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corruzione e ... disoccupazione

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21 giugno 2011


corruzione e ... disoccupazione




Il nuovo caso di corruzione che è stato individuato e che, in gergo, è stato identificato come 'P4', non è altro che la riedizione delle mille altre 'concrezioni' più volte descritte.

Alcune sono state minuziosamente indagate dalla magistratura e, talvolta, i componenti sono stati anche sanzionati penalmente.

Poca cosa, a dire il vero.


Nonostante gli enormi e spessi polveroni sollevati, quasi sempre i 'protagonisti' di quelle squallide e maleodoranti avventure se la sono cavata egregiamente: anzi hanno trasformato quella che doveva essere la loro rovina, in uno sgabello per lanciarsi alla conquista di un potere ancora maggiore.

Realizzando spesso i loro intenti.


La più pericolosa di tutte queste organizzazioni fu, com'è noto, la
P2.

Vi erano iscritti, tra gli altri, Silvio Berlusconi, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Costanzo.


Vi risulta che l'essere stati membri di una organizzazione che aveva come obiettivo la distruzione delle istituzioni democratiche, abbia nuociuto a quei signori?

Il caso di questi giorni vede al centro un faccendiere, tal
Luigi Bisignani, già iscritto (guarda caso!) alla loggia P2: il tipo in questione sarebbe al centro di una ragnatela di traffici e di intrighi che vanno dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta a Roberto D'Agostino fondatore del sito Dagospia, dalla Santanché al quotidiano 'Il Giornale', dalla giornalista Anna La Rosa all'ex direttore della Rai Mauro Masi.

Tanto per soffermarsi solo su qualche nome.

Tutto è ancora da chiarire, tutto deve essere verificato, tutto dovrà trovare conferma nei dati e nei fatti.

La sola cosa certa è che tutti negheranno tutto e che, probabilmente, il tutto finirà se non in un nulla di fatto, certamente in esiti risibili.


Eppure uno degli obiettivi primari della P2 era l'indebolimento e lo smantellamento della magistratura: è che cosa ha fatto e fa l'iscritto Silvio Berlusconi, tessera n. 1816?

L'attività e la ragione di essere di questa come di tutte le altre organizzazioni 'a delinquere' scoperchiate in precedenza è sempre la stessa:
elargire favori (leggasi danaro, 'cose' preziose, incarichi, impieghi di prestigio …) ai potenti (in genere politici), per ricavarne, di ritorno, potere, appalti e fiumi di danaro pubblico.

Ciò che più sconcerta è
la 'debolezza' degli eletti del popolo di fronte alle offerte di queste organizzazioni: la loro resistenza è quasi nulla, accettano subito di buon grado ciò che viene loro offerto, quasi non sapessero che poi, a loro volta, dovranno pur concedere qualcosa.

Sono anni che chiediamo ai politici (INUTILMENTE!) di rinunciare ad alcuni loro privilegi, ad accettare la riduzione dei loro appannaggi.

Siamo convinti che ricevano troppo: che ciò che lo Stato dà loro, alla luce del sole, sia francamente eccessivo.

Soprattutto a fronte del tenore di vita della maggioranza della popolazione.

Siamo dei poveri illusi: in realtà molti politici non si accontentano nemmeno di ciò che è loro dato e concesso e cercano dell'altro, vogliono di più, pretendono molto di più.

Sembrano insaziabili.


Non solo di cose e privilegi ma anche di contatti, di amicizie, di reti protettive.

Noi crediamo siano potenti, in realtà loro si sentono fragili, deboli e indifesi, bisognosi di appoggi e sostegni.

Ecco che per un arrampicatore come il Bisignani è un giochetto costruire una ragnatela fitta fitta di favori e intrecci.

Queste reti provvedono anche a piazzare i figli di papà, a trovare una degna sistemazione ai figli degli amici e un qualche posto anche ai figli degli amici degli amici.


E' così che
il merito va a farsi benedire, che tanti giovani capaci restano disoccupati o sono costretti ad accettare proposte lavorative indecorose e sotto pagate.

Per questo suonano inaccettabili e osceni gli inviti rivolti ai giovani dai vari Sacconi e Brunetta: 'andate a scaricare cassette ai mercati generali'.


Loro fanno parte del mondo dei Bisignani e anche se non ne sono direttamente implicati certamente lo conoscono.

Sanno benissimo come i figli e i nipoti della casta centrano l'obiettivo degli impieghi e degli incarichi prestigiosi: senza averne titolo e avendo sicuramente molte meno conoscenze e capacità di tanti altri ragazzi.

Lo sanno e anziché denunciare i malfattori, si girano dall'altra parte e fanno finta di niente, quando non ne approfittano a loro volta.

E poi inveiscono contro gli altri ragazzi perché non accettano questo sistema, perché chiedono qualche spiegazione, perché vorrebbero almeno essere ascoltati.


Che cosa meriterebbero questi signori, dalla faccia tosta inqualificabile, che definire cinici e bari equivale ad omaggiare?

La cosa che più sgomenta è che, a oggi, nessun politico si sia mai alzato a denunciare il malaffare, a far intervenire la magistratura, a mettere a nudo, coram populo, i meccanismi della malversazione e della corruzione.

Temo che fino a che avremo questa classe politica difficilmente riusciremo a risollevarci: come nazione.


Ci vorrebbe
una radicale azione di rinnovamento, una rivoluzione pacifica capace di spazzar via il lerciume che si è formato nei gangli della vita pubblica, a tutti i livelli.

Si dice: tanto prima o poi ricominceranno.

E' probabile.


Ma dopo ogni drastico intervento, prima che la putredine si riformi, passa necessariamente un po' di tempo: in questo periodo il Paese ha la possibilità di rigenerarsi e di riprendersi.

Intanto facciamo come
Ercole, facciamo scorrere un po' d'acqua pura e ripuliamo le stalle ingolfate di letame.

Questo è il nostro compito.

Oggi.

Il letame si riformerà?


Toccherà ad altri deviare i fiumi per asportarlo.

In ogni caso noi potremo dire di aver fatto ciò che dovevamo.

E non sarà cosa di poco conto.




















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