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GENNAIO

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SABATO 30 GENNAIO 2010


lo rifarei!



E' in corso a Londra un'audizione parlamentare di Tony Blair.


Il Parlamento inglese, sollecitato dall'opinione pubblica e in particolare dalle famiglie dei soldati morti, ha costituito una Commissione di inchiesta per appurare se la guerra in Iraq sia stata dichiarata e condotta dall'Inghilterra soltanto per compiacere G.W.Bush o per l'esistenza di una minaccia reale.

Il Qeen Elisabeth Centre, dove si svolge l'audizione è presidiato, appunto, dai
famigliari dei soldati che ritengono Tony Blair responsabile della morte dei loro cari e innalzano cartelli del tipo 'Criminale di guerra'.

Non sopportano di Blair nemmeno l'attuale comportamento che ritengono irrispettoso, freddo, addirittura compiaciuto della sua scelta.

L'ex primo ministro inglese continua a sotenere di aver fatto la guerra a Saddam Hussein perché costituiva una minaccia in quanto possedeva armi di distruzione di massa.


Una tesi piuttosto debole visto che gli stessi americani hanno dovuto riconoscere che si trattava di una montatura e di una bugia:
Saddam Hussein non possedeva armi di distruzione di massa.

Nonostante questo Blair ha ripetuto: 'lo rifarei'.


Rigirando ancora di più il coltello nella incurabile ferita dei famigliari dei soldati caduti in guerra.

Ecco: questa faccenda del 'lo rifarei' mi ha sempre sconcertato e, per certi aspetti, spaventato.


L'ho sempre sentito dire dai politici, dai militari e spesso anche dagli ecclesiastici.

Il generale che ha dato l'ordine di compiere un inutile e terribile massacro:
'lo rifarei'.

Il politico che ha deciso una guerra immotivata:
'lo rifarei'.

Il cardinale che ha benedetto i generali assassini:
'lo rifarei'.

Per queste persone non esiste il ripensamento, la riconsiderazione degli eventi, l'eventualità che una certa decisione, pur presa magari in buona fede, sia stata di fatto sbagliata.

No.

Rifarebbero tutto.


L'hanno detto anche i gerarchi nazisti e gli autori delle stragi.

Che persone sono queste?


Per capirle non basta nemmeno
l'Inferno di Dante.

Bisogna ricorrere alla pittura: a
Otto Dix, per esempio, o agli Espessionisti tedeschi o a George Grosz.

Sono individui che andrebbero tenuti lontano da ogni responsabilità decisionale.

Sono soggetti che, regolarmente, troviamo ai vertici del potere.





MERCOLEDI' 27 GENNAIO 2010
(giorno della memoria)


le maschere e il principe



Tutti avranno visto l'entrata in campo di Materazzi alla fine di Inter-Milan: calzava una maschera di Berlusconi, una maschera di carnevale.

Lì per lì nessuno ha detto niente, tanto il gesto sembrava spontaneo e innocuo: oltre tutto la maschera non era per nulla offensiva, riproduceva semplicemente - migliorate - le fattezze del presidente del consiglio.

Dopo, un po' alla volta, si sono cominciati a levare i primi sussurri di disapprovazione, è montata la condanna, si è gridato all'offesa, si è passati alle minacce di dure sanzioni.


Il primo a cadere dalle nuvole per la piega presa dalla cosa è stato lo stesso
Materazzi che ha subito spiegato a giornali e televisioni la totale innocenza del suo gesto.

Eppure, dalle parti dell'
inciprignito giudice federale, continuavano ad arrivare rumori di minacce: tanto che il malcapitato, per evitare il peggio, è stato costretto a telefonare all'offeso' in persona per chiedere scusa.

Se l'è cavata, alla fine, con una dura, moraleggiante reprimenda.



A dir la verità sono portato a credere che tutto il caso sia stato montato dai
servitori del principe, da tutto quell'entourage che, come si sa, è più lealista del re.


La storia racconta che gli imperatori romani amavano solazzarsi agli sberleffi che venivano loro rivolti dai guitti di palazzo: salvo poi, quando se ne stancavano, far tagliare loro la testa.

Anche i
principi del Medio Evo mantenevano nelle loro corti dei pagliacci, dei comici che avevano il compito di irridere tutti i componenti della corte, compreso lo stesso signore.

Chissà:
non credo si trattasse di masochismo; forse era semplicemente una misura elementare di igiene mentale, un accorgimento che serviva al dominus per mantenere i piedi per terra e avere le giuste coordinate della realtà.


La storia si ripete sempre diversa (negli eventi) e anche sempre uguale (in certi schematismi).


Nella nostra involuzione (qualcuno parla anche di regressione) non siamo tornati al fascismo, come qualcuno paventa, ma l'abbiamo oltrepassato, siamo ripiegati fino al Medio Evo e forse siamo arrivati all'Impero romano.


Sì, perché
oggi il principe dell'amore (o il suo partito, che fa lo stesso) può dirti o farti di tutto: a man salva e come dono.

Qualunque cosa che tu dica o faccia, che non siano lodi o genuflessioni, sono manifestazioni d'odio, degne di essere sanzionate.







LUNEDI' 25 GENNAIO 2010


dove trovare i soldi per i bamboccioni?



Brunetta, nel senso del ministro, ha avuto l'idea geniale di proporre un taglio delle pensioni per dare qualcosa ai giovani.


Naturalmente, non a caso, ha guardato dalla parte sbagliata.


Se avesse indagato nel mondo della politica e nel 'circo' ad esso collegato, avrebbe trovato un'autentica miniera con cui sostenere i ragazzi nel loro inserimento nell'età adulta.



Ricordo solo qualche qualche esempio che ci aiuta a capire e ad indirizzare lo sguardo nella direzione giusta.


*)

Leggo dal Corriere della sera che le spese di Palazzo Chigi (la Presidenza del Consiglio) sono aumentate del 186%.

Con Berlusconi le spese sono andate fuori controllo: consulenze, incarichi, assunzioni, viaggi ...


Uno sperpero che sembra non arrestarsi mai.



*)

Qualche tempo fa, Brunetta, come ministro della Pubblica Amministrazione, ha denunciato lo scandalo delle consulenze: il suo ministero per il 2006 ha infatti pagato per consulenze esterne 1,323 miliardi di euro.

Naturalmente il ministro dimentica che, a suo tempo, ha lui stesso beneficiato del sistema delle consulenze.



*)

La Rai, che ha il doppio del personale di Mediaset, affida molti suoi programmi ad organizzazioni esterne che, naturalmente, deve pagare a parte e profumatamente.

Vedi per esempio 'Porta a porta', 'Che tempo che fa', 'La prova del cuoco' ...

La Rai, cioé, stipendia stuoli di programmisti e poi i programmi se li fa preparare da organizzazioni esterne all'azienda, sborsando un sacco di altri soldi.



*)

A livello nazionale, ma anche a livello regionale e locale in genere, ci sono persone che siedono nei consigli di amministrazione, che occupano presidenze o segreterie e che alla fine del mese portano a casa 2 o 3 o 4 e forse più onorari di migliaia di euro ciascuno.


Tutto denaro che viene dalle strutture pubbliche.

Di qualcuno si dice che 'ha più sedie che culi'.



*)

Per finire voglio citare un ultimo caso che, secondo me, è segno della poca considerazione che, in alto, si ha del danaro pubblico.

In questi giorni
Bertolaso è volato a Haiti con una nutrita delegazione per ... non si è capito bene a che cosa fare.

Visto che c'era si è portato dietro anche una troupe televisiva e da Port au Prince ha rilasciato un'intervista a
Lucia Annunziata.

Nel corso dell'intervista ha aspramente criticato l'operato dei militari americani e delle organizzazioni internazionali che fanno capo all'ONU.

Gli americani non l'hanno presa bene e il nostro ministro degli esteri,
Frattini, è stato costretto a sconfessare Bertolaso.

Hillary Clinton, a propossito di quelle affermazioni, ha parlato di 'chiacchiere da bar'.

Lo stesso Bertolaso è stato indotto a far marcia indietro (non gli sarà stato difficile, vista la lunga frequentazione di Berlusconi) e a dire che, in realtà, si riferiva alle organizzazioni internazionali: bersaglio di comodo, come si sa, che tutti possono colpire a man salva.


