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don't worry be happy

2011 > licenza


10 luglio 2011


don't worry be happy




Il caldo è soffocante, il sole sferzante, l'impressione di impotenza annichilente.

C'è chi lavora bene con il caldo e chi invece si sente distrutto.


Personalmente amo di più il fresco, anche se sto meglio con il caldo.

La mia testa è a nord, il mio corpo preferisce il sud.

Noi esseri umani siamo fatti così: fatichiamo ad andare d'accordo con gli altri ma non siamo mai totalmente pacificati nemmeno dentro noi stessi.

Joseph Conrad parla della 'Linea d'ombra' che separa la noncurante e fervida giovinezza dalla più consapevole e tormentosa maturità.

In realtà, mi verrebbe da dire, che
il mondo degli uomini è pieno di 'shadow-line', che separano una cultura dall'altra, una civiltà dall'altra, che dividono i popoli al loro interno, che fanno di uno stesso individuo 'uno, nessuno, centomila'.

A scorrere
i siti online ci si imbatte in una miriade di notizie di vario tipo e natura, quasi tutte poco edificanti ed entusiasmanti, la maggior parte assolutamente deprimenti.

Leggo, ad esempio,
dei sette sminatori di una ong afgana rapiti dai talebani e decapitati senza pietà: quando saremo capaci di avere, tutti, orrore per questi orrori?

Un turista è stato assalito e ucciso da una femmina di grizzly che gironzolava con i suoi due cuccioli, nel suo bosco.

La civiltà moderna, con tutti i suoi gadget elettronici, ci ha trasmesso un senso di onnipotenza che, in qualche caso, ci ha fatto perdere la proporzione e la dimensione delle cose:
pensiamo che tutto sia a portata di mano, che tutto, in definitiva, sia innocuo e inoffensivo, come le immagini dei nostri monitor.

E così pensiamo di poter fotografare l'orso da due metri, anche se si tratta di un'orsa che sente minacciata la sua prole.

E' successo anche ad
un altro turista, che si è avvicinato per riprendere un orso bianco il quale, infastidito, gli si è rivoltato contro: in questo caso è intervenuto un ranger che ha abbattuto l'animale.

Non posso non gioire per lo scampato pericolo del mio simile ma mi dispiace immensamente per la fine dell'orso, del tutto incolpevole e ignaro.


In compenso ho letto con piacere della
gatta che, in quel di Como, rimasta seppellita da una frana è stata alla fine individuata e salvata dai pompieri.

Naturalmente non si voleva far acchiappare, si ritraeva negli anfratti più irraggiungibili, non si fidava delle mani protese di un essere umano.

Ha ceduto alla fame e alla sete e si è fatta salvare, suo malgrado.


Passando dal mondo animale a quello virtuale, in Svezia è stato messo a punto un sistema, Spotify, che è in grado di offrire, nella rete, 13 milioni di brani musicali: una mostruosità che trasforma in anticaglie anche gli apparecchi musicali più sofisticati oggi in circolazione.


Godiamo dunque, perché andiamo verso un'abbondanza che sembra non conoscere più limiti.


Gioiamo anche con
il popolo del Sud Sudan che proprio in queste ore ha riempito le strade delle sue città per festeggiare la conseguita indipendenza dal Nord Sudan.
Ci sono ancora dei problemi da risolvere, in alcune parti è ancora attiva la guerriglia, il petrolio del sottosuolo fa gola a molti …. Ma oggi ci sono clacson assordanti e fuochi artificiali: il resto verrà dopo.

Don't worry, be happy.


Non hanno molti motivi per essere felici i
Nenets, popolo nomade siberiano che teme per la sua incolumità e si preoccupa per la sua stessa sopravvivenza.

Il suo territorio, perennemente ghiacciato e del tutto inospitale, nasconde, sotto, grandi
giacimenti di gas, già individuati da Gazprom e prossimi allo sfruttamento.

Quando la zona sarà trivellata, il territorio diventerà una sorta di laido cimitero, dove i pastori nomadi e le loro renne non potranno più vivere.

Anche qui: quante linee d'ombra corrono tra noi e i Nenets?


Noi
li vorremmo salvi, al sicuro sulle loro terre, al riparo dallo sfruttamento selvaggio del sottosuolo: ma contemporaneamente desideriamo ardentemente il loro gas che vogliamo abbondante e a buon mercato.


Naturalmente,
per una volta, non voglio guardare dentro casa nostra dove corruzione e malaffare la fanno da padroni: proprio quando avremmo bisogno del massimo di pulizia e di coesione per affrontare le difficoltà che ci sovrastano.

Ma lascio stare
Tremonti e Sacconi e i loro commenti feroci, lascio stare anche lo Sgarbi di Polignano che a forza di insultare e di disprezzare gli altri, finirà, una volta o l'altra, per essere gratificato di una moneta un po' più pesante di quella che lui è solito usare.

Per essere happy mi soffermo invece sull'imminente matrimonio del ministro
Brunetta con la bionda architetto d'interni: è un evento che, di per sé, suscita gioia e felicità, non solo negli interessati ma anche nei partecipanti e in tutti coloro che godono dell'altrui contentezza.

Ma anche qui, quante linee d'ombra!


Come leggere
quella foto di un uomo basso e tarchiato, avanti con gli anni, per mano ad una donna bionda, alta e aitante?

Può fare tenerezza ma anche disgusto: può accendere mille nefasti pensieri circa quell'unione.

E guardando lo sposo come si fa a non pensare a
quel ripetuto 'cretino' attribuitogli dal suo collega in tutta serietà e autorevolezza?

Il mini Rodomonte Brunetta, con le sue smargiassate da arrampichino e le sue frustratissime velleità da 'mancatissimo' Nobel, a me fa molta più pena che rabbia.

Forse per lui (ma anche per molti altri) vale una delle più belle frasi del racconto di
Conrad: 'all roads are long that lead toward one's heart's desire'.

Insomma
il mondo è proprio così com'è, non c'è verso di re-indirizzarlo.

Sarà anche vero che, come affermava
Cartesio, noi dobbiamo cercare di modificare piuttosto noi stessi che pretendere di cambiare l'umanità, ma nulla riesce a trasformare le brutture in amenità, le nefandezze in buone azioni, le assurdità e le incongruenze in qualcosa di gradevole e bello.

Ciò che 'ci frega', in un certo senso, è il nostro occhio del tutto particolare per ciò che è negativo: se ci facciamo caso tutti i media dedicano la gran parte del loro tempo e dello spazio ai disastri naturali e alle scelleratezze compiute dagli umani.

E mentre ci sono la musica e lo sport, la poesia e l'arte, i sentimenti e le emozioni, l'entusiasmo e la passione, il confronto e la vittoria, l'esuberanza della giovinezza e la determinazione della maturità, la beata e gioiosa incoscienza dell'infanzia e la serena consapevolezza della vecchiaia mentre, in definitiva, avremmo mille e uno motivi per essere sempre e soltanto happy, ci facciamo invece sorprendere dalla depressione, ci abbandoniamo al disgusto, ci facciamo ghermire dall'ansia e dall'angoscia e precipitiamo in una specie di pozzo dove il colore dominante è il nero che non ci lascia intravedere che ombre e fantasmi.


Bisognerebbe
evitare i due estremi: saper combattere e assorbire il negativo dell'esistenza e, nello stesso tempo, cogliere tutte le occasioni e le contingenze favorevoli per realizzare, se non proprio uno stato di felicità, almeno una condizione di relativo godimento.

Quindi, nonostante tutto e tutti: don't worry, be happy.





















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