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Eluana, la rivolta dei cattolici

2007-2010 > 2009 > COSTUME


(04/02/2009)


ELUANA, LA RIVOLTA DEI CATTOLICI (titolo del quotidiano La Stampa).

Voglio aggiungere qualche altra riflessione sul caso Eluana.

Voglio sperare che sia l'ultima volta.

Miei precedenti interventi:

17/11/2008:
il caso Eluana;

20/11/2008:
il caso Eluana: nota;

20/01/2009:
immoralità.



# I cattolici.

Diciamo subito che in Italia hanno una presa e una presenza pesantissime, addirittura ingombranti e quasi totalizzanti.

I loro interventi non sono mai pacati e interlocutori: sono invece aggressivi, perentori e definitivi.

Non ammettono distinguo di sorta.

Nel caso in questione, poi, si sono addirittura scatenati.

Qualche esempio.

I vescovi italiani: togliere l'idratazione e l'alimentazione ad Eluana è eutanasia.

La Sir, l'agenzia della conferenza episcopale italiana: il viaggio della morte è cominciato. Togliere la vita ad una persona totalmente indifesa è una barbarie.

L'Avvenire, il quotidiano dei vescovi chiama addirittura alla mobilitazione: l'Italia non starà alla finestra ad attendere la fine di Eluana Englaro, ma rifiuterà un'agonia insopportabile, perché sa commuoversi, capire, battersi.

Il cardinale messicano
Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari, carica equivalente a ministro della Salute della Santa Sede: interrompere alimentazione ed idratazione equivarrebbe ad un abominevole assassinio e la Chiesa lo griderà sempre ad alta voce. Fermate quella mano assassina!

L'arcivescovo di Udine, monsignor Pietro Brollo: è una vera e propria eutanasia, quella che sarà applicata ad Eluana Englaro.

Dionigi Tettamanzi, cardinale e arcivescovo di Milano: vorrei che il clamore attorno ad Eluana cessasse e si aprisse lo spazio della preghiera e della riflessione. E' necessario anzitutto un rispetto sincero per le persone coinvolte ma occorre anche ricordare che, al di là e al di sopra della legge positiva degli uomini, sta la legge che Dio ha indelebilmente stampato nel cuore di ogni uomo e donna: legge che sola può assicurare l'ordinata e pacifica convivenza sociale.

Queste prese di posizione rappresentano naturalmente il punto di vista 'alto' del mondo cattolico.

Sotto questo livello si agita scomposto un mondo di associazioni e di singoli pronti a tutto, anche alla violenza e alla prevaricazione, pur di imporre il loro punto di vista.


Due osservazioni.

*)
Ho visto recentemente il film Blood diamond: una pellicola istruttiva che apre uno squarcio drammatico sulle condizioni di vita di molte popolazioni africane.

Si parla dell'Africa ma è un discorso che si attaglia a tante situazioni dell'Asia e dell'America Latina, quanto meno.

Il mondo degli uomini, che lo si riconosca o no, è fatto di massacri, di violazioni, di aggressività, di violenza, di prevaricazioni, di autentici macelli, di un orrore immenso, infinito e insopportabile.

Una Chiesa che si rispetti dovrebbe ogni giorno, ogni ora, ogni momento gridare ai quattro venti la propria indignazione, il totale rifiuto di tanta barbarie.

Dovrebbe agire concretamente per estirpare dal cuore dell'umanità una simile inaccettabile macchia.

A quanto mi risulta, a parte qualche intervento sporadico, la cosa è affrontata e vissuta in modo molto soft.

La barbarie è costituita dal caso Eluana.

L'assassino è il padre, Beppino Englaro.


Non so se ci sia, in questa contingenza, più ipocrisia o più malafede.


*)

Il cardinal Tettamanzi, che in tante circostanze si è messo in luce per le sue prese di posizione assennate ed equilibrate, afferma che, al di sopra delle leggi umane, c'è la legge di Dio che deve prevalere sulle prime: legge, dice, che sola può assicurare l'ordinata e pacifica convivenza sociale.

Se accettiamo questo punto di vista dobbiamo eliminare tutte le costituzioni e i documenti, elaborati dal '700 in poi, che sono alla base degli Stati moderni.

Se il cardinale fosse coerente fino in fondo dovrebbe chiedere che si vada alla costituzione di uno stato teocratico.

Dovremmo riconoscere che l'unica forma di Repubblica accettabile esistente al mondo è quella iraniana.

E poi: qual è la legge di Dio?

Quella del Corano?

Quella del Vecchio Testamento?

Quella del Nuovo?

Anche volendo restare al Nuovo Testamento: è quella dei cattolici o quella dei riformati, quella degli anglicani o quella degli ortodossi?

Chi è l'interprete ufficiale? Quello vero.


Come si vede non è facile uscirne.

Con buona pace del cardinale e di tutta la burocrazia ecclesiastica bisogna dire che le leggi le fanno gli uomini, tutti gli uomini, credenti e no.

(Anche le cosiddette leggi divine sono, in realtà, delle leggi umane.)

