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elezioni febbraio 2013 (2)

2013


elezioni febbraio 2013 (2)



Qual è il risultato delle elezioni?

Secondo
'La Stampa' il PDL ha perso, rispetto alle elezioni precedenti, metà dei suoi consensi.

La
Lega Nord è crollata, a parte la Lombardia: soprattutto in due sue roccaforti storiche: il Piemonte e il Veneto.

La
lista Monti non ha sfondato. Fini non entra nemmeno in Parlamento.

Rivoluzione civile di Ingroia non elegge alcun rappresentante al Parlamento. Anche Di Pietro resta fuori.

Il
PD perde un terzo del suo elettorato precedente. E tuttavia con la vittoria di misura alla Camera porta a casa un numero impressionante di deputati (grazie al Porcellum voluto da Berlusconi). Non conquista la maggioranza del Senato dove conquista, comunque, la maggioranza relativa. Di più: strappa alla Destra due regioni: Molise e Lazio.

Tutti a dire che il PD è stato sconfitto: dov'è la disfatta?


Rispetto alle previsioni trionfalistiche e irrealistiche, forse: ma si sa che quelle sono fatte apposta per essere smentite.

C'è un solo vero vincitore ed è il Movimento di Grillo.


In fondo era naturale che le cose andassero come sono andate.

Era chiaro che chi aveva sostenuto le misure del
governo Monti doveva pagare un prezzo. Così come l'ha pagato lo stesso Monti nonostante l'appoggio (basta con endorsement!) esplicito dell'universo mondo.

A conti fatti mi sembra che
il PD è riuscito a cavarsela meglio di altri.

Grillo è stato abile nello sfruttare il malcontento (che il PD non ha saputo intercettare né interpretare): mi auguro che sia altrettanto capace nel costruire per l'Italia qualcosa di positivo. Il che è ancora tutto da scoprire.

In ogni caso devo dire che dal mio punto di vista le elezioni non sono andate benissimo ma sono andate bene: di sicuro.


Com'è noto da tutto quanto ho sempre scritto, mi colloco nel campo progressista: per quanto concerne la cultura, la politica, l'economia e la società.

Da decenni non sono più affiliato ad alcun partito né ad alcun particolare movimento ma
sostengo tutti coloro che: *) combattono la corruzione e il malaffare; *) cercano di difendere il territorio dalle speculazioni e dai disastri naturali; *) vogliono smantellare i privilegi; *) che ricercano la migliore equità sociale possibile; *) rispettano la dignità delle persone; *) credono nell'intelligenza e nella cultura.

Quindi mi sta bene che vinca il PD: forse non mi sarebbe piaciuto che stravincesse.


Perché
il PD, nonostante tutto, non è così sensibile alle campagne contro la corruzione e gli intrighi e alla lotta contro i privilegi di tutte le caste. Il PD è da sempre dentro le stanze del potere e non può essere portatore di queste esigenze che per me sono cruciali.

Ben venga quindi il Movimento 5 stelle: che non conosce la macchina dello Stato (ma la conosce il PD), che è forse a digiuno dei procedimenti della politica (in cui il PD è maestro) ma che ha in corpo un'ansia insopprimibile di rinnovamento (che il PD non ha), che è animato da una potente volontà di svecchiamento e di miglioramento generale (che il PD non nutre).

Nella nostra situazione non ci si poteva augurare niente di più e di meglio.

Chi cercherà di opporsi a questa che a me pare la più naturale e la più positiva delle alleanze?

I potentati europei e mondiali della politica e della finanza: che vogliono un Italia prona, dedita solo a ruoli di rincalzo.

Berlusconi che teme per i suoi monopoli, il suo potere e i suoi 'privatissimi' interessi.

Non sarà facile per Grillo e Bersani superare gli ostacoli e le imboscate che i primi e il secondo metteranno in campo per impedire la loro alleanza.

Ma se resisteranno e la realizzeranno sarà tutto di guadagnato per l'Italia.

Potremmo così dire, tra qualche tempo, che queste elezioni ci hanno regalato un risultato eccezionale.























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