E' stato speso un bel po' di danaro pubblico per creare un caso diplomatico che poteva essere evitato e per produrre un'intervista che non ha aggiunto assolutamente nulla a quanto già si sapeva.




Ho fatto solo qualche esempio, per aprire uno squarcio, per far intravedere di quali proporzioni sia lo sperpero di danaro pubblico perpetrato a tutti i livelli.

Se mettiamo insieme tutta la ricchezza che la macchina dello Stato divora per soddisfare i propri insaziabili appetiti, arriviamo a delle cifre astronomiche: con le quali si potrebbe potenziare la ricerca, dare delle prospettive ai giovani, migliorare il sistema della salute pubblica e mettere in sicurezza il nostro disastrato Paese.


Altro che togliere qualche euro ai pensionati!

Altro che mettere i figli contro i genitori!



Brunetta, attualmente ha due problemi.

+)

Farsi pubblicità per riuscire finalmente, dopo la precedente 'trombatura', a diventare sindaco di Venezia.


+)

Indirizzare le giuste ire dei giovani verso un falso obiettivo e quindi distoglierli da quello che sarebbe il vero bersaglio da colpire e da abbattere.


Mettendo dei poveri cristi sulla graticola, in modo da continuare - lui e la sua conbriccola - nel solito vorace tran tran.


Lo capiranno i giovani?

Decideranno mai di fare qualcosa nella direzione giusta?

Senza farsi ingannare dagli specchietti per le allodole disseminati qua e là dagli specialisti di professione?

Me lo auguro di cuore.


Soprattutto lo auguro ai giovani, che ne avrebbero davvero bisogno.





DOMENICA 24 GENNAIO 2010


brunetteide



Non mi voglio naturalmente dilungare sulle imprese del ministro Brunetta: in buona parte sono note a tutti, visto il rumore che lo stesso organizza attorno ad ogni sua iniziativa.

Anche la più strampalata.


Né mi va di soffermarmi sulle sue caratteristiche fisiche, anche queste arcinote e super sfruttate.

Il fisico delle persone è quello che è, per natura: punto e basta.


In ogni caso in Internet si trova di tutto, anche a proposito di Brunetta.

Valga per tutti il link sottostante.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Che-furbetto-quel-Brunetta/2049037&ref=hpsp


Voglio soltanto considerare l'ultima sparata in ordine di tempo: mandare fuori di casa i ragazzi al compimento del 18° anno di età; aiutarli con un contributo pubblico che dovrebbe essere reperito togliendo degli euro ogni mese a chi va in pensione di anzianità al compimento dei 55 anni di età.

A questo proposito vorrei fare 2 semplici osservazioni.


*)

Brunetta stesso ha affermato di essere restato in casa sua fin oltre i 30 anni. Di esserci rimasto, tra l'altro, come un perfetto parassita, cioé come tipo che non sapeva nemmeno rifarsi il proprio letto.

Da che pulpito, verrebbe da dire ...

Con che faccia ...


Ma si sa: ormai siamo governati da gente che la faccia non sa più che cosa sia.

Anzi! E' gente che, quanto meno ha faccia (sostanza, titoli ...), tanto più pretende di dettar legge e indicare la strada.

Viviamo in un periodo in cui l'improntitudine è diventata una virtù.




*)

Brunetta ha vissuto una vita di stipendi e prebende pubbliche; diciamo che lo Stato e la politica l'hanno fatto ricco, da povero che era.

Dei bei soldi Brunetta li ha pure guadagnati con quelle famose consulenze che adesso tanto vitupera.


Brunetta e gli altri politici (e le migliaia di persone agganciate al carrozzone della politica), grazie al denaro di tutti noi, fanno una vita da nababbi.

C'è mai una volta che questi signori pensino a restituire almeno una parte di quanto hanno avuto in eccesso?

Diamo un contributo ai giovani disoccupati: benissimo, come non essere d'accordo?

Perché, però, prendere i soldi a quei pensionati che già faticano, per conto loro, ad arrivare alla fine del mese?

Perché Brunetta non pensa a decurtare i suoi introiti, quelli dei suoi colleghi, quelli delle migliaia di persone che vivono di appannaggi pubblici ingiustificati ed esagerati?