E che non esiste, rispetto a queste leggi, alcuna alternativa.


# Il Presidente della Repubblica.

Di Pietro è stato messo sotto accusa per aver offeso la dignità del Capo dello Stato.

Non so che cosa, esattamente, abbia detto e quindi non sono in grado di giudicare.

Conoscendolo un po' credo sia incorso in qualche intemperanza verbale ma non penso, assolutamente, abbia voluto in qualche modo infangare il Presidente della Repubblica.

E poi: possibile che nessuno possa in nessun modo eccepire sui comportamenti del Capo dello Stato?

Credo che in una democrazia non possano esistere persone o personaggi al disopra di ogni possibile critica.

A proposito di questa dolorosa vicenda di Eluana mi pare che avrebbe potuto dire e fare molto di più delle ultime affermazioni circa la necessità di promulgare una legge sul testamento biologico.

Nel luglio dello scorso anno c'è stata una sentenza della Corte di Appello di Milano.

Nell'autunno 2008 c'è stata la sentenza definitiva della Cassazione.

Per tutto lo scorso anno è stata condotta una campagna massiccia, continuata e altamente aggressiva contro la famiglia Englaro e contro la Magistratura.

In tutto questo tempo non ho sentito una sola volta il Presidente levare la sua voce in difesa di una famiglia italiana ingiustamente angariata o in difesa della Magistratura di cui è, a tutti gli effetti, il Capo supremo.

Non si può dire che avrebbe dovuto far sentire la sua voce?

E' offesa al Capo dello Stato anche questa?

Non era un suo preciso dovere istituzionale?

Non lo si deve ricordare?


# I laici.

A parte l'affermazione di Veronesi e le parole sensate pronunciate dal sindaco di Udine Honsell, non si può dire che abbiano brillato per chiarezza, lucidità e particolare intraprendenza.

Non voglio dire che non ci siano state prese di posizione qualificate e importanti del mondo laico sulla questione Eluana: so che in molti si sono espressi, anche con decisione e senza incertezze.

Voglio solo constatare che le affermazioni del mondo laico non solo non sono riuscite ad imporsi su quelle del mondo cattolico ma non sono nemmeno riuscite ad affiorare dal mare magnum delle dichiarazioni.

Eppure esistono importanti organi di stampa e altri mass media di netta ispirazione laica. Almeno così ci avevano assicurato.

Evidentemente non è così.

Evidentemente quella è solo una posizione di facciata che nei momenti topici si rivela per quella che è: una posizione di comodo e, in ogni caso, fortemente subalterna.

Bisogna realisticamente riconoscere che i laici non solo non hanno alcuna egemonia nella società italiana, ma riescono appena a respirare, a far sapere che sono vivi.

E' impietoso dirselo, ma bisogna riconoscerlo.


# I media.

Nell'occasione hanno dato il peggio di sé.

L'hanno fatto non solo quelli dichiaratamente schierati da una certa parte, ma quasi tutti: anche quelli più sensibili, anche quelli più avveduti, anche quelli da cui ci si sarebbe aspettato una maggiore discrezione e una ben altra impostazione.

Devo dire che, a proposito di questo caso tanto doloroso e complicato, le parole 'sciacalli, iene, avvoltoi' che spesso sono collegate agli operatori dei media, non sono del tutto fuori posto.

Il padre di Eluana più volte ha chiesto il silenzio stampa sulla vicenda: nessuno, sottolineo nessuno, l'ha mai rispettato.

Anzi!

Tutti hanno trattato questo dramma come se si fosse trattato del grande fratello o dell'isola dei famosi.

Senza decenza né pudore, senza rispetto né umanità.


# I Politici.

Sarebbe meglio non parlarne.

Nella ignobile canea scatenata dalla Chiesa, alcuni non hanno saputo parlare, altri hanno preferito non far conoscere la loro opinione, molti - che dovevano dire - se ne sono astenuti, come Pilato.

Con il risultato che si sono imposte le voci di coloro che, per chiari motivi elettorali, hanno scelto di amplificare il punto di vista della Chiesa, qualunque esso sia, qualunque sia l'argomento trattato.

In mezzo all'urlio insensato spicca il silenzio di
Berlusconi.

Che, naturalmente, è tenuto a rispettare le variegate opinioni dei tanti fruitori dei suoi media.

Chi si è distinto nel sostenere le posizioni ecclesiastiche aggiungendovi anche del suo è, naturalmente,
Gasparri che ha dichiarato, tra l'altro: è iniziato l'omicidio di Eluana, che rischia di avvenire impunemente e senza turbare convenzioni ed erogazioni di pubblico denaro.

Ancora più deciso e truce è stato
Volonté dell'Udc: 'Eluana non può essere assassinata, nemmeno col consenso dei Magistrati di Milano e Roma. L'eutanasia non è né potrà essere introdotta in Italia con inique e surrettizie manovre di taluni giudici radicali.

Mi aspettavo che il Pd, i molti esponenti laici del Pd facessero sentire forte e chiara la loro voce e offrissero al signor Beppino Englaro un sostegno forte ed inequivocabile.

