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dichiarazioni e documenti

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DICHIARAZIONI - DOCUMENTI




Ho riportato nella home page soltanto alcune espressioni della Dichiarazione unanime delle tredici colonie americane del 1776.


Perché mi sembravano le più sintetiche e comprensive.

Anche le più belle: con quel loro riferimento alla felicità.




Naturalmente, soprattutto negli ultimi secoli, i popoli hanno prodotto
molti altri documenti che sottolineano con chiarezza i principi fondamentali cui devono ispirarsi le azioni degli uomini.

Qualche esempio tra i tanti.



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Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino (1789)

Art. 1. Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilità comune.

Art. 4. La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; così, l'esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati solo dalla legge.

Art. 6. La legge è l'espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini essendo uguali ai suoi occhi sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo le loro capacità, e senza altra distinzione che quella della loro virtù e dei loro talenti.



*)

Costituzione italiana: approvata dall'Assemblea Costituente il 22/12/1947; promulgata il 27/12/1947; entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Art. 13
La libertà personale è inviolabile.

Art. 41
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 42
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.



*)

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo: adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948.

Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 23
Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

Articolo 25
Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.




Non mancano quindi i documenti che affermano la pari dignità di tutti gli esseri umani e il loro inalienabile diritto ad una vita piena e dignitosa.



Mancano le realizzazioni: non si sono visti né si vedono i fatti.


Per questo si dice, giustamente, che l
a consapevolezza cui siamo arrivati circa determinate questioni è solo formale, non sostanziale.

Due soli esempi, tanto per chiarire.


La giustizia.

In tutti i tribunali del mondo si legge la scritta: 'La legge è eguale per tutti'.

Tutti sanno, invece, che non è vero, che si tratta di una pura e semplice dichiarazione di principio, che nei fatti chi è potente riesce quanto meno ad addolcire la 'giustizia', mentre chi è indigente ne subisce per intero i rigori.


La democrazia (con particolare riferimento alle elezioni).

Quello democratico dovrebbe essere un sistema politico che permette al popolo di essere governato da rappresentanti da lui stesso eletti.

Formalmente le cose vanno in questo modo un po' in tutti i Paesi che adottano quelle Istituzioni.

Di fatto i potentati economici, ricorrendo anche ad un uso spregiudicato della televisione, hanno trasformato la questione 'potere' in una faccenda tutta loro: non servono il popolo ma lo utilizzano.



Si può quindi concludere che non manca la coscienza dei principi e delle giuste linee guida: manca la realizzazione.


Viviamo di pura forma, senza sostanza.



Se è vero che 'non di solo pane vive l'uomo' è altrettanto vero che non può vivere di sole enunciazioni.


E' giunto il tempo delle realizzazioni, di riempire la forma della sua sostanza, di far seguire alle parole i fatti.























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