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Finmeccanica, caste e ... Travaglio

2011 > popoli (Italia, Europa, Mondo)


2 dicembre 2011


Finmeccanica, caste e ... Travaglio




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Pier Francesco Guarguaglini è al vertice di Finmeccanica dal 2002.

Finmeccanica è un'azienda il cui massimo azionista è lo Stato italiano.

E' (era) una delle aziende leader dell'asfittico panorama industriale italiano.

La gestione Guarguaglini l'ha portata al collasso.


L'azienda ha perso valore nel corso degli anni arrivando ormai in prossimità dello smembramento.

Alla fine il presidente Guarguaglini è stato costretto a dimettersi.

Ma pare che se ne vada con più di 4 milioni di buonuscita.

Avete capito bene: più di 4 milioni di euro.


Un manager che ha dissanguato e distrutto la sua azienda e che nel corso degli anni ha ricevuto onorari e gratifiche da favola, alla fine ottiene pure un premio spropositato per il suo 'macello'.

Basterebbero 30 mila euro l'anno per far lavorare un giovane ricercatore!



Senza pensare al fatto, poi, che
la moglie di Guarguaglini, certa Marina Grossi, è presidente della Selex, società controllata dalla stessa Finmeccanica.


Ora io
non so chi sia arrivato prima ai vertici: se Pier Francesco Guarguaglini a quello di Finmeccanica o se la Marina Grossi a quello della Selex.

So solo che, per un minimo di decenza e opportunità, uno dei due non poteva ricoprire il suo incarico.

Ma così vanno le cose nel pubblico.


La casta politica ha partorito, per
metastasi tumorale, una miriade di altre caste che succhiano denaro pubblico quanto e più della 'madre'.

I politici nominano un tizio a capo di un'azienda: perché proprio quell'individuo?

Perché poi, in cambio, riceveranno da lui mazzette e favori a non finire.

E' un intreccio perverso che arricchisce in maniera spudorata alcune persone e impoverisce il Paese.

E' qui che deve incidere Monti.

Ripeto: non si tratta di pochi soldi, checché se ne dica.

Sbaraccare tutta la casta, far fuori tutte le caste e magari cominciare a intaccare anche quelle del malaffare, comporta un risparmio (guadagno) per lo Stato di centinaia di milioni di euro.



*)

Altro caso clamoroso già da me ricordato.

Sono
i due Pisacane: lui è Michele Pisacane, deputato campano, che guadagna 12 mila euro netti al mese.

La moglie,
Annalisa Vessella, è consigliere regionale della Campania: poco prima della caduta del governo Berlusconi è stata nominata dall'amico ministro dell'agricoltura Saverio Romano (indagato per mafia), amministratrice delegata dell'ISA (Istituto per lo Sviluppo Agroalimentare).

Per farla breve i due portano a casa
più di 30 mila euro netti al mese di danaro pubblico.

Che senso ha?

Non è un insulto a tutto il Paese?

Com'è possibile che si tollerino ancora simili andazzi?

Eppure i 'signori' in questione, con una faccia tosta che meriterebbe …, hanno dichiarato che tutta quella montagna di danaro spetta loro di diritto e che in fondo non è poi così tanto.

Capite?



*)

Sergio Marchionne è tornato a minacciare il nostro Paese: la Fiat potrebbe anche abbandonare l'Italia, portare la direzione in America e delocalizzare la produzione negli Stati low cost.

Con la sua aria da
finto impiegato di terza categoria, il signor Marchionne si porta a casa quasi 40 milioni di euro l'anno di retribuzioni.

Lui ha detto che dorme solo due ore per notte e che fuma 80 sigarette al giorno: ma a noi cosa importa?

E, in fondo, chi glielo fa fare?



Buona parte di quelle retribuzioni derivano anche dal lavoro del personale Fiat, per non parlare delle iniezioni di danaro pubblico.

