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conclusione (provvisoria)

2007-2010 > 2007 > POLITICA

27/12/2007


(precedente)


POLITICA E DEMOCRAZIA


Secondo Rousseau la democrazia o è diretta o non è.
La cosiddetta democrazia rappresentativa è una forma di schiavitù.
Chi elegge dei deputati, in realtà, si sottomette a dei padroni.

Si è detto che queste idee potevano andar bene, al più, per una città-stato: infatti, hanno trovato applicazione nelle poleis greche.
I grandi Stati moderni non possono certo essere amministrati con il sistema assembleare.
Questo assioma pareva inattaccabile, fino all'altro ieri.
Ora un po' di meno.
Le nuove tecnologie sembrano rendere possibili alcune pratiche di democrazia diretta.
Almeno in prospettiva.
E tuttavia, gli esempi storici di democrazia diretta che conosciamo (le poleis greche, appunto ma anche le citta medievali, ad esempio), non sembrano proprio delle idee platoniche materializzate.
Anche là si formavano le fazioni, che perseguivano propri corposi interessi che cercavano di imporre con ogni mezzo.
Anche là prevalevano i più forti, i più potenti e i più ricchi.
Là più che nei seggi, i potenti impiegavano a proprio vantaggio tutte 'le armi' della demagogia e della 'persuasione'...

Probabilmente il ritorno alla pratica assembleare non rappresenta la soluzione per tutte le storture.
Probabilmente la democrazia rappresentativa è ormai una via obbligata.
Il che non esclude che, grazie alle nuove tecnologie, si possano introdurre alcune pratiche tipiche della democrazia diretta.



SINISTRA

Tranquilli.
Non voglio propinarvi il solito polpettone.
Avvelenato.
O quasi.
Solo qualche breve nota.
Non tanto per chiarire.
Non ce n'è bisogno.
E' tutto fin troppo chiaro.
Per puntualizzare.

Qualcuno, partito da Sinistra, ha detto che l'obiettivo da perseguire è 'un Paese normale'
Qualcun altro ha aggiunto che si deve conseguire il pieno rispetto delle regole della democrazia (formale).
Per parte loro queste persone sono riuscite ad occupare importanti posti di governo e a ricoprire le più alte cariche dello Stato.
E' questo il punto di arrivo della lunga marcia della Sinistra?
La lotta di Resistenza e le decennali battaglie dei lavoratori avevano dunque come scopo di portare l'ex compagno X e il suo compagno Y ai vertici dello Stato e l'ex compagno Z a capo del governo?
Il sol dell'avvenire era dunque un bingo?

Credo che questo non sia accettabile.
Credo ci sia un'alternativa, qualcos'altro.
Anche se la Sinistra è molto malmessa.
Infatti, in parte è diventata 'governativa'.
Per il resto è preda dei luoghi comuni; si è fatta divorare dalla demagogia.

C'è ancora uno spazio per la Sinistra?
Ha ancora un senso dire 'sono di Sinistra'?
Credo fermamente di sì.
Se ci si rinnova, tornando alle origini.
Si tratta di vedere che cosa si può e si deve mantenere della tradizione; che cosa si deve cambiare; che cosa si deve introdurre di completamente nuovo.



CHE FARE?


Il significato di Destra e di Sinistra è stato consacrato dalla Rivoluzione francese.
All'origine della Sinistra moderna (anche se si potrebbe andare molto più indietro) ci sono Rousseau e i Giacobini.
C'è la legge.
Una revisione generale del diritto; una sua drastica semplificazione; una chiarificazione puntuale e completa.
Ecco i primi compiti.
L'introduzione della legge scritta è stata giustamente salutata come una misura di alta democrazia.
Altrettanto si potrebbe dire della sua revisione.
Un ammasso incomprensibile di leggi, una congerie di norme che si sovrappongono, si intersecano e si contraddicono può ingrossare la pletora dei legulei ed ingingantire il potere dei magistrati ma, sicuramente, non aiuta il popolo.
Serve ai potenti che con gli strumenti di cui possono disporre riescono a farla franca.
Colpisce invece la massa che, impotente, non può che subire passivamente.
Diciamolo chiaramente, urliamolo pure se vogliamo, perché è un dato di fatto: in queste condizioni
LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI.

L'altra grande tradizione della sinistra è rappresentata dalle lotte del movimento operaio e democratico e dalle analisi di Marx.
Vedo già le facce schifate dei post (post comunisti, post stalinisti: sarei tentato anche di dire post marxisti, ma temo che quasi nessuno dei signori a cui penso abbia letto seriamente Marx): gli operai ormai non esistono più, ripetono ogni giorno e Marx è proprio da dimenticare.

Eppure quelle lotte e quegli scritti ci ricordano che ciò che dobbiamo perseguire è un sempre maggiore livello di uguaglianza nel rispetto della diversità.
Gli esseri umani inseguono la soddisfazione degli stessi bisogni.
Nutrono le stesse aspirazioni.
Provano i medesimi sentimenti e le stesse passioni.
Desiderano più o meno le stesse cose fondamentali.

Ognuno in modo diverso, certo: con le sue attitudini, il suo carattere e la sua personalità.
Tutti, in ogni caso, orientati verso i medesimi obiettivi.
Tutti amano strar bene di salute, desiderano un po' di benessere per sé e per i propri cari, vorrebbero poter esprimere liberamente le proprie abilità...

Una società che si rispetti non dovrebbe permettere che alcuni abbiano di tutto in eccesso, in quantità addirittura smisurata, mentre altri non riescono nemmeno a soddisfare i bisogni più elementari.
E se questa è la società in cui ci tocca vivere dovrebbe essere la Sinistra che tiene alta la bandiera dell'uguaglianza e delle pari opportunità per tutti.

Altro che libertà per pochi e privacy per i potenti!
Altro che barche e onori internazionali!
Altro che poltrone dorate e saloni da favola!
Altro che 'Paese normale'!

Nessuno si illude che tutto possa essere conseguito in poco tempo.
Tutti sono consapevoli del fatto che la politica richiede piccoli passi, aggiustamenti e anche compromessi.

Ma se si buttano a mare gli ideali, poi non si sa più in che direzione andare.
Se si rinuncia in partenza a lavorare affinché tutti possano vivere una vita dignitosa, alla fine non resta che prodigarsi per i propri interessi.
Che saranno anche apprezzabili ma che non sono di tutti.
E con la Sinistra non hanno nulla a che spartire.


(conclusione - provvisoria)





















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