Brunetta è figlio di un venditore ambulante di Venezia: come figlio del popolo dovrebbe avere tutta la mia simpatia.

Ma ci sono figli del popolo, anche questo è noto, che una volta che arrivano a mettersi un berretto con visiera e a elevarsi di qualche centimetro al di sopra dei loro simili, diventano dei cani da guardia, dei segugi feroci, più crudeli di quelli stessi che provengono dai ceti più abbienti.

Ebbene, queste sono le persone che disprezzo di più.



Come Veneto mi auguro che Brunetta non diventi sindaco di Venezia (dove, per inciso, è già stato trombato nelle elezioni del 2000).

Come italiano mi auguro che diventi sindaco di Venezia e sparisca per un po' dalla scena nazionale.


P.S.


Quando ero piccolo, negli anni 50, nella fattoria antistante le nostre proprietà, abitava una vecchietta, molto piccola e curvata quasi fino a terra per una grave forma di artrosi.

Lavorava da mattina a sera nei campi, aveva le mani callose e nessuno della sua casa si soffermava mai a parlare con lei.

Le poche volte che l'ho incontrata ricordo che mi accarezzava con le sue mani ruvide e mi diceva cose dolci e affettuose, proprio quelle che un bambino ama sentirsi dire e che non sempre ascolta neppure dai famigliari.

Quella donnina, così sgraziata nel fisico ma così nobile e amorevole nell'animo, si chiamava Brunetta (di nome, naturalmente, da Bruna).

Per me Brunetta rimane quella affabile signora della mia infanzia e faccio di tutto perché l'attuale, presuntuoso e supponente Brunetta non me ne corrompa il ricordo.

Non sovrapponga a quella immagine genuina e autentica, la sua di burino volgarmente rifatto.






GIOVEDI' 21 GENNAIO 2010


De André e la giustizia di B.



'Ascolta

una volta un giudice come me

giudicò chi gli aveva dettato la legge:

prima cambiarono il giudice

e subito dopo

la legge.



Oggi, un giudice come me,

lo chiede al potere se può giudicare.

Tu sei il potere.

Vuoi essere giudicato?

Vuoi essere assolto o condannato?


( 'Storia di un impiegato': Fabrizio De André, 1973.

'Sogno numero due': testo di Fabrizio De André e di Roberto Dané )








DOMENICA 17 GENNAIO 2010


stanchi di Facebook?



Ogni tanto leggo su Facebook frasi di insofferenza nei confronti di Facebook, scritte da abituali frequentatori di Facebook.


'basta con Facebook!'

'mi cancello da Facebook!'

'non ne posso più di Facebook!'



E così via.

Come mai?

Facebook è attualmente il più importante e il più usato social network.

Su Facebook e con Facebook si possono fare tante cose.


Incontrare amici ma anche perdere tempo.

Scambiarsi opinioni ma anche cazzeggiare senza costrutto.

Mandarsi segnali ma anche mettere in atto depistaggi.

Organizzare incontri e dare 'buche'.


Insomma tutto quello che si potrebbe fare per telefono, per mail, per posta tradizionale, lo si può fare con Facebook: in modo molto più veloce e sicuro.

L'importante è saperlo usare: con intelligenza, sobrietà e ironia.


Può anche essere bello contemplare per ore il proprio ombelico: ma alla fine ci si stanca e si rischia di annoiarsi.

E' certamente interessante e a volte entusiasmante parlare di sé, mettere l'amplificatore ai propri borborigmi, spremere in diretta la propria bile e tutti gli umori: ma poi non ce n'è più e si rischia di restare intossicati dai propri veleni, di restare irretiti nelle proprie tele.


Facebook è uno stumento importante: tra l'altro permette ad un bel po' di gente (i suoi ideatori e proprietari, in primis) di fare un sacco di soldi.

Tutto sta nel non farsi intossicare, non scambiare Facebook per la vita reale, non arrivare a convincersi che Facebook è l'unico palcoscenico su cui si snoda tutta la nostra esistenza.

Se così fosse saremmo finiti mani e piedi legati dentro un reality.


Trasmissioni televisive che fanno ormai parte dell'esistenza di molte persone.

