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il banchiere dei poveri

2007-2010 > 2010 > RIFLESSIONI


3 dicembre 2010


'il banchiere dei poveri'




Un documentario girato dal giornalista danese
Tom Heinemann e trasmesso dalla televisione norvegese, ha svelato alcune misteriose (irregolari?) attività del premio nobel per la pace 2006, il bengalese Muhammad Yunus.


Ma andiamo con ordine.



#) BANGLADESH

E' una Repubblica Popolare situata nel golfo del Bengala, confinante in quasi tutto il suo territorio con l'India.

E' uno Stato per la maggior parte
pianeggiante che occupa la parte terminale del sistema fluviale Gange-Brahmaputra.

Mediamente si colloca a circa 12 metri sul livello del mare: se l'oceano si innalzasse di un metro, il 50% dei suoi territori sarebbe inondato dalle acque.

E' un Paese che vive in gran parte di
agricoltura: un tempo esportava in tutto il mondo la iuta che, tuttavia, è stata poi soppiantata dai prodotti plastici.

Negli ultimi anni, grazie alla
globalizzazione, ha visto nascere nel suo territorio numerose fabbriche tessili: le multinazionali hanno trasportato là i loro impianti, per il bassissimo costo della manodopera.

(Se controllate le vostre T shirt, molto probabilmente qualcuna recherà la scritta 'made in Bangladesh')


In ogni caso il Paese rimane uno dei più poveri del mondo. Per due ragioni, principalmente.

*)

Il tremendo carico demografico.


Il Bangladesh ha una
superficie di 144.000 km quadrati (metà dell'Italia) e una popolazione di 150 milioni di abitanti (2 volte e mezza quella dell'Italia).

Prendiamo, ad esempio,
la Russia: ha una superficie di 17 milioni e mezzo di km quadrati e una popolazione leggermente inferiore a quella del Bangladesh. (!)

Il Bangladesh ha la densità demografica più alta del mondo.


*)
Le ricorrenti catastrofi.


Il Paese è spesso interessato da periodiche
inondazioni, da cicloni e tornado tropicali e da mareggiate che penetrano in profondità dentro il suo territorio.

Questi terribili eventi sono ingigantiti dalla crescente
deforestazione e dall'erosione del suolo.

Non mancano
violente agitazioni di tipo economico-sociale e sconvolgimenti politici che culminano spesso in colpi di stato militare.

Il tutto provoca ogni tanto delle devastanti
carestie e delle furiose epidemie.

La
popolazione è nella stragrande maggioranza musulmana.

(Non bisogna dimenticare che il Bangladesh ha ottenuto l'indipendenza nel 1971: fino a tale data è stato unito al Pakistan, di cui costituiva la parte orientale.
Le due entità erano separate da 1600 km di India.)





#) MUHAMMAD YUNUS

Yunus è un
professore, economista e banchiere bengalese nato nel 1940 a Chittagong, seconda città del Bangladesh.

Laureato in economia al suo Paese ha poi insegnato la stessa materia in una università americana.

E' quindi tornato nella città natale a
dirigere il Dipartimento di economia dell'università.

Fu ben presto dolorosamente colpito dalla 'lontananza' e dall'inutilità delle teorie economiche che insegnava, rispetto alla realtà del suo Paese.


Non 'servivano' ai suoi compatrioti per sconfiggere la fame né per vivere dignitosamente:
erano inefficaci e inutilizzabili.

Decise quindi di
uscire nelle strade ad analizzare l'economia reale dei villaggi: scoprì che la povertà non