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avvocati

2007-2010 > 2009 > COSTUME


(17/04/2009)


AVVOCATI


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C'era un tempo l'avvocato Agnelli, l'Avvocato per antonomasia.

Grande capitano di industria, capitalista illuminato, padrone dell'economia italiana, nel bene e nel male simbolo ed emblema dell'intero padronato.

Era il personaggio italiano più conosciuto all'estero: amico personale di John Fitzgerald Kennedy in gioventù, intimo di Henry Kissinger in età matura.

Il suo naturale referente politico era Ugo La Malfa, il suo oppositore più coerente e leale Enrico Berlinguer.

Padrone del quotidiano La Stampa e della Juventus calcava le scene italiane con la leggerezza del semidio: per mantenere il suo potere economico ricorreva ad ogni sorta di astuzia e talvolta anche al pugno di ferro riuscendo, tuttavia, a trasformare ogni sua iniziativa in una fatale necessità.

Non fu tutto glamour la sua esistenza; i suoi modi raffinati ed eleganti non erano per tutti.

Tutti, però, alla sua dipartita gli concessero l'onore delle armi.


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La fine dell'Avvocato coincise con l'ascesa di ben altri avvocati.

Primo tra tutti Silvio Berlusconi, laureato in giurisprudenza con una tesi sulla pubblicità ma proiettato da subito verso ben altre iniziative.

Non avvocato, propriamente, ma conoscitore della legge quel tanto che basta per capirne l'importanza: per rendersi conto della necessità di saperne utilizzare le sue infinite contraddizioni.

Avvocato dell'ascesa del signore delle televisioni fu Previti, il Cesarone missino, personaggio di grana grossa, scaltro e determinato come pochi, pronto ad immolarsi in tutte le battaglie in favore del suo fortunato datore di lavoro.

Che ricambiò la sua fedeltà e la dedizione innalzandolo a ministro della Repubblica.

Previti fu per Berlusconi l'ariete che gli permise di scompaginare le Procure, di vanificare il lavoro dei Pubblici ministeri, di spuntare e di rendere innocui gli strali della Legge.


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L'attuale presidente del consiglio, strada facendo, si convinse sempre più dell'importanza degli uomini di legge: il suo potere poteva prosperare e continuare solo a patto di utilizzare le leggi per tutta la loro estensione, sfruttandone fino in fondo le lacune e le mille incongruenze.

Non solo: c'era bisogno di nuove leggi.


Bisognava mettere in piedi una normativa nuova, più precisa e mirata, capace di tenere insieme un potere che con il tempo rischiava di disintegrarsi per le sue molte ulcerazioni.

Interprete della nuova, attuale, stagione, non poteva più essere il carro armato Previti: il suo posto è stato preso da un vero e proprio principe del foro, dall'avvocato padovano Niccolò Ghedini.

Costui è agli antipodi di Previti, fin dalla presenza fisica.

Magro, sempre composto e controllato, curatissimo nella persona, occhialetti con la montatura dorata quasi invisibile, labbra simil insiliconate, turgide quel tanto che basta per dare un peso alle molte parole pronunciate, sguardo sempre diretto verso un al di là che solo lui sembra 'vedere': è la personificazione delle inoppugnabili ragioni del capo.

Arricchitosi con la difesa ad oltranza del suo padrone è stato poi da questi ricompensato anche con un seggio parlamentare.

Che l'avvocato ha onorato raddoppiando le sue energie, rendendo più efficace, tagliente e sicura la sua dialettica, escogitando i necessari escamotages per vanificare l'azione della magistratura.

Non ha solo sfruttato la legge fino agli estremi limiti consentiti, ma l'ha anche reinventata perché fosse più consona alla bisogna.

L'avvocato Ghedini ha utilizzato la legge in maniera talmente spregiudicata da distruggere, in realtà, i fondamenti e la sacralità stessa della Legge.

Da quello che mostra non sembra proprio la Legge la prima delle sue preoccupazioni.



Tutti questi avvocati, questi esperti del diritto, questi eccelsi azzeccagarbugli mi provocano un fastidio viscerale.

Avverto una nausea insopportabile per i menestrelli del potere che nonostante la prosopopea e l'altezzosità non riescono a nascondere l'avidità e l'infingardaggine tipiche di tutti i loro predecessori.

Mi fanno venire una gran voglia di qualcosa di genuino e di autentico, di storie minime ed originali, di vita schietta e frizzante.

Guardiamoci il video di questa Susan Boyle che a 47 anni strabilia il mondo con la sua ruspante naturalezza e le sue doti vere.

Non ha bisogno di avvocati né di leggi ad hoc: le basta essere quel che è.

Una persona.

http://www.youtube.com/watch?v=wnmbJzH93NU&feature=related
















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