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Berlusconi for president

2007-2010 > 2008 > POLITICA


(03/10/2008)


BERLUSCONI for PRESIDENT
(qualcun altro per sé)



Ebbene sì, è successo.

La battaglia è cominciata.

Berlusconi ha rotto gli indugi.

Ha infranto il tabù.

Il signore delle televisioni pensa al Quirinale.

"Uno con la mia storia perché non dovrebbe pensarci?"

Già, uno con la sua storia.

E io che pensavo che uno con la sua storia doveva essere più che soddisfatto di aver agguantato, con la Presidenza del Consiglio dei ministri, tutto il potere reale...

Nossignori!

L'appetito vien mangiando.

E dopo aver messo in piedi, non si sa bene come, un impero finanziario.

Dopo aver accumulato ville e castelli.

Dopo aver monopolizzato, grazie a Craxi, tutto l'etere disponibile.

Dopo aver ghermito tutto il potere esecutivo.

Grazie a tangentopoli e all'insipienza dei suoi avversari politici.

Adesso aspira anche agli onori.

Non gli basta d'essere il salvatore della patria.

Vuole essere anche il Padre della patria.



L'imbeccata l'ha avuta da Bossi.

Altro miracolato da tangentopoli.

Uno che, annusati i tempi, si è permesso di dire veramente di tutto.

Di infangare tutti i simboli.

Di impallinare tutti i valori.

A man salva.

Come un unto del Signore.

Ancora di più.

Dato che gli 'unti' a volte rischiano grosso.

L'ho visto ultimamente in televisione sorretto dal figlio, il minore credo.

L'altro l'ha messo 'a scuola' da Speroni.

Questo deve essere 'il bocciato', presumo.

Uno che, forse, non è tagliato per lo studio.

Come il padre, del resto.

Per il quale il padre deve aver pensato ad un futuro incarico politico.

Visto che comincia a portarselo appresso.

Nella convinzione che, se uno non va tanto bene a scuola, vuol dire che è tagliato per l'attività politica.

Basta guardare alla composizione dell'attuale governo.

Una volta per questi soggetti si pensava all'attività agricola o al manovalato nell'edilizia.

Ma i tempi son cambiati.

Come?

Ai lettori l'ardua sentenza.


Tornando al problema iniziale, Bossi ha detto senza tanti giri di parole:

"Sarà lui - Berlusconi Silvio - il prossimo presidente, noi lo voteremo".

Chi l'avrebbe detto?

Una volta si pensava che la Presidenza della Repubblica fosse decisa nelle alte sfere.

I parlamentari, i presidenti delle Regioni ...

Con qualche interferenza delle più importanti cariche militari.

Senza trascurare i suggerimenti dei vertici della magistratura.

Qualcuno riteneva che, magari, ci mettesse lo zampino pure il Vaticano.

E' cambiato tutto.

Altri tempi!

E' l'uomo del bar che decide.

Ci si mette d'accordo tra amiconi durante una cena in villa.

A palazzo, tra una bicchierata e l'altra.

O rincorrendosi per le sale di un castello, giocando a mosca cieca.

A me la poltronissima, a te la poltrona con il telecomando e un comodo strapuntino anche per ciascuno dei tuoi figli.

Questa della famiglia, non era una 'mania' tutta meridionale?

Tutto fa brodo.

Basta che tutti stiano bene.

Che tutti siano sistemati.

Alla salute dei valligiani!

Polenta e salsicce.

Ampolle d'acqua fresca.

Va' pensiero.

Va' Silvio.

Che sei tutti noi!


[Ci toccherà qualcosa che molti di noi non avevano mai immaginato nemmeno negli incubi più agitati.

Grazie alla follia della sinistra radicale.

Grazie alla assennatezza 'interessata' della sinistra ufficiale.

Di cui - non lo dovrei dire ma è nei fatti - Napolitano è stato l'insuperabile maestro.

Di cui D'Alema è l'interprete Massimo]





















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