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carfagneide

2007-2010 > 2008 > POLITICA


(13/10/2008)

carfagneide


[ in merito alla richiesta di 1 milione di euro avanzata da Mara Carfagna nei confronti di Sabina Guzzanti ]



In principio fu Cicciolina.

Poi venne Luxuria.

Quindi spuntò Carfagna.



Ma c'è stata anche Irene Pivetti.

E c'è ancora una certa Mariastella Gelmini.

Per non parlare di Nicola Cosentino, sottosegretario nel governo in carica.



Qualche nota informativa. *


Cicciolina, alias Ilona Staller, è nata nel 1951 a Budapest.

Si stabilì molto giovane in Italia dove cominciò quasi subito a lavorare nel mondo della pornografia: prima alla radio, quindi al cinema e alla televisione.

Nel 1987 fu miracolata da Marco Pannella e diventò deputata nel Parlamento Italiano.

Fu la prima porno - diva ad entrare nel nostro Parlamento.


Luxuria, alias Wladimiro Guadagno, nato a Foggia nel 1965.

Questa volta è stato Bertinotti ad essere folgorato non so su quale via: l'ha definito un 'grande intellettuale della sinistra'. Anche se incompreso.

E' stata l'ambiguità sessuale, l'elemento che ha sempre suscitato maggior scalpore nel nostro.

Si definisce 'transgender': un maschio che si sente meglio nelle vesti di una donna.

Avendo orrore per gli interventi chirurgici, ha mantenuto intatti i suoi attributi originari.

E' entrato nel Parlamento italiano con le elezioni politiche del 2006, come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista.

Non è stato rieletto nelle elezioni anticipare del 2008, come tutti i suoi compagni del resto.

E mentre Bertinotti si è come volatilizzato, lui non ha perso tempo: è entrato nel cast de L'isola dei famosi' 2008.


Carfagna, Mara Carfagna.

Nel suo caso il promoter è Silvio Berlusconi.

E' una giovane ragazza che, laureatasi in giurisprudenza, per campare ha accettato qualche particina come modella, ha fatto la valletta ed è arrivata persino a condurre programmi televisivi su Mediaset.

Durante un telegatti Berlusconi ha detto di lei: 'se non fossi già sposato la sposerei immediatamente'.

Tra le tante iniziative al suo attivo si deve ricordare un calendario in cui appare in abiti e pose a dir poco ammiccanti.

E' entrata in parlamento con le elezioni del 2008 e subito dopo Silvio Berlusconi l'ha chiamata a far parte del suo gabinetto in qualità di ministro 'per le pari opportunità'.


Pivetti, Irene Pivetti, non Veronica.

Giovane laureata in lettere moderne, si può dire che fu sospinta sulla scena da Bossi.

Eletta al Parlamento nel 1994 nelle liste della Lega Nord, a soli 31 anni fu imposta dal capo della Lega come Presidente della Camera.

E' stata la più giovane Presidente della Camera della storia repubblicana.

Si è assisa sullo stesso scranno che era stato occupato da Nilde Iotti (!)

Espulsa dalla Lega non riuscì più ad entrare in Parlamento: continuò (e continua) a guadagnarsi da vivere partecipando a diversi programmi televisivi, facendo un po' di tutto.

Conduttrice, presentatrice, ballerina persino (alla De Filippi, per intendersi).

Fino a poco tempo fa (anche adesso?) disponeva di macchina con scorta ed ufficio alla Camera dei deputati.


Mariastella
Gelmini, meglio conosciuta come Ministra della pubblica istruzione.

Giovane laureata in giurisprudenza, si è segnalata soltanto per i meriti acquisiti all'interno del partito del presidente del consiglio.

Che non solo l'ha fatta eleggere al Parlamento alle ultime elezioni politiche ma le ha anche assegnato il delicatissimo ministero della istruzione pubblica, dell'Università e della ricerca.

Probabilmente Berlusconi, con questa nomina, ha voluto dimostrare di poter collocare chiunque in qualsivoglia posto.

Prescindendo dalle attitudini, dalle conoscenze e dalle capacità.

A parte tutto il resto che non è poco, la nostra è balzata agli 'onori' della cronaca per una colossale gaffe.

