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Berlusconi-Monti e... noi

2011 > popoli (Italia, Europa, Mondo)


11/11/11


Berlusconi-Monti e ... noi




Siamo alle solite.

Sempre la solita storia.

Tolto di mezzo (sarà la volta buona?) Berlusconi subito partono i distinguo.

Berlusconi fuori, va bene, ma Monti no.

Perché?

E' advisor della Goldman & Sachs.

Se è per questo anche Draghi lo era.



Andiamo con ordine.

Qual è l'obiettivo primario?


Mettere fine all'era Berlusconi: per me, questo scopo, è addirittura vitale.

Chi non la pensa così è perché
non ha mai letto la stampa estera (non quella di sinistra e nemmeno quella liberal, ma quella conservatrice).

Non ha mai messo piede fuori dall'Italia, è stato sempre nel suo paesello, nei suoi pollai e non ha mai sentito le risate di scherno degli 'altri', non hai mai visto le loro occhiate compassionevoli, non ha mai respirato l'aria di vilipendio e di ripulsa che era riservata al nostro Paese.

Personalmente me ne sono sempre vergognato, fino ad arrossirne.

A parte tutto quello che si sa,
'era berlusconiana' vuol dire anche trionfo della televisione commerciale, dei programmi spazzatura (tra tutti cito solo 'Il grande fratello'), dei personaggi capaci di istupidire la gente e addormentare il pensiero e le coscienze (tra tutti ricordo la De Filippi).

E poi vuol dire noncuranza del territorio, disprezzo delle regole, manipolazione delle persone, specie se deboli e indifese, cura spasmodica degli affari propri, a tutti i livelli e in ogni occasione. Per tacere del resto.

(Se Draghi e Monti hanno a che fare con la Goldman, Berlusconi ha stretto amicizie e concluso affari con personaggi e regimi addirittura innominabili).

Insomma, pare che si cominci a mettere la parola fine (la prudenza, in questi casi, non è mai troppa): grazie ai mercati, grazie all'azione del Presidente della Repubblica.

Se gli italiani, come popolo e come Parlamento, non ce l'hanno fatta a liberarsi di quell'orribile macigno che era rappresentato dal mentitore di Arcore, la cosa non depone certo a loro favore.

Se, contro le procedure standard, altri fattori e personaggi hanno contribuito al raggiungimento dell'obiettivo, che male c'è?

Adesso, dopo 10 anni Berlusconi tira fuori
la faccenda del cambio lira-euro: ma perché, finora, non ne ha mai parlato?

Il fatto dimostra che il Tipo è proprio avulso dalla situazione reale del Paese: anziché pensare a come uscire dalle sabbie mobili, inventa sempre
polemiche di comodo, di nessun peso e impatto, buone solo per alimentare la sua frustrazione e la fede dei pochi devoti che gli sono rimasti in adorazione.

Certo:
il cambio (1936, 27 lire contro 1 euro) non è stato dei più favorevoli per noi.

Molto probabilmente
ci è stato imposto e Prodi l'ha dovuto accettare.

C'è da meravigliarsi?

Che cosa non ha accettato Berlusconi dall'Europa?


Imposizioni ben più gravi e addirittura lesive della nostra dignità e indipendenza.

Perché ha insistito a volersi dimettere dopo l'approvazione della legge di stabilità?

Perché lo impone l'Europa.

Perché accetta che degli ispettori del FMI e dell'UE ci controllino sempre i conti, le entrate e le uscite?

Perché gliel'ha imposto l'Europa.

Lui, che predicava di un Paese benestante, prima fuori dalla crisi, poi dentro ma messo meglio degli altri, alla fine si è dovuto piegare di fronte a quella realtà che ha spazzato via i suoi vaneggiamenti e ha dovuto accettare, per l'Italia, una sovranità del tutto limitata.

Questi sono i fatti, altro che chiacchiere.


E veniamo a Monti.

Lo conosco poco e non mi è simpatico.


Sicuramente ha idee, generali ed 'economiche', molto diverse dalle mie: il fatto di collaborare con la Goldman, poi, me lo rende del tutto indigesto.

Ma, adesso, non si tratta certo di fare la rivoluzione, né di discutere su come impiegare l'eccesso di entrate.

Si tratta di evitare il baratro, di uscire dal vicolo cieco in cui ci ha cacciato il grande illusionista, di recuperare credibilità sul piano internazionale.

Insomma si tratta di salvare la baracca e di rifarci un po' il look.

Si tratta di superare il berlusconismo e possibilmente, di cominciare a liberarci di tutte le sue tossine.

Monti è un liberal di destra, molto preparato e molto stimato sul piano internazionale: sa stare in un consesso civile senza mettersi le dita nel naso o le mani nella patta, senza ridere sguaiatamente, senza fare le corna ai colleghi, senza voltarsi a guardare le gambe delle ministre, senza fare cucù agli altri capi di governo, senza dire barzellette oscene o metafore insensate, senza sproloquiare a vanvera …

Oltre tutto capisce quello che gli viene detto e sa parlare in modo che tutti lo capiscano: nelle lingue previste.


(Uno degli ultimi fotogrammi di Berlusconi lo inquadra vistosamente piegato verso la Merkel con la bocca spalancata ad un sorriso a 50 denti mentre mostra di stare a sentire ciò che Obama dice alla cancelliera: Obama naturalmente non lo guarda nemmeno, la signora accenna appena ad un sorriso e LUI fa vedere di non capire assolutamente niente di ciò che il Presidente sta dicendo ma di essere in quella posizione solo per farsi riprendere dalla telecamera: rivoltante!)

Che la
Lega dichiari subito e a priori la sua opposizione è comprensibile: è in grandissima difficoltà con i suoi elettori per aver seguito il pifferaio di Arcore fin dentro l'abisso e non sa più cosa fare per recuperare il suo elettorato.

D'altro canto si può immaginare un personaggio più lontano dal greve e imbolsito Bossi del professor Monti?


Mi meraviglia Di Pietro.

Che cosa vuole?

Le elezioni subito?

Si possono davvero fare, in questa situazione?

Con questa legge elettorale?

A mio avviso non ce lo possiamo proprio permettere.

Forse all'inizio della prossima estate o in autunno, non adesso.

A meno che non vogliamo andare tutti per stracci.


Se quindi il liberal Monti, il conservatore Monti, l'advisor della Goldman & Sachs ci dà una mano per rimetterci in piedi e rialzare la testa, ben venga.

Poi faremo tutte le altre riforme (quante ne hanno fatte, in questi anni, di vere riforme i politici eletti dal popolo?).

Poi faremo la rivoluzione (chi è disposto a farla, in Italia?).

Certo
bisognerà vigilare.

Bisognerà farsi sentire.

Bisognerà pretendere che i sacrifici maggiori li facciano quelli che hanno di più (le varie caste…).

Bisognerà esigere che si cominci da lì, dall'alto e che solo poi, se necessario, si scenda alla massa.

Monti non è certo S. Francesco né il buon Samaritano.

In ogni caso dipenderà da noi, dalla nostra mobilitazione, dalla nostra capacità di farci sentire se le cose andranno in certo modo oppure no.

Ma non dimentichiamo che il cosiddetto popolo (compresi tanti di noi) non ha mosso un dito per togliere di mezzo la nostra vergogna nazionale.


Che adesso questo popolo si mobiliti compatto per far fuori chi tenta di pulire le stalle dallo sterco,
è quanto meno sospetto ed equivoco.

Indicativo del fatto, allora, che la vergogna del mondo non era solo Berlusconi, non erano solo i suoi ma eravamo tutti noi.

Vogliamo solo panem et circenses?


Berlusconi con la sua corte dei miracoli ci ha nutrito di 'circenses' fino all'istupidimento e cosi facendo ci stava facendo perdere il 'panem'.

Tiriamoci su, come meglio possiamo, dopo ragioneremo sul da farsi.

Tutto il resto è solo chiacchiera vanesia.

Supponente.

Inutile.

E anche pericolosa
.




















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