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fame e ... bocche

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(28/04/2008)

FAME NEL MONDO

Lo spettro ritorna.

Non si capisce da che cosa sia determinata questa emergenza.

Sta di fatto che fino a qualche anno fa, si diceva che c'era un eccesso di cereali.

Si lamentava che grandi quantità erano lasciate marcire.

Perché ha ripreso corpo l'antica minaccia?

Le ipotesi.

+. La speculazione delle grandi multinazionali.

+. Il piano, delle stesse, di imporre al mondo i famigerati OGM.

+. Desertificazione e cambiamenti climatici.

+. Le coltivazioni destinate ai bio carburanti.

+. L'accaparramento attuato dai paesi più ricchi.

... ... ...

Quasi nessuno parla di emergenza demografica.

Perché l'informazione è in gran parte controllata da quelle centrali mondiali della ricchezza che con l'aumento illimitato della popolazione realizzano i loro immensi guadagni.

Ora, se è vero che i motivi sopra enunciati colgono tutti almeno in parte nel segno, è altrettanto vero che l'esplosione demografica tuttora in corso è una delle cause principali dei dissesti antropologici che ci angustiano.

Non si tratta solo di fame.

Sono tornate anche le grandi epidemie, come l'AIDS.

E non è detto che prima o poi non se ne manifestino altre ancora peggiori.

Furoreggiano i tumori, che sono sempre esistiti ma che sono anche legati al nostro tipo di società.

E i dissesti ambientali?

Non sono forse determinati dalla presenza sulla Terra di una massa enorme di umani?

Non sono mai stato iscritto alla categoria dei catastrofisti.

I disastri possono anche materializzarsi da un momento all'altro per fattori del tutto indipendenti dalla presenza umana.

I cambiamenti anche traumatici delle condizioni di vita e di abitabilità, nel nostro Pianeta, si sono sempre realizzati.

Anche quando la nostra specie era di là da venire.

Dico solo che nessuno ha imposto all'umanità l'obbligo di moltiplicarsi all'infinito.

Fino ad occupare ogni interstizio ambientale.

Fino a distruggere ogni altra forma di vita animale.

Fino a ridurre la vita vegetale ai minimi termini.

Non è solo una questione alimentare.

Nemmeno si tratta solo di igiene o di salute.

Vorrei anzi affermare che, propriamente, non è nemmeno soltanto una questione ambientale.

E' anche una questione psicologica.

Individuale e di massa.

Che spiega come mai nei grandi agglomerati urbani l'esplosione della violenza e dell'aggressività raggiunga livelli esponenziali.

Che chiarisce anche come, quando i popoli superano certi limiti demografici, diventano più aggressivi, minacciano la guerra ai loro vicini.

Gli uomini hanno bisogno di altri uomini ma, spesso, hanno anche bisogno di starsene da soli, di battere strade deserte, di immergersi nella natura senza l'opprimente presenza dei loro simili.

Così come i popoli hanno bisogno di spazi, di territori, di aree dove poter dispiegare le loro potenzialità e da cui trarre sostentamento e benessere.

Certo, l'eccesso di popolazione non spiega tutto.

Le cause degli accadimenti sono sempre molteplici.

In ogni caso quello demografico è un fattore da non trascurare.

Anche se l'informazione 'pilotata' non lo mette all'ordine del giorno.

Anche se le Chiese non sembrano averne la minima consapevolezza.

Dalla storia della Terra sembra emergere con chiarezza almeno un insegnamento.

Quando una specie supera certi indici riproduttivi, si espone ad una dura e generalizzata reazione della vita e dello stesso pianeta.

Scattano dei meccanismi per cui quell'eccesso viene in qualche modo intaccato.

A volte drasticamente ridotto.

La vicenda dei dinosauri è, a questo proposito, emblematica.

Sembravano i padroni indiscussi.

Hanno dominato la Terra per più di 150 milioni di anni.

(La specie umana, contando anche i suoi predecessori più remoti, può attribuirsi al massimo due milioni di anni di esistenza)

Nel giro di qualche centinaio di migliaio di anni sono scomparsi.

Tutti.

Gli uomini, tutti gli esseri umani, dovrebbero stringere un patto tra di loro.

Impegnarsi a garantire a tutti coloro che attualmente calcano la superficie della Terra non solo la sopravvivenza ma anche il maggior benessere possibile.

(L'unico antidoto che finora ha funzionato contro l'esplosione demografica è proprio il benessere)

Nello stesso tempo adoperarsi per ridurre progressivamente ma significativamente la 'quantità' umana presente sulla Terra.

Utopia?

Forse.

Visto che gli uomini sono solo in minima parte esseri razionali.

Non sembra, tuttavia, che ci siano molte altre alternative.

















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