ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


CHIESA Chiesa chiesa

2007-2010 > 2010 > RIFLESSIONI


12/03/2010


CHIESA Chiesa chiesa



La Chiesa è composta di uomini, si sa, e gli uomini di Chiesa, come tutti gli altri, possono sbagliare.

Non solo possono, ma sbagliano di brutto, in modo impressionante e allarmante.

Prova ne siano i numerosi casi di
pedofilia che stanno emergendo in tutto il mondo cattolico.

Non mi meraviglia tanto il fatto che siano successi: pedofili si trovano anche tra i laici e non solo negli anni 50 o 70 del 900, ma anche ai nostri giorni.

Internet ne è letteralmente pieno.


Ciò che più mi sconcerta è l'atteggiamento della Chiesa che, anziché intervenire con decisione per stroncare il fenomeno, lungi dall'assistere i bambini e i giovani vittime della 'sacra' brutalità, ha fatto di tutto per
'coprire' e proteggere i violentatori.



Ma non è su questa attualità che mi voglio soffermare.


E' ormai noto a tutti che il boss della banda della Magliana,
Enrico De Pedis, detto Renatino, morto ammazzato nel 1990 in un agguato in Via del Pellegrino a Roma, è stato sepolto con tanto di tomba e lastra marmorea in una cripta della basilica di S. Apollinare nei pressi di piazza Navona.

Un pluripregiudicato, implicato in numerosi delitti e omicidi (adesso pare anche nel rapimento e nell'uccisione della povera
Emanuela Orlandi) ha ottenuto di essere sepolto (è stato ammazzato per strada a soli 36 anni da banditi, suoi ex soci) come un cardinale titolare di basilica, come un principe del '600, come un papa.

Cosa che non è concessa a nessuno (lo vietano le leggi dello Stato - ricordate le disposizioni di
Napoleone e i Sepolcri del Foscolo? -), nemmeno ai grandi e ai potenti della terra.

Lo vieta il
Diritto Canonico che così recita: 'Non si seppelliscano cadaveri nelle chiese, eccetto che si tratti di seppellire il Romano Pontefice oppure, nella propria chiesa, i Cardinali o i Vescovi diocesani anche emeriti'.

Privilegio ottenuto, invece, da un giovane bandito diventato ricco in poco tempo con rapine, estorsioni, assalti, traffico di droga e omicidi.

Come è potuto accadere?


A proposito del De Pedis, il 6 marzo 1990, a soli 32 giorni dalla morte,
il rettore della basilica di S. Apollinare monsignor Piero Vergari, attestò con una lettera il suo status di grande benefattore: "Si attesta che il signor Enrico De Pedis nato in Roma - Trastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990, è stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente le tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana".

Dopo 4 giorni l'allora Vicario della diocesi di Roma, presidente della Conferenza Episcopale Italiana,
il cardinale Ugo Poletti, rilasciava il nulla osta alla sepoltura del De Pedis all'interno della basilica di Sant'Apollinare.

Giulio Andreotti, intervistato in proposito dal Corriere della sera, così si è espresso: 'ecco, magari non era proprio un benefattore per tutti. Ma per Sant'Apollinare sì'.

Questi sono i dati di fatto.


E' credibile che il Rettore della basilica, il cardinal Poletti (allora capo della CEI) e lo stesso Giulio Andreotti non sapessero nulla sul De Pedis?

Sulla sua appartenenza alla banda della Magliana e quindi sulla provenienza delle sue ricchezze una parte delle quali destinava alle opere della Chiesa?

E' proprio da escludere.


La Chiesa sa sempre tutto (per non parlare di Andreotti): sa individuare un divorziato per rifiutargli i sacramenti; conosce i pensieri intimi di un Welby, muto da anni, per negargli il funerale in chiesa; ...

Però poi, quando serve a lei, allora è all'oscuro: il monsignore non sa che i soldi donati per le opere pie della basilica provenivano dallo spaccio di droga, dall'assalto ai caveaux delle banche, dalle estorsioni ...

Come risultava dalla cronaca di tutti i quotidiani.

Questa ostinata, patente e luciferina ipocrisia autorizza, naturalmente, le peggiori supposizioni.


Come si fa ad escludere che membri della Chiesa (vedi ad esempio il solito
Marcinkus, tanto per fare un nome a caso) siano stati implicati nel rapimento e nell'uccisione di Emanuela Orlandi?

Forse tra parecchi decenni un papa solerte permetterà che si riveli che, all'epoca, un ecclesiastico indegno si trovò implicato nell'uccisione di una povera ragazza innocente.

Bene: probabilmente qualche secolo fa ci si poteva accontentare di un simile atteggiamento.


Oggi no.

Viviamo nell'era della velocità e anche gli scandali che coinvolgono la Chiesa emergono alla superficie non più dopo secoli, ma solo dopo qualche anno.

Questa CHIESA, ridotta ormai ad essere sotto tanti aspetti una chiesuncola macchiata e imbrattata da mille oscenità, perché non mette serenamente in piazza le sue magagne, non riconosce la propria debole umanità, afferra finalmente il
Vangelo e si mette a vivere e a predicare come le ha insegnato, tanto per fare un solo esempio, Francesco d'Assisi?

Così facendo perderebbe forse qualche adepto, sicuramente guadagnerebbe molti più seguaci: certamente perderebbe buona parte del suo potere.

Perderebbe il potere materiale, temporale ma acquisterebbe un immenso potere spirituale e morale.

E' pronta la Chiesa per quest'opera radicale di verità e di rinnovamento?

Pare proprio di no.

Anche se sperare, in fondo, non costa poi tanto.





















il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu