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elezioni febbraio 2013 (1)

2013



elezioni febbraio 2013 (1)



Nessuna meraviglia per il voto: è uscita l'Italia reale.


Che a molti non piacerà, a me non piace: ma è proprio questa.

Qual è l'errore 'storico' della sinistra?


Immaginarsi un'Italia che non c'è.

Rivolgersi ad un'Italia inesistente.

Trascurando il Paese reale.

Per questo la sinistra non ha mai voluto riconoscere che Mussolini era sostenuto dalla maggioranza del popolo italiano (quanto meno tollerato, almeno accettato).

Per questo continua a pensare che Berlusconi vince solo perché ha i soldi e le televisioni: vince anche per quello ma soprattutto perché una buona fetta di popolo italiano si riconosce in lui, in quello che dice e in quello che fa.

In quello che è.


Qualcuno lo trova disgustoso e rivoltante, inaccettabile: invece è proprio così.

La base di massa di Mussolini era fatta di coltivatori diretti della terra, di artigiani e piccoli commercianti.

Cerchiamo di capire qual è la base di Berlusconi.


*) Tutti coloro che vivono di lavoro nero, senza pagare una lira di tasse; *) tutti quelli che non emettono fatture; *) tutte le clientele legate ai mille potentati che presidiano il territorio; *) tutti coloro che godono di qualche privilegio, di un vantaggio, di onorari e stipendi esagerati; *) coloro che costruiscono senza permesso e che vogliono cementificare anche l'ultimo francobollo di territorio italiano; *) chi paga un po' di tasse e non vorrebbe pagarne più; *) chi non ne ha mai pagate e vorrebbe continuare a farlo ; *) … ... ...

Se li contate sono milioni, parecchi milioni.


Berlusconi li ha raggruppati e cresciuti con le sue televisioni, con le conduttrici e i conduttori di punta, con le sue battute da caserma, con la mancanza di cultura e la sua irresistibile attrazione per il trash e la volgarità, con il suo fare da guitto.

Tra lui e i milioni di italiani sopra individuati, si è creata una necessaria attrazione fatale: non poteva essere diversamente.

Fino a che non si modifica in profondità l'antropologia del nostro Paese, la sua struttura economica e il sistema delle regole, l'Italia progressista o anche solo legalitaria sarà sempre minoritaria.

Un tempo ci fu Mussolini, oggi abbiamo ancora Berlusconi ma tra poco ce ne sarà un altro.

E' inutile maledire o imprecare (l'ho fatto spesso anch'io e lo faccio ancora): i Berlusconi e i Mussolini non ci saranno più, solo quando si saranno modificate le strutture di base della società e saranno cambiati gli italiani.

Per ora accontentiamoci: Berlusconi è al tramonto, anche se ha furoreggiato un'altra volta, se non altro per ragioni anagrafiche.

E benediciamo Monti e soprattutto Grillo che sono stati capaci di svuotare un po' il suo serbatoio naturale.

Altrimenti oggi saremmo qui a constatare, ancora una volta, la sua vittoria su tutta la linea.

A ben vedere si potrebbe dire che, quello ottenuto, è il miglior risultato possibile.

Una forza progressista di continuità e stabilità può stringere un patto con la forza dirompente e destrutturante: per dare un colpo mortale alla corruzione, al privilegio, all'arretratezza, alla vanagloria e alla megalomania.

Per salvare il Paese non dalla bancarotta ma dalla disintegrazione e dall'auto distruzione.

Per riscrivere le regole, soprattutto, e porre le basi per la nascita di un Paese normale.

Per rendere in futuro, se non impossibile almeno molto difficile, l'avvento al potere del solito capopopolo e favorire, di conseguenza, la maturazione di tutto il popolo o almeno della maggioranza di esso.




















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