Che si chiamano reality ma che sono ciò che di più falso possa esistere: situazioni che stravolgono la vita quotidiana al punto da farla risultare rivoltante e del tutto insopportabile.


Forse non è Facebook, il Male.

Siamo noi che a volte, usandolo, non ci mettiamo il cervello.

Dobbiamo dominarlo, non esserne schiavi.



In questo modo, per tornare alle imprecazioni di apertura, non saremo costretti ad abbandonare il mondo di Facebook.


E'
l'acolizzato che deve eliminare dalla sua vita ogni bevanda che contenga anche una minima quantità di alcol.

Se vuole salvarsi.

Chi sa bere con moderazione e gustare con amore e sobrietà, può continuare a farlo per tutta la vita.





MERCOLEDI' 13 GENNAIO 2010

ricominciamo ...: dall'Egitto?



E' ritornato.

Esattamente come prima.

Non sono le pietre che cambiano gli uomini.

E nemmeno i souvenir.

Se mai li peggiorano.


E' tornato con una bufala, quella della riduzione delle tasse: subito ritirata e smentita.

Ha fatto tutto lui, stavolta: l'annuncio, il ridimensionamento, la smentita totale.

E' tornato soprattutto con la sua ossessione: che lui chiama giustizia ma che è più corretto definire
impunità.

D'altra parte è per questo che è entrato in politica: per non dover rispondere ai magistrati delle sue malefatte.

Finora ci è riuscito, a sottrarsi ai processi, e deve continuare a farlo.

Sa benissimo che una sola distrazione potrebbe costargli molto cara.

E allora sotto:
Camera e Senato occupate per giorni e mesi a discutere delle norme che gli devono garantire l'impunità.


Nonostante la Costituzione.

Nonostante i pronunciamenti della Suprema Corte.

Nonostante tutto e in barba a tutti.



E le fabbriche chiudono, una dopo l'altra; e la criminalità organizzata è sempre più forte e invadente; e il razzismo esplode in manifestazioni violente; e i giovani stanno a rigirarsi i pollici; e la ricerca langue; e le modernizzazioni sono ancora di là da venire; e ... e... e...


Non c'è emergenza che tenga: solo la sua è importante e vitale.


Intanto l'Egitto ha inviato una nota ufficiale al nostro governo per protestare contro il trattamento riservato agli immigrati.

Immaginate che cosa succederebbe se i Paesi arabi, stanchi delle rodomontate leghiste, ci chiudessero i rubinetti del petrolio e del gas?

Ci troveremmo da un momento all'altro con il culo per terra.


A quel punto, quanto resisterebbe l'innominabile?

Ricordate quando i leghisti urlavano: '
forza Etna'?

E noi siamo forse arrivati al punto da gridare: '
forza Egitto'?






DOMENICA 10 GENNAIO 2010

I 'negri' di Rosarno


Così li ha definiti 'Il Giornale' del partito dell'amore: con un linguaggio degno del miglior Ku Klux Klan (subito imitato da 'Libero', l'altro foglio della 'famiglia').

Rispetto a quanto accaduto
bisogna rilevare:

*) la brutalità 'disumana' della destra;

*) la sterile e retorica demagogia della sinistra (e della Chiesa);

*) la totale impotenza dello Stato che fa finta di non vedere;

*) il criminale pragmatismo delle mafie, che ci vedono benissimo e ne approfittano a piene mani.

Che dire?


+) Certe attività le svolgerebbero anche gli italiani, se fossero adeguatamente retribuite;

+) non sono adeguatamente retribuite per dar corpo agli immensi guadagni della malavita.

+) Come Nazione, non possiamo certo accogliere tutti i diseredati della Terra;

+) quelli che trovano un qualche impiego presso di noi devono poter vivere in condizioni decenti e dignitose.

+) Nei confronti di tutti quelli che arrivano bisogna sempre agire con umanità: tutti devono essere trattati come persone, sia che siano accolti sia che debbano essere respinti.


Bisogna dirlo chiaramente: comunque la si rigiri
il razzismo rappresenta una vergogna per l'umanità.


(I fatti di Rosarno mi hanno fatto pensare alla rivolta di Spartaco)
























il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

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