Sì, perché
sia Marchionne che i giovani discendenti degli Agnelli sembrano aver dimenticato un dato di fatto inoppugnabile che è scritto nei libri contabili e nella memoria di tutti quelli che erano almeno grandicelli negli anni '60 del '900.

La Fiat è sopravvissuta a tutte le sue ricorrenti crisi, grazie ai favori e alle iniezioni di danaro ricevuti dallo Stato italiano.

Per non parlare del fatto che le sono state praticamente regalate: l'Alfa Romeo, l'Autobianchi e la Lancia.

La Fiat non è solo una fabbrica che opera in Italia ma è proprio una fabbrica italiana, la cui proprietà dovrebbe essere, in buona parte, dello Stato e del popolo italiano.

E la spropositata retribuzione di Marchionne deriva da questi 'benefattori'.

Che il tipo sia spudorato oltre ogni limite e che gli Agnelli giochino a fare gli smemorati (non a caso Collegno sta dalle loro parti) a noi dovrebbe importare poco: bisognerebbe che qualcuno, le verità, gliele dicesse (ricordasse) a muso duro.

Marchionne lavora 20 ore al giorno e si fuma 4 pacchetti di sigarette per depredarci, per metterci 'col culo per terra'?

E noi dovremmo essergli grati?


Diciamogli che se la può risparmiare
tanta delittuosa 'fatica': che dorma un po' di più e che fumi un po' di meno e che non tenti di derubare una nazione di quel bene che in fondo le appartiene.



*)

Buon lavoro, caro
Monti.

Spero che, anche tu, come quasi tutti quelli che ti hanno preceduto, non ti limiterai a guardare solo in basso, alla massa da tosare.

Mi auguro che alzerai finalmente lo sguardo e avrai il coraggio di calare il bisturi nel bubbone 'castale' che si è formato.


Vedrai che sgorgheranno da lì quei milioni di euro che vai cercando.

Se non lo farai, saremo alle solite.

Non potrai pretendere di essere amato.

Farai semplicemente quel che tutti coloro che ti hanno preceduto hanno sempre fatto.

E spianerai la strada al ritorno di Berlusconi.

Della qual cosa non ti potrò certo ringraziare.


(Leggo adesso che andrai presentare il tuo programma da Vespa, a 'Porta a Porta': libero ognuno di scegliersi le sue platee. Io non ti guarderò di certo. Non potrei guardare il 'lecchino' nazionale nemmeno se ospitasse il padreterno in persona. Oltre tutto, quella tribuna è fortemente targata Berlusconi. E' squalificata da tempo. Forse porta addirittura sfortuna.)


[ NOTA FINALE ]


Non ho condiviso l'attacco che ieri sera
Marco Travaglio, nella trasmissione di Santoro, ha mosso a Repubblica.

Non mi trovo sempre in sintonia con quel che dice Travaglio, soprattutto
non mi piace quell'aria da liceale 'primo della classe' con cui presenta i suoi temini.

Quel voler essere sempre davanti a tutti, nell'azione moralizzatrice.


Non condivido, se è per questo, nemmeno tutte le prese di posizione di Repubblica.

Ma i dati di fatto non si possono ignorare e se c'è stato in Italia un 'contropotere' che in questi anni ha fatto ogni giorno una dura opposizione contro Berlusconi e il berlusconismo, questo è senza dubbio Repubblica.

Che adesso il quotidiano, dopo il disastroso ventennio del signore delle televisioni, tiri il fiato e
speri vivamente che il signor Monti faccia di meglio, faccia qualcosa per tenere in piedi la baracca, mi sembra del tutto normale e, anzi, auspicabile.

Repubblica non ha certo le fette di salame sugli occhi e saprà vedere, valutare e prendere posizione, anche critica se necessario.

Ma perché tagliar le gambe al neo-incaricato prima ancora che si metta a correre?


Travaglio lo fa, perché deve essere il primo e l'unico, perché deve poter dire, fin da subito,
'io l'avevo detto'.

Gli piace questo ruolo? (da morire, evidentemente!).

Lasciamoglielo!

E' legittimo?

Non mi pare.
























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