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elezioni... a bocce ferme

2007-2010 > 2008 > POLITICA


(17/04/2008)


ELEZIONI ... a bocce ferme

Ha vinto il centro destra.

Pancia contro testa, vince sempre pancia.

‘Va’ dove ti portano le budella’, si potrebbe dire parafrasando il titolo di un noto libretto.


Dunque: non ho letto commenti, non ho ascoltato valutazioni, non intendo proporre analisi sociologiche.

Altri lo stanno facendo e lo faranno fino alla nausea.

Ho fatto un unico intervento esplicito sulle elezioni, prima dell’evento, il 10/02/2008 (vedi in ‘
Politica’): avevo giurato che ne avrei riparlato soltanto a risultati acquisiti.

Lo faccio adesso e per una volta soltanto.

Chi mi conosce o mi legge sa che non sono soddisfatto per questo esito.

Non osavo sperare in una vittoria del centro sinistra ma mi aspettavo qualcosa di più.

Soffocato l’iniziale sentimento di impotenza e di frustrazione e messa da parte l’opzione emigrazione, non mi resta che rispondere ad una domanda cruciale: perché l’Italia - che ha tutte e quattro le gomme a terra, che non sa più che fare né dove andare – ha scelto nuovamente il ‘salvatore’ stanco?

E poi, perché sono così deluso? Visto che, quanto a politiche, nessuno dei due schieramenti può più permettersi voli pindarici.

Infatti, essendo noi membri dell’ Unione Europea e facendo parte del club dell’Euro dobbiamo per forza, come Nazione, prendere decisioni e adottare provvedimenti che vanno in una direzione già segnata.

Il fatto è che io non sopporto molti degli esponenti politici della destra, in primo luogo il suo leader.

Che si proclama liberista ed è, invece, il più garantito monopolista che esista sulla Terra.

Dimostrano una incultura, una rozzezza e una tale ignoranza della storia patria, del funzionamento delle istituzioni e dei principi democratici da provocare uno spontaneo e naturale rigetto.

Per non parlare di quello che combinano in campo internazionale: vorrei tanto che ‘il grande capo’ decidesse di non mettere mai il naso fuori dall’Italia, per tutti e cinque gli anni. Sono disposto a godermelo tutto e per tutto il tempo, pur che rimanga tra noi.

Che pena!

Tornando al primo interrogativo, il più cruciale, bisogna riconoscere che c’è una maggioranza di italiani che vuole il centro destra.

E’ un dato inequivocabile di cui prendere atto.

Tra le istituzioni che avranno maggiormente gioito per la vittoria del PDL penso ci sia la Chiesa.

Essa dimostra di essere molto sensibile agli interessi economici e ai vantaggi garantiti alle sue organizzazioni.

Che il centro destra sia pieno zeppo di leaders che, in fatto di principi, predica bene ma razzola molto male, in fondo non le interessa un gran che.

Contano le esenzioni dalle tasse, i foraggiamenti alle scuole confessionali, i ricchi bottini collegati alle cliniche convenzionate ...

Fanno tenerezza i dirigenti del centro sinistra quando si mettono in fila per baciare il divino anello o la sacra pantofola.

Non sanno che la Chiesa sa.

Sa dove sta di casa il suo corposo interesse.

Nonostante le apparenze.

Contro tutte le apparenze.


Naturalmente ci sono molte altre Istituzioni, ufficiali e non, che sono pronte a trar vantaggio dalla situazione che si è determinata e che, è lecito supporre, hanno contribuito a dare la vittoria al PDL.

Non è difficile individuarle e ognuno può esercitarsi per proprio conto.

Vorrei invece dire una parola sul popolo, sì sul popolo italiano perché, in fondo, è stato lui con il suo voto a riportare in auge il vecchio incantatore.

Il popolo è in gran parte la platea televisiva, quella che l’unico monopolista privato sopravissuto si è pazientemente formata in anni di incontrastato dominio.

E’ il popolo dei grandi fratelli, delle isole, dei pacchi e delle fictions.

E’ la gente che è stata educata ad urlare all’unisono ‘buonasera dottore’.

Che va alle manifestazioni e in coro risponde alle domande retoriche che le piovono dal palco.

Che senza batter ciglio, senza un filo di auto ironia né alcun rigurgito di dignità ad ogni adunata canta a squarciagola ‘
menomale che Silvio c’è’.

E poi c’è il popolo dei mutui, quello delle partite IVA, quello di quelli che sono costretti ad emigrare ... ... ...

E’ una realtà vasta e frastagliata, schiacciata e confusa che non sa, non vuole e forse non può ragionare.

Che soffre per le contingenze che le sono toccate in sorte e che deve sopportare ma di cui vorrebbe liberarsi al più presto.

Non ha importanza che durante il quinquennio precedente il grande gaffeur non abbia combinato un gran che;

che nel suo entourage qualcuno si appresti ad assestare alla Resistenza il colpo mortale o che qualcun altro pensi di rivalutare personaggi equivoci in odore di mafia.

Nemmeno importa se inqualificabili ‘cittadini comuni’ rifiutano di cedere la loro precedenza al seggio alla quasi 99 enne Rita Levi Montalcini (senza che si alzi dal centro destra una qualche autorevole voce a condannare il comportamento).

Importa il filo di luce che sembra provenire dall’intramontabile stella di latta;

il barlume di speranza che pare irraggiare dalla immarcescibile bacchetta magica;

importano le tenui bollicine di ossigeno che si sprigionano dal cilindro del prestigiatore a garantire un minimo di sopravvivenza.


Ho degli amici nel centro destra, che stimo per intelligenza e sensibilità: non ho mai capito se la loro scelta di campo è dovuta a convinzione o a puro e semplice interesse.

In ogni caso questo fatto mi fa ben sperare: nel senso che posso immaginare che in quello schieramento ci siano molte altre persone come loro.

E viste le condizioni in cui viviamo mi auguro che il governo entrante riesca nell’impresa di rimettere in piedi il Paese e di incrementare il benessere del maggior numero di persone.

Faccio, insomma, all’Italia i miei migliori auguri.


(Per chi è interessato dedico un link del tutto particolare alla Sinistra)




















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