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calciatori e ricercatori

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(06/10/2008)


CALCIATORI e RICERCATORI

(fascismo e disoccupazione)


Due notizie mi hanno particolarmente colpito negli ultimi tempi.


La prima.

Alcuni dei più noti calciatori italiani, da qualche tempo, hanno cominciato a manifestare apertamente le loro simpatie per il fascismo.

Non si limitano ad essere di destra, come sarebbe ovvio viste le condizioni di vita che la società garantisce loro: no, si richiamano proprio al ventennio.

Nonostante Fini, ostentano con disinvoltura le braccia levate nel saluto romano, le croci celtiche tatuate, le bandiere italiane con i fasci littori, l'iscrizione alle organizzazioni più estremistiche della destra che si richiama al fascismo.


L'altra notizia riguarda i ricercatori.

La prossima finanziaria si appresta a lasciare a casa senza lavoro migliaia di ricercatori precari che da anni permettono a strutture importanti come l'ENEA, il CNR, l'INFN ... non solo di sopravvivere ma anche di produrre risultati eccellenti.

Molti di loro si sono messi all'asta su eBay a partire da un centesimo di euro.

Si possono rintracciare nella categoria 'oggetti stravaganti'.



I primi sono dei giovanotti vigorosi che si dedicano ad una attività sportiva molto seguita da buona parte della popolazione.

I ricercatori sono persone che esercitano professioni pressoché sconosciute al grande pubblico, sommamente redditizie per l'economia e il prestigio dell'intera nazione.

I giocatori sono strapagati, alcuni sono letteralmente ricoperti di banconote pesanti e godono di un'infinità di privilegi.

I secondi sono mantenuti in condizioni di pura e semplice sopravvivenza: quelle che adesso stanno per essere revocate.

Ai primi sono concessi dai media spazi e tempi in abbondanza: sì da permettere loro di impinguare ulteriormente gli introiti stratosferici e di condizionare gusti e scelte del vasto pubblico.

I ricercatori vivono nel più completo anonimato, sono esclusi da ogni rapporto con il resto della popolazione e, sostanzialmente, condannati all'indigenza.


I ricercatori lavorano dentro aule spoglie, in laboratori asettici: non suscitano emozioni, non scatenano passioni, non provocano turbolenze sociali.
Al massimo riescono a far scrivere il loro nome in calce ad un articolo pubblicato da una prestigiosa rivista internazionale.

I calciatori, con i loro atteggiamenti, sono talvolta all'origine di atti vandalici, riempiono tutti i giorni pagine e pagine di quotidiani, scatenano entusiasmi, riempiono le bocche e i cuori degli appassionati.


E' normale tutto questo?

Pare proprio di sì.

Visto che si verifica da anni.


C'è da meravigliarsi se alcuni dei giocatori più strapagati non si vergognano delle loro simpatie per ventennio?

Mentre i ricercatori, per esistere, sono costretti ad imbracciare i cartelli e a farsi le manifestazioni sotto i palazzi del potere...


Nessuna meraviglia.

Visto che viviamo nel
mondo alla rovescia.


Ne ha parlato Le Roy Ladurie a proposito di certe vicende medievali.

Tuttavia mi pare che l'espressione 'mondo alla rovescia' si attagli molto di più ai tempi di cui siamo testimoni.

E' vero che nemmeno i vincitori di Olimpia se la passavano male.

Sicuramente neanche i trionfatori dei circenses conducevano un'esistenza grama.

Ma credo che ciò che accade ai nostri giorni non sia mai stato nemmeno sfiorato.

I giocatori del pallone, almeno quelli più in vista, sono letteralmente sommersi di danaro.

In modo non solo esecrabile ma addirittura indecente.


E non basta.


Gli stessi, che possono vantare una cultura di infimo livello, si impancano a 'maître a penser': approfittano di tutti i microfoni che i media del potere mettono generosamente sotto le loro labbra per indicare valori e additare modelli di vita.

Gli uomini di cultura e di scienza che si prodigano per il progresso dell'umanità non solo sono mantenuti in uno stato di quasi miseria, ma sono relegati in un cono d'ombra da cui, a parte qualche rara eccezione, non riescono a comunicare con i loro simili.

Loro, che probabilmente avrebbero cose importanti da dire, ideali da indicare, comportamenti virtuosi da suggerire!


No, nessuna meraviglia, se i moderni attori dei circenses volgono sempre più spesso la loro testa al passato ventennio.

Sono semplicemente stravolti dal miracolo che è toccato loro.

Desiderano un sistema politico autoritario che perpetui in eterno la loro condizione.

Non è naturale?


Pazza, se mai, è la massa che tollera tutto questo.

Che, con i suoi comportamenti, fa sì che il meccanismo perverso nasca, si ramifichi e si consolidi nel tempo.


























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