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delirium e ... miseria

2011 > licenza


10 giugno 2011


delirium e ... miseria



Ho visto e ascoltato ad Annozero il video relativo alla riunione organizzata da Giuliano Ferrara a sostegno di Berlusconi.

Sul palco c'erano i direttori di questi giornali: *. Giuliano Ferrara, direttore de 'Il Foglio' finanziato da Marina Berlusconi e, tramite dei parlamentari, dai contribuenti italiani; *. Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, direttori di Libero (Feltri è dimissionario, torna come editorialista al Giornale) finanziato direttamente dalla famiglia Berlusconi; *. Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, finanziato direttamente dalla famiglia Berlusconi; *. Mario Sechi, direttore de Il Tempo, indirettamente finanziato dalla famiglia Berlusconi.

A questo fior fiore della cultura italiana si sono poi aggiunte, per alzare il livello, Alessandra Mussolini e Daniela Santanché.


Ad ascoltare gli eccelsi relatori c'era una
platea di anziani inaciditi e inferociti, letteralmente 'fusi' per Berlusconi al punto da non poter accettare neppure la blanda critica costruttiva proposta da una giornalista del Corriere della sera.

Non voglio farla lunga e tralascio le tante 'perle' che sono state offerte al colto e all'inclita (sarebbe più giusto dire 'al fesso e alla stolta) dai sublimi oratori.

Mi sono preso la briga di
trascrivere letteralmente le frasi pronunciate da Alessandro Sallusti: mi sembravano le più significative e le riporto perché ognuno si faccia un'idea.


"Giuliano Ferrara secondo me sta mettendo in scena un regicidio.
Perché bisogna partire secondo me dal presupposto che
il berlusconismo è una monarchia e Giuliano ha l'ardore (l'ardire? N.d.r.) di mettere in discussione i poteri della monarchia, cioè di trasferire al popolo alcuni poteri del monarca."


"Questo partito, comunque lo si riformi, e di qualche riforma avrà pure bisogno, nel momento in cui non diventa più un partito al servizio del presidente, del monarca o condottiero come diavolo vogliamo chiamarlo Berlusconi, diventa un partito come tutti gli altri, cioè un partito che non potrà portare nessun cambiamento epocale, vero e strutturale in questo paese."


Avete letto bene: ho trascritto parola per parola.

Che dire?


C'è da chiedersi come mai in tutte le rassegne stampa trasmesse ogni giorno dalle televisioni, vengano inserite le pagine dirette da un simile personaggio.

Mai avrei pensato che
il delirio di un servo - servo potesse toccare simili vertici (arrivare a tali bassezze).

(Per inciso: 'servi liberi' è solo un ossimoro, un accostamento linguistico inventato da Ferrara per sentirsi a posto con una coscienza che forse non ha più; sarebbe come dire 'assassini pietosi', 'teneri pedofili', 'aguzzini compassionevoli' …)


Non capisco che cosa spinga una persona ad assumere atteggiamenti tanto platealmente encomiastici, da risultare, forse, stomachevoli persino al padrone committente.

Voglio concludere con la solenne promessa fatta, alla fine, da un Vittorio Feltri che, probabilmente, era già ampiamente fuori di sé.

"Se l'avversario è Bersani e noi perdiamo le elezioni del 2013, io vengo qui e mi sparo."


Siamo alla deformazione della farsa napoletana.

Prima delle ultime elezioni amministrative,
Mastella aveva dichiarato: "se De Magistris diventa sindaco di Napoli mi suicido."

E' successo, ma del suicidio del
'quaglista' Mastella nessuno ha sentito niente.

Che gente!

Che deontologia professionale!

Che fior di personaggi!

Forse è meglio così: tanto che ci siano o no è quasi ininfluente.

Dovrebbe essere molto dura per loro continuare a portare in giro la propria faccia.

Ma tant'è: chi è servo del monarca è capace proprio di tutto.























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