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donne

2007-2010 > 2008 > COSTUME


(07/03/2008)

DONNE


Vorrei provare a dire qualcosa di non banale.

Vorrei non essere ipocrita.

Tra gli uomini che hanno scritto sulle donne cose interessanti e condivisibili colloco al primo posto John Stuart Mill.

Molti uomini, quando affrontano la questione, straparlano, perdono il senso del limite e risultano poco credibili.

Non capisco quei maschi che pretendono di parlare delle emozioni delle donne; né quelli che si sforzano di dar conto di tutte le sfumature psicologiche di certe loro esperienze. Come la maternità, ad esempio.

Sarebbe come se una donna presumesse di capire tutte le implicazioni della sessualità maschile.

C’è qualcosa, quindi, che rende le donne molto diverse dagli uomini, irriducibilmente diverse.

Questa diversità radicale è la ricchezza dell’umanità.

Io sono un uomo e credo di non potermi definire un femminista.

Mi sembrerebbe una contraddizione in termini.

Come maschio penso di poter capire a fondo i miei con – generi.

Nello stesso tempo colgo la diversità delle donne e mi sforzo di intuirne le caratteristiche.

Capisco, ad esempio, che come maschi abbiamo delle propensioni piuttosto accentuate che nelle donne risultano più flebili.

Così come mi rendo conto che le donne posseggono molte attitudini che sono in noi piuttosto problematiche.

Per questo sono convinto che le società umane hanno bisogno, in egual misura, delle donne e degli uomini.

Lo spiega molto bene Mill quando dice che la ‘schiavitù delle donne’ non è penalizzante solo per le donne ma per tutta la società, anche per gli uomini. Che si privano di un elemento indispensabile al buon funzionamento delle comunità. Di soggetti che potrebbero arricchire il patrimonio culturale e artistico dell’intera umanità.

Per quel che mi riguarda devo dire che amo la compagnia degli uomini tanto quanto quella delle donne.

Mi piacciono le comunità miste.

Forse non mi piacerebbe vivere in una società di sole donne.

Sicuramente non mi piacciono le aggregazioni di soli uomini.

Credo che la mescolanza sia la soluzione ottimale, a tutti i livelli.

Per questo ridurrei il numero delle insegnanti donne e aumenterei quello degli uomini.

Per lo stesso principio vedrei volentieri molte più donne nei posti chiave del governo mentre diminuirei il numero degli uomini.

Per essere più esplicito affiderei le responsabilità ultime di governo alle donne e attribuirei agli uomini il ruolo di consiglieri.

A patto, naturalmente, che le donne restino se stesse e non si sforzino di imitare gli uomini.

Riuscendo alla fine ad essere più maschi dei maschi.

PS 1

Non bisogna dimenticare che nella maggior parte delle circostanze contano molto le qualità e le sensibilità delle singole persone.
Spesso più che il genere è decisivo il quoziente.


PS 2

Se penso al trattamento che in molte parti del mondo - spesso anche da noi – è riservato alle donne, mi viene da gridare, spontaneamente e in tutta sincerità, VIVA LE DONNE !!

















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