Registro per tutti questa dichiarazione di
Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato: chiedo ai colleghi della maggioranza che hanno usato espressioni sinceramente fuori luogo, silenzio e rispetto di fronte a un dolore immenso.

Mi pare un po' poco.

Limpida e netta si presenta invece la posizione dell'Idv che con il capogruppo alla Camera
Massimo Donadi afferma: noi dell'Italia dei valori crediamo che le sentenze vadano rispettate e così la scelta di chi da 17 anni vuole porre fine a un evidente accanimento terapeutico.

Dignitosa e riservata mi è sembrata, nell'occasione, anche l'affermazione dell'ex democristiano
Gianfranco Rotondi, ministro all'attuazione del programma: la vita non appartiene alla nostra disponibilità, ma di fronte a questo dramma penso che oramai ci sia solo da tacere e pregare.

Infine voglio ricordare la presa di posizione del Presidente della Camera
Gianfranco Fini.

Chi mi legge sa che non sono mai stato particolarmente tenero e ben disposto verso di lui.
Ma devo riconoscere che, in questa circostanza, ha dimostrato senso dello Stato, oltre che umanità e sensibilità.

Ha dichiarato: invidio chi ha certezze sul caso Englaro.
Personalmente ho solo dubbi, uno su tutti: dov'è il confine tra un essere vivente e un vegetale?
Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta.
E avverto il dovere di rispettarla.

Per
la Lega non ho sentito molte voci in proposito: l'episodio più eclatante riguarda un consigliere comunale leghista di Lecco che, per impedire lo spostamento di Eluana ad Udine, si è sdraiato sul cofano dell'ambulanza.
La Lega che esprime spesso posizioni di poco rispetto verso gli esseri umani in carne ed ossa bisognosi di aiuto e di assistenza; che vorrebbe costringere i medici a denunciare i clandestini che si vanno a curare da loro; che dichiara con il ministro dell'interno Maroni che verso i clandestini non basta applicare le leggi ma che bisogna essere cattivi, ebbene questo partito politico è disposto a commettere atti illegali pur di far sopravvivere Eluana in completo stato vegetativo da 17 anni.

Non ci siamo proprio.


# Beppino Englaro.

Trattato dai cattolici come un volgare assassino solo perché intende far valere la volontà della figlia e difenderne la dignità e perché vuole che si rispettino le sentenze della magistratura.

Io penso che il suo comportamento, in tutti questi anni, abbia avuto qualcosa di eroico.

Francamente non saprei se io ne sarei stato capace.

Al di là dell'amore e dell'attaccamento per la propria figlia ha dimostrato una fiducia nel nostro Stato di diritto che ha dell'eccezionale.

Una fiducia che, anche se alla fine ha trionfato - a meno di altri impensabili colpi di coda, da non escludere - non è certo stata degnamente ripagata.

Per quanto mi riguarda non posso che esprimergli tutta la mia solidarietà unita ad un grazie sincero e commosso.


# Noi.

Abbiamo imparato molto da questa vicenda.

Soprattutto abbiamo visto che ciò che davamo per acquisito è invece continuamente rimesso in discussione.

Abbiamo anche capito che, tante volte, non basta essere dalla parte della legge, non basta avere la legge dalla propria parte: bisogna anche lottare al limite della proprie forze per imporre rispetto e dignità.

Adesso aspettiamo la legge sul testamento biologico.

Le premesse legate al caso di Eluana Englaro non sono entusiasmanti.

A detta di qualcuno si sta preparando una legge che, escludendo l'accanimento terapeutico, imporrà l'alimentazione artificiale a tutti, volenti o no.

Ci si appresta dunque a togliere alla persona il diritto inalienabile di disporre dei propri ultimi istanti: che non vuol dire libertà di suicidio o apertura all'eutanasia.

Vuol dire libertà di mettere fine ad un dolore certo, insopportabile, ineliminabile e senza prospettive.

Di troncare una situazione patologica che non ha più alcuna possibilità di miglioramento, il cui sbocco è sicuramente la morte.

Bisognerà muoversi ancora una volta per riaffermare la laicità dello Stato.

Per far valere i principi fondamentali della nostra Costituzione.

Per opporsi a chi pretende di imporre alle leggi degli uomini il proprio 'divino' punto di vista.

Ritengo una fortuna, anche in questo caso, il fatto che apparteniamo all'Unione Europea che con la Convenzione di Oviedo e con vari altri atti legislativi si è già pronunciata nel senso del rispetto della dignità e dell'autodeterminazione delle persone.

Il governo italiano con Berlusconi e con il ministro Brunetta si sono dimostrati particolarmente solleciti nel recepire le normative europee quando si è trattato di innalzare l'età pensionistica delle donne a 65 anni.

Mi auguro si dimostrino altrettanto solerti nell'accogliere le indicazioni che vengono dall'Europa in materia di autodeterminazione della persona.

Che sappiano resistere alle prevaricazioni ecclesiastiche con la stessa tranquilla decisione con cui hanno detto no alle donne.

(Anche se la faccenda Europa 7 - Rete 4 autorizza più di un dubbio)













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