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consulenze ... sprechi ... sacrifici

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18 maggio 2010


(in) competenza ... consulenze ... sprechi ... sacrifici


*)

Ieri sera a 'Chi l'ha visto?' è andata in scena la vicenda di una bambina di 11 anni sparita nel nulla, nella civilissima Bologna, nel 1975.

Forse vittima di pedofili.


Quel che più mi ha colpito è il fatto che sono state fatte pochissime indagini e il caso è stato rapidamente chiuso.

Alla fine degli anni '90 è stato intervistato
l'allora capo della polizia di Bologna che nel frattempo era diventato prefetto: mi ha colpito il suo cinismo, la sua totale insensibilità, l'assoluta inadeguatezza ai ruoli ricoperti, prima e dopo.

Ha sostenuto, in poche parole, la possibile volontarietà della sparizione della bambina, la sua voglia di evadere e di vivere da grande.

Ne parlava come se si fosse trattato di una donna matura, non di una bambina di 11 anni.

Solo i meccanismi perversi della burocrazia italiana possono spiegare come mai un simile individuo abbia potuto essere, prima capo della polizia a Bologna e poi prefetto.



*)

Stamattina
su La7 Enrico Vaime ha informato che il nostro Parlamento ha speso (o ha previsto di spendere per quest'anno) più di 30 milioni di euro per consulenze.

Una cifra enorme, che dovrebbe servire per informare i deputati circa le questioni sulle quali devono decidere.

Questo perché i partiti non presentano nelle loro liste le persone più competenti sulle diverse materie che saranno poi oggetto di legiferazione: ma ci mettono dentro di tutto.

Soubrettes, cantanti, divi dello sport e dello spettacolo: più tutta una serie di galoppini che hanno l'unica competenza di essere fedeli ai capi e pronti a tutto pur di servire il loro gruppo.


Ricordate i dialoghi di Platone?

Socrate invoca sempre e in ogni campo la competenza.

Adesso si sale la scala se si è incompetenti: l'unica indispensabile caratteristica che si deve possedere è quella di dire di sì, sempre e comunque.

Di qui i milioni buttati in consulenze esterne: vista la totale ignoranza degli eletti.


*)

Spinto da curiosità sono andato a dare un'occhiata al
progetto di Bilancio della Camera per il 2009.

Ci sono una miriade di voci, per decine e decine di milioni di euro, che a un occhio estraneo sembrano assurde e che nell'attuale situazione dovrebbero essere tagliate drasticamente.

Qualche esempio.


30 milioni per rimborso spese di soggiorno (dove? di chi? perché?).

31 milioni per spese di segreteria (i portaborse? le amanti?).

7 milioni e mezzo di trasporto aereo.

35 milioni per il funzionamento dei gruppi parlamentari (i deputati non solo sono super retribuiti individualmente, ma sono poi ulteriormente pagati come gruppi).

Mi fermo qui ma è un vero e proprio scandalo.


Senza pensare al fatto che molto spesso, l'ha denunciato lo stesso Fini,
i parlamentari cominciano a lavorare il martedì e vanno avanti fino al giovedì mattina (se va bene): il giovedì pomeriggio tutti a casa, fino al successivo martedì.

Tre deputati del PD, hanno proposto una legge finalizzata a concedere un vitalizio (pensione) a tutti quei politici che non ce l'hanno fatta ad arrivare in Parlamento e che si sono quindi fermati alle aule dei comuni e delle province: sarebbe una legge che premierebbe e gratificherebbe l'appartenenza e la militanza politica.

In faccia alla stragrande maggioranza dei poveri cristi che si è arrangiata con le altre professioni ricavandone alla fine, nei casi migliori, una striminzita pensione dell'Inps.

La politica (di tutti i partiti e di ogni colore) non vuol proprio cambiare: anche in presenza di una crisi che sta mettendo in difficoltà gran parte degli italiani, non intende cambiare, vuole continuare a godere dei propri privilegi in maniera sfacciata e arrogante.

Altro che autoriduzioni!


La pubblicazione del bilancio dello Stato, a opera di
Jacques Necker ministro delle finanze di Luigi 16°, è stato uno degli eventi che hanno dato inizio alla Rivoluzione francese del 1789.

Noi siamo ormai vaccinati nei confronti delle rivoluzioni.

Ma nemmeno un gesto di stizza?

Un cenno di indignazione?



*)

Pare che
Berlusconi abbia intenzione di rivolgere un discorso televisivo alla nazione per chiedere e spiegare sacrifici.

Non ci sarebbe niente di strano.


E invece si tratta di qualcosa che a me pare inacettabile.

Per due motivi, almeno.


+.

Come può
un presidente del consiglio (ci metterei insieme anche Tremonti) che ha vinto le elezioni negando la crisi, che ha minimizzato e ridicolizzato i rischi fino all'altro giorno, che ha sempre spergiurato di non voler toccare i redditi degli italiani, che ha promesso di ridurre le tasse ... come può, dico, un tale personaggio presentarsi in video a chiedere sacrifici?

Fa il paio con l'altra sua intenzione: di
proporsi come moralizzatore della vita pubblica.

Si potrebbe anche dire che la nostra è l'epoca dell'
indecenza.


+.

Dovrebbe andare in televisione ad annunciare: * un taglio netto dei costi della politica; * una drastica riduzione delle retribubuzioni dell'alta burocrazia; * una radicale eliminazione degli sprechi e dei privilegi: * una lotta senza quartiere all'evasione fiscale; * un impegno solenne a far pagare a tutti i cittadini le tasse in base al loro reddito.

Verrà a dire che si deve
colpire nel mucchio, tagliare e bastonare nella massa, spennare quel popolo che è già allo stremo.

Quel popolo che, in maggioranza, l'ha votato: perché doveva vivere in Eldorado e traslocare nel Bengodi.
Altro che sacrifici!


Quel popolo che, dopo essere stato beffato adesso si gode anche il danno.

Ben gli sta?


















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