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decoder e informazione

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15/06/2009


decoder e informazione


La campagna orchestrata sui decoder è la dimostrazione più chiara di come l'informazione stia diventando un flusso a senso unico, guidato dall'alto.

Il martellamento sulla bontà e sulla necessità del passaggio al digitale terrestre è continuo ed ossessivo.

Non ho ancora sentito uno, dicasi uno, degli intervistati che abbia espresso, in merito, qualche perplessità o riserva.

O, viceversa, non è mai stato intervistato qualcuno che avesse opinioni critiche sulla nuova tecnologia.

Tutti contenti, anzi entusiasti, di comprare un apparecchio aggiuntivo per ogni televisore o, meglio ancora, di dover buttare i televisori in uso per comprarne di nuovi con decoder incorporati.

Tutti gli addetti ai lavori, di tutte le reti (anche quelli più critici e meno omogenei al potere, anche quelli più pronti a mostrare ad ogni piè sospinto la loro indipendenza), sono comparsi in televisione a magnificare la nuova era.

Perfino i rappresentanti dei consumatori non si sono sottratti al coro unanime: anziché avanzare qualche dubbio, si sono schierati in blocco a favore di questo prelievo forzato dalle tasche di coloro che dovrebbero difendere.

Il perché di questa unanimità non l'ho capita e non la capisco.

Quello che so per certo, per esperienza personale, è questo.

*) Non sentivo e non sento alcun bisogno delle nuove apparecchiature.

*) Non mi pare che ci sia una gran differenza, nella visione dei programmi, tra l'analogico (di prima) e il digitale (imposto adesso).

*) Anche la tanto declamata maggior offerta di canali e programmi è, in fondo, poca cosa. Sono sicuro che tra non molto, quando sarà stata archiviata la campagna di imposizione del nuovo, tutto tornerà come prima o quasi.

*) So per certo che per ogni televisore mi toccherà comprare un nuovo aggeggio e che, probabilmente, dovrò acquistare un nuovo televisore. Tutte cose di cui non sentivo il bisogno e di cui avrei fatto volentieri a meno.

*) So anche che i decoder nascono con una feritoia pronta ad accogliere le carte a pagamento per vedere i programmi criptati.
E so che in prima fila con questo business c'è Mediaset, l'azienda del presidente del consiglio.

E' un caso?

Si sono attivati tutti per fargli un bel regalo?

Per renderlo ancora molto più ricco di quello che è?

Non ne ha già ricevuti abbastanza, di regali?


Perché, mentre il digitale satellitare richiede un'antenna particolare e un decoder satellitare, Mediaset può invece sfruttare gli apparecchi che tutti devono avere nelle loro case per vedere i soliti programmi base, per vedere qualcosa nel televisore.

Non mi sembra un vantaggio da poco.


Berlusconi si lamenta sempre di avere contro tutti i media.

Questa è la dimostrazione più chiara del contrario.


Oltretutto su un terreno che è l'unico che veramente gli interessi: l'accumulazione di sempre più ingenti ricchezze.

In questo caso non ho sentito nessuno che sia intervenuto a puntare il dito contro il monopolio del signore delle televisioni.

Nessuno che abbia obiettato qualcosa su questo prelievo forzato a favore di chi ha già attinto anche troppo dalle tasche delle platee televisive.

L'informazione a senso unico è servita.


[Probabilmente è vero ciò che si preconizza nel Vangelo: a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche il poco che ha.]




















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