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facciamo finta di

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23 dicembre 2010


'facciamo finta di' (con auguri)




Ho comprato degli oggettini, molto graziosi e ben fatti, costavano relativamente poco, qualche decina di euro in tutto.

A casa mi sono chiesto: com'è possibile che costino così poco?

Anche solo mettendo in conto la mano d'opera e i materiali, dovrebbero costare molto di più.

Ho guardato meglio:
made in China.

E' stato tutto chiaro.


Il nostro reddito si è contratto, ma
i cinesi ci aiutano a mantenere gli stessi rituali di un tempo.

La Cina da una parte, attirando sul suo territorio tutte le fabbriche del mondo, ha determinato il nostro impoverimento; dall'altra riesce a mantenere in vita tutti i nuovi poveri delle aree sviluppate.

Come può o riesce a far questo?

Ecco, qui entra in gioco la nostra capacità di fingere.


Se togliamo dagli oggetti che acquistiamo per pochi euro, tutti i costi fissi che necessariamente contengono ( materia prima, transazioni commerciali, trasporti transoceanici... ) quanto rimane per gli stipendi degli operai?

Quasi niente.

La realtà nuda e cruda è questa: la nostra sopravvivenza dipende dalla semi schiavitù di un intero continente.


Naturalmente la
Cina non fabbrica solo oggettini buoni per fare i regali, ma produce di tutto: dagli apparecchi elettronici ai vestiti, dai preparati alimentari alle scarpe.

Riusciamo ancora vestirci grazie alla Cina, riusciamo a mangiar la pizza grazie alla Cina …


Grazie alle
centinaia di milioni di schiavi che conducono un'esistenza d'inferno pur di sopravvivere, pur di procurarsi la scodella di riso che li farà arrivare al giorno dopo (e non solo in Cina ma anche in India, tanto per fare solo due nomi).

D'altra parte quella di
'far finta di' sembra essere una caratteristica essenziale della natura umana.

Mangiamo con soddisfazione delle belle
fette di prosciutto facendo finta che si tratti di foglie di una qualche pianta esotica, facendo finta di non sapere che si tratta di carne viva e senziente strappata a dei mammiferi che sono molto vicini a noi nella scala genetica.

Così come svuotiamo gioiosamente le graziose
scatolette di tonno facendo finta che si tratti di funghi o di un qualche altro appetitoso tubero.

Facciamo finta che quella scatoletta non rappresenti, invece, uno dei tanti tasselli che stanno portando all'eliminazione di ogni forma di vita presente negli oceani.

Naturalmente il nostro
'far finta di' non si ferma a questi aspetti, che sono importanti e fondamentali ma non sono tutto.

Si allarga alla sfera morale: per cui, ad esempio, facciamo finta che gli omicidi che vengono commessi ogni giorno per le strade siano il frutto del fato o del caso, non, invece, in massima parte, il risultato di un'incuria assassina che andrebbe in ben altro modo sanzionata.

Arriva ad occupare tutto l'ambito della politica: e infatti facciamo finta che la Gelmini sia un ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, non, invece, una poveretta messa lì per meriti che nulla hanno a che vedere con il mondo della cultura.

Tocca perfino i nostri sentimenti, l'interiorità più profonda e nascosta: tanto è vero che facciamo finta di essere felici e realizzati e di sentirci bene, pur vivendo situazioni e contingenze che avrebbero fatto deprimere perfino un Francesco di Assisi.

Tutto sommato e a pensarci bene forse questa nostra caratteristica non è poi così negativa, nelle circostanze attuali può essere ritenuta addirittura un viatico di sopravvivenza.


Se non 'facessimo finta di', non riusciremmo probabilmente a sopportare tutto ciò che incontriamo sul nostro cammino esistenziale.

Rischieremmo di andare fuori di testa, come singoli e come specie, con conseguenze inimmaginabili: che potrebbero anche essere catastrofiche.

Anche se non è detto che 'facendo finta di' le possiamo sicuramente evitare.


Nel dubbio, senza 'far finta di', facciamoci tutti un bell'augurio per l'anno nuovo: ne abbiamo proprio bisogno.





























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