Per giorni ha tuonato contro il lassismo, il pressapochismo e la sostanziale inadeguatezza delle strutture educative e formative meridionali; dopo queste tirate qualcuno ha scoperto che la giovane Gelmini, per superare l'esame di procuratore, si è recata a sostenere la prova a Reggio Calabria.

Sede che dispensava promozioni in misura molto maggiore rispetto alla natia Brescia.

Che dire?

Una grande pena.


Nicola
Cosentino, di Casal di Principe, sottosegretario all'economia, ultimo clone in ordine di tempo di un modello archetipico sempre presente nei governi repubblicani.

E' accusato da molti pentiti di aver intessuto rapporti organici di collaborazione con il clan dei casalesi.

Come detto, il 'personale malavitoso' è sempre stato presente nei nostri governi.

Quello noto, perché non è escluso che ce ne sia di occulto, di molto maggior peso rispetto ai pochi che vengono di volta in volta individuati.

E' una costante e come tale non sembra destinata a scomparire tanto facilmente.


Ritornando alla prima frase che è all'origine di questo excursus.

Come si vede a rappresentare il popolo e a fare le leggi, i partiti politici hanno destinato persone di ogni tipo.

Di fatto hanno espropriato il popolo di uno dei suoi diritti fondamentali: scegliere direttamente i propri rappresentanti.

Cioè: noi, non solo non facciamo le leggi né abbiamo alcun modo per dire la nostra in merito, ma nemmeno indichiamo più le persone che dovrebbero rappresentarci e fare le leggi al posto nostro.

Rousseau diceva che un popolo che fa le leggi attraverso dei rappresentanti è, in realtà, un popolo schiavo.

Non oso pensare che cosa direbbe di noi.


E chi è eletto non soltanto entra in Parlamento, ma senza alcuna qualifica viene anche chiamato ad amministrare il popolo, a far parte del governo.

I miracolati di turno non sembrano nutrire alcun tipo di pudore, non rivelano alcuna forma di auto consapevolezza, non manifestano in alcun modo un qualche grado di umiltà.

No: procedono a testa alta e con estrema sicurezza, per il solo fatto di essere stati scelti dal capo.

Unti dall'Unto, quindi doppiamente unti.




Mara Carfagna è una bella donna, probabilmente è anche una ragazza intelligente, sicuramente è sveglia, attenta e pronta a cogliere l'attimo.

Adesso veste i panni della suora laica: capelli corti, tailleur taglio classico, gestire castigato, sguardo controllato.

Non le ho mai sentito dire una parola sui suoi trascorsi alquanto disinibiti.

E' passata, senza colpo ferire e senza nulla dire, dalle pose provocanti e oggettivamente pornografiche ai panni della novizia.

Dai calendari per soli maschi al ministero delle pari opportunità.


Non si tratta di giudizi moralistici: ma mi sembra assurdo pretendere che nessuno abbia niente da ridire su una donna che prima mercifica il proprio corpo ad uso e consumo della libidine maschile e poi si auto impone come campione della dignità femminile.

Ci voleva uno stacco, una qualche cesura: se non temporale almeno di comunicazione.

Nella fattispecie, la richiesta di 1 milione di euro a Sabina Guzzanti, cara giovane ministra, mi sembra un atto di sfrontata arroganza, più consono al tuo capo e ai suoi mezzi che al tuo attuale look.

Nella vita si può fare di tutto, ma non si può pretendere che gli altri assistano attoniti e in silenzio.

D'altra parte tu non ti sei limitata a diventare deputato, che già mi sembra un gran salto, no: hai voluto anche fare il ministro, delle 'pari opportunità' per di più.

Sei un personaggio pubblico a tutti gli effetti (lo eri anche prima in un certo senso): devi accettare che si facciano delle considerazioni sulla tua vita passata e sulla attuale, che si facciano dei confronti, che si esprimano delle valutazioni, che si tirino delle conclusioni.

Diversamente ti potevi accontentare di vivere dentro i calendari.


Sarebbe come se, prendo un esempio a caso, Monica Lewinsky, nominata ministra 'per l'educazione delle fanciulle', esigesse che nessuno ricordasse i suoi trascorsi con Bill Clinton e che citasse in giudizio tutti coloro che osassero rappresentarle la sua totale incompatibilità.


* Tutte le informazioni sono tratte dalla libera enciclopedia Wikipedia.





















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