ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


Frankenstein

2007-2010 > 2010 > RIFLESSIONI


08/04/2010


Frankenstein o del futuro dell'umanità



Un giorno, non so perché, ho cercato di scoprire attraverso Internet quanti tipi di carta igienica ci sono in circolazione.

Naturalmente è venuto fuori di tutto.


Dalla carta al
water closet il passo è stato breve.

A questo punto mi si è aperto un mondo assolutamente nuovo e del tutto sconosciuto rispetto al quale i giapponesi sono davanti a tutti.

In
Giappone sono prodotti dei WC che sono delle vere e proprie centrali elettroniche computerizzate: che profumano l'ambiente, confondono i rumori, lavano accuratamente, detergono minuziosamente, asciugano perfettamente …

Una meraviglia della creatività e della tecnica.


La mia curiosità è stata tuttavia attratta da un'altra considerazione.

Gli scienziati giapponesi si sono posti il problema di come evitare tutto quel florilegio di tecnologia, di come, quindi, ridurre le ingenti spese collegate all'acquisto di quelle apparecchiature.

Bisognerebbe fare in modo, hanno pensato, che gli esseri umani evacuino come altri esseri viventi che non hanno bisogno di alcun accorgimento concomitante o successivo all'atto: come il gatto, per esempio, o come le pecore o le
capre.

Per arrivare a questo non è sufficiente un atto di volontà, come tutti possono capire né, di per sé, basta cambiare il tipo di alimentazione.

Occorrerebbe -
ecco l'originalità, l'inventiva, lo scatto creativo, la lampadina che si accende!!!!! - una modificazione genetica: bisognerebbe cioè individuare esattamente i geni responsabili di quel particolare comportamento (cosa ormai alla portata degli studi in atto) e 'rimodellarli' ricorrendo ai corrispondenti geni delle capre.

A quel punto il gioco sarebbe fatto.


Non avremmo più bisogno né di
carta né di bidet (di cui nel centro - nord Europa fanno già a meno); non dovremmo affrontare i fastidiosi problemi legati ai rumori e agli odori; non avremmo più nemmeno uno stretto bisogno di un locale dedicato a simili funzioni.

Sarebbe
una rivoluzione, non solo in rapporto all'igiene personale, ma anche al mondo delle costruzioni, alle abitazioni e agli stessi rapporti umani.



Queste considerazioni potranno anche sembrare leggere e sciocche, risibili e addirittura sconvenienti agli occhi e alle orecchie di qualcuno.


Per quanto mi riguarda hanno spalancato la mia mente su altre riflessioni, che a queste sono indissolubilmente collegate e che aprono scenari a dir poco inquietanti.

Evacuare come le capre, va bene: ma perché ci dobbiamo accontentare della vista di cui siamo dotati?

Perché non ricorrere ad una bella manipolazione genetica che ci dia la
vista di un'aquila?

Saremmo anche certamente migliori e più efficienti se possedessimo
l'udito di un felino.

E che dire del
fiuto di un segugio?

Della
forza di una tigre?

Della
determinazione cieca di un coccodrillo?

E tutto questo per restare a delle facoltà tutto sommato normali perché, volendo, si potrebbe anche strafare.

Pensiamo per esempio ai
sonar di cui sono dotati i cetacei o ai sistemi di eco localizzazione degli ultrasuoni tipici dei pipistrelli.



Alla fine di tutte queste mutazioni avremmo un essere umano totalmente diverso dagli attuali.

Più efficiente?

Forse.

Più felice?

Nessuno può dirlo.


O avremmo
una sorta di 'mostro' incapace di governare se stesso, proteso verso modificazioni ancora più sofisticate, sostanzialmente insoddisfatto del suo stato e perennemente sospeso su un instabile equilibrio che minaccia di franare da un momento all'altro?


In realtà noi
siamo degli individui estremamente complessi in cui le interconnessioni tra gli aspetti biologici, chimici e psicologici che ci compongono sono talmente intricate e profonde da non poter essere preventivamente conosciute e valutate in tutti i loro risvolti.


Quando si va a toccare (migliorare?) un elemento non è detto che si agisca soltanto in quell'ambito: probabilmente si va anche, contemporaneamente, a modificare qualche altro aspetto che potrebbe portare a delle spiacevoli conseguenze.


Quindi: non si può affermare che la scienza è neutra.


Né si può dire che delle questioni scientifiche si devono occupare solo gli scienziati.

(La figura dello
scienziato pazzo è un vero e proprio topos delle letterature mondiali e della cinematografia ma anche, purtroppo, una realtà di determinate esperienze storiche)


Tutti dobbiamo poter dire la nostra, dobbiamo far sapere alla scienza se questi esseri modificati ci piacciono o no.


Se siamo disposti a gettare le premesse perché i nostri discendenti siano tutti dei 'superuomini'.


Una società di 'super' sarà anche migliore della nostra ma io non voglio essere Victor Frankenstein.























il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu