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Halloween e le altre feste

2007-2010 > 2010 > RIFLESSIONI


31 ottobre - 1 novembre


Halloween e le altre feste




Dal 31 ottobre al 2 novembre si celebrano alcune importanti ricorrenze.

Il periodo non è certo casuale:
è il momento del passaggio dalla bella stagione a quella più umida, pre invernale.

Per le società agricole chiudeva la stagione dei raccolti e apriva quella del riposo.

Le festività più importanti di questi giorni, nell'ordine, sono le seguenti.

*) 31 ottobre

E' il giorno della Riforma.


Alcune regioni tedesche e qualche Stato del Nord Europa la celebrano anche come ricorrenza civile, oltre che religiosa.

Lo fa perfino la Slovenia, staterello balcanico a maggioranza cattolica.

Il 31 ottobre del 1517 Martin Lutero affisse le sue Tesi sul portale della cattedrale di Wittenberg.


Non aveva intenzione di scombussolare la Chiesa: voleva solo che, almeno nell'ambito teologico, ci fosse la libertà di discutere alcuni dogmi della teologia e certe pratiche (vedi le indulgenze) che con la religiosità avevano poco a che fare.

Sappiamo tutti com'è andata a finire.

La sfida di Lutero si intrecciò con le lotte politiche e di fatto portò alla divisione della Chiesa: che tuttora permane.


*) 31 ottobre - 1 novembre


E' la notte di Halloween.


Forse non tutti sanno che Halloween è un termine contratto che deriva dall'espressione
All Hallows' Eve: vigilia di tutti i santi.

A partire dai primi secoli, la Chiesa cominciò a onorare i martiri e i santi che avevano speso la loro vita per testimoniare il cristianesimo.

La festa in onore di questi santi fu fissata al 13 maggio.


Fu poi spostata alla
prima domenica seguente la Pentecoste: e in questa data è ancora festeggiata dagli Ortodossi.

Molto prima della comparsa del cristianesimo si celebrava nel nord Europa, in particolare in Irlanda, una festività cara ai
Celti, legata alla fine dell'estate e all'inizio di un nuovo anno.

Una sorta di Capodanno chiamato
Samhain.

La ricorrenza cadeva proprio tra ottobre e novembre.


In quella occasione
le popolazioni celtiche ricordavano gli spiriti dei defunti, di cui non avevano alcuna paura, ai quali, nella notte del 31, lasciavano sulle tavole dei cibi e delle bevande in segno di buona accoglienza.

Nella stessa notte, tuttavia, si credeva che uscissero dai boschi gli spiriti delle
fate e degli elfi ritenuti cattivi e dispettosi e temuti per la loro attitudine di fare agli umani degli scherzi poco simpatici, a volte addirittura pericolosi.

Per questo, sul fare della sera tutti i focolari dovevano essere spenti: alle prime ombre della notte
i druidi passavano a riaccenderli con le loro enormi torce che avevano ravvivato ad un grande falò sacro posto sul limitare del bosco.

Alla fine del primo millennio dopo Cristo i papi spostarono la festività di Ognissanti dai primi di maggio al primo novembre: proprio con l'intento di contrastare quelle usanze 'pagane' così dure a morire.

C'è stata quindi
una sovrapposizione: di fatto è successo che un nome cristiano (Vigilia di tutti i santi) è servito per tenere in vita delle celebrazioni 'pagane' che la Chiesa voleva cancellare.

Ecco spiegato il motivo per cui
Halloween è ricordato in modo particolare nei Paesi anglosassoni, soprattutto in Canada e negli USA.

Gli elementi dell'antica ricorrenza sono rimasti tutti: il fuoco, gli scherzi, gli spiriti maligni...: ripresi, conservati e potenziati da quell'
ingranaggio consumistico che sembra resistere proprio a tutto, anche alle condanne della Chiesa.


*) 1 novembre

Festa di tutti i santi.


Come già detto sopra, fin dai primi secoli della nostra era le diverse comunità cristiane hanno ricordato e celebrato i loro martiri, i testimoni della fede morti per non rinnegare Cristo.

Nacque come ricorrenza nell'ambito delle chiese orientali; fu poi adottata dai re dei Franchi, celebrata dai monaci di Cluny e suggellata dalle bolle papali.

Con il tempo è diventata una delle più grandi festività, celebrata da tutte le chiese cristiane.

In molti Stati, compreso il nostro, è stata riconosciuta come festa civile.




*) 2 novembre

Commemorazione di tutti i fedeli defunti.


In alcune regioni del Nord Europa viene detta Festa di tutte le Anime ed è strettamente collegata a quella di Ognissanti.

Pare che a iniziarla sia stato
Odilone di Cluny: attorno all'anno mille impose ai suoi monaci di suonare le campane a morto a partire dai vespri del 1° novembre.

Decretò pure che il giorno dopo, il 2, tutte le messe fossero celebrate '
pro requie omnium defunctorum'.

I papi resero ufficiale questa festività a partire dal 14° secolo.


L'intento della Chiesa non era solo quello di ricordare i defunti ma di far pregare per le loro anime, in particolare per quelle anime che si fossero trovate in
Purgatorio: grazie alle preghiere dei vivi avrebbero potuto trasmigrare più in fretta in Paradiso.


C'è un collegamento tra tutte queste date?

Hanno tutti questi eventi qualcosa in comune?



Penso di sì, naturalmente: anche se i Celti sono stati sepolti sotto montagne di tradizioni cristiane; anche se Lutero ha, in realtà, spaccato quella Chiesa che voleva rinnovare; anche se nessuno sa più che cosa sia il Purgatorio e dove stia esattamente.

I Celti, le chiese orientali, i monaci cluniacensi, i grandi papi medievali appartengono tutti alla nostra cultura: tutti hanno contribuito a strutturare quella forma mentis e quei valori fondamentali che costituiscono il background essenziale di ogni europeo.

Del mondo occidentale, verrebbe da dire.



I Celti sono sepolti nella notte dei tempi: i loro attuali interpreti (dovrebbero essere i Bossi, i Borghezio, i Calderoli …) non li fanno certo rimpiangere.

Halloween è diventato un affare consumistico, qualcosa di sostanzialmente estraneo alle nostre tradizioni, a quelle latine almeno.

Del Purgatorio non ne parla più nemmeno la Chiesa, che forse si appresta ad abbandonarlo a se stesso, come ha già fatto con il Limbo.

Personalmente non stravedo per nessuno di questi tre elementi.


Eppure
penso che il ricordo sia importante: penso che la tradizione di celebrare i benefattori dell'umanità (i santi) e di conservare viva la presenza spirituale di chi non è più (i morti) siano degli esercizi importanti, da mantenere e da ravvivare nel tempo.

Una società che perdesse completamente l'ancoraggio a chi ha contribuito a crearla e a formarla sarebbe destinata a flottare nel vuoto senza scopi né meta.


Perché se è vero che
i morti non devono soggiogare i vivi, è anche vero che questi ultimi possono rinnovarsi e continuare nel tempo solo partendo dalle fondamenta di chi è venuto prima.

Quanto a Halloween, mi piacerebbe che diventasse una bella festa per bambini: i piccoli hanno bisogno anche di cimentarsi con le streghe e con gli orchi, per cominciare a conoscere la paura e imparare a governarla.

Gli adulti che giocano a Halloween, non me ne vogliano, spesso mi fanno pena.





















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