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Berlusconi al Congresso di Vienna

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(06/06/2009)



Berlusconi al congresso di Vienna


Il congresso di Vienna si tenne dal 1° ottobre del 1814 al 9 giugno del 1815.

Fu una conferenza internazionale (un'anticipazione del G8) convocata per sistemare l'Europa dopo gli sconvolgimenti napoleonici.

Vi presero parte centinaia di delegazioni dei più diversi staterelli che fecero affluire nella capitale dell'impero asburgico migliaia di rappresentanti, delegati e aiutanti.

Il lavoro politico vero e proprio fu portato avanti soltanto da pochissimi personaggi di rilievo: il ministro degli esteri inglese
Castlereagh, il principe Metternich per l'Austria, il principe von Hardenberg per la Prussia, lo czar Alessandro 1° di Russia e il vescovo de Talleyrand per la Francia.

Le altre migliaia di partecipanti trascorsero a Vienna otto mesi indimenticabili: tra feste, danze, pranzi e mondanità varia.



In principio fu George W. Bush con il suo ranch.

Seguì
Putin con la dacia.

Buon ultimo venne
Berlusconi con le sue ville.



Non voglio addentrarmi nella foresta intricata di pettegolezzi che come una ragnatela sempre più fitta, prima che Berlusconi, sta soffocando l'Italia intera.

Dei suoi rapporti con le minorenni (maggiorenni, maggiorate, minorate, veline, velini …) dovrebbe rispondere prima di tutto a sua moglie (ex) e ai suoi figli.

Certo, fa sempre un certo effetto (disgustoso) vedere un uomo ricco e vecchio che approfitta della sua condizione privilegiata per godere (impropriamente) dell'intimità che dovrebbe appartenere ad altri.

In ogni caso, penso veramente che si tratti di un affare privato, suo e della sua famiglia.


Quella che merita una veloce riflessione è invece la commistione tra pubblico e privato che Berlusconi ha inaugurato in Italia in maniera becera e brutale.

Non sono stati gli altri a realizzare questa poltiglia melmosa ma è stato proprio lui: anzi l'ha proprio detto.

La nostra politica estera, anziché basarsi su idee, principi guida, ragionamenti politici, si fonda ormai su amicizie particolari, su relazioni private, su scambi di favori personali.

In questo modo, naturalmente, ondeggia come canna al vento, si piega da qualsiasi parte a seconda dei ghiribizzi dei singoli, diventa in sostanza una condotta opportunistica che nessuno può sapere dove va a parare.

Che nessuno, in definitiva, tiene più in alcuna considerazione.


Una delle foto incriminate mostra un ministro della repubblica ceca,
Topolanek, nudo ai bordi di una piscina, nella villa sarda di Berlusconi.

L'interessato si è difeso dicendo che si tratta di un foto montaggio: nel senso che sì, lui c'è stato ai bordi di quella piscina, ma indossava lo slip.

Come dicevo la cosa interessa Topolanek e i suoi concittadini: si dà solo la circostanza che il nostro era anche (o lo stava per diventare) presidente del Consiglio europeo, l'organismo che riunisce i capi di governo delle nazioni della UE e che è chiamato a definire gli orientamenti che contano.

E' chiaro l'intento di Berlusconi di influire sulle decisioni europee con questi accorgimenti: senza sapere che, comunque, anche per questi atteggiamenti, il suo peso reale è nullo.

Anche la questione dei voli di stato, sui quali pare che il cavaliere delle televisioni abbia fatto salire un po' tutti, rientra in questa serie di considerazioni.

L'affare in sé è di una
'immoralità' che grida vendetta e scandalo fino alle estreme regioni del pianeta.

In ogni caso quel che mi pare più interessante è la giustificazione pubblica che Berlusconi ha fornito dei suoi comportamenti.

Ha detto che fare la politica estera è un'attività onerosa; implica il mantenimento di rapporti privati con leader stranieri; comporta la necessità di ospitare in posti adeguati questi personaggi che poi devono essere sollazzati a dovere; contempla l'obbligo di fare dei regali costosi non solo agli interessati ma anche ai loro partner …

Ecco spiegati i voli, sugli aerei di stato, di cantanti, menestrelli, veline e intrattenitori vari.

E' quindi Berlusconi stesso che spiega come si deve fare la politica estera: portando ministri e presidenti nelle sue ville con piscina, riempiendo le stesse di belle ragazze in bikini, allietando tutti con pranzi, canti e balli.

Mi dispiace per il ministro
Frattini che si picca di essere una persona seria e che fa finta di non vedere quello che è sotto gli occhi di tutti, che non sente quello che il suo capo va dicendo a chiare lettere.

Al congresso di Vienna il suo posto
non sarebbe stato al tavolo dei pochi che decidevano, ma imparruccato e impomatato avrebbe dovuto seguire il suo capo nei grandi saloni da ballo, in mezzo alle tavole riccamente imbandite e allietate da canti e risate.

Forse lui si sarebbe sentito un po' a disagio ma il principe della barzelletta e del
'qui lo dico, qui lo nego' sarebbe stato del tutto a suo agio.

Quel che è giusto è giusto e i meriti vanno riconosciuti.

Di quel congresso coreografico del tutto ininfluente, Berlusconi sarebbe stato il leader.























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