladini siano, di fatto, per le loro scelte di vita, al di fuori della comunione della chiesa.

Importa che ribadiscano la dottrina della chiesa in fatto di maternità e di aborto.

Importa che sostengano le gerarchie e il papa anche quando incitano a disobbedire alle leggi dello Stato.

E' un vero e proprio momento di passione per i laici, che vedono messe in discussione tutte le conquiste degli anni '70.

E' un periodo di passione per le donne, che rischiano di essere ricacciate in braccio ai praticoni e alle mammane. Nel migliore dei casi di essere nuovamente sottoposte all'autorità dei maschi: padri, mariti, medici o preti che siano.

Per la chiesa, che mai vuole considerare le sue pecche, è già tempo di resurrezione, è sempre tempo di resurrezioni e di trionfi.

Penso che
l'attuale papa guardi con grande nostalgia agli anni '50 e a Pio 12°: che vorrebbe imitare, che vuole a tutti i costi fare santo.

Forse il suo rimpianto lo fa regredire addirittura fino all'ottocento,
ai tempi del papa re.

In Italia le premesse ci sarebbero tutte.


Credo, tuttavia, che il resto del mondo sia profondamente cambiato.

Per fortuna.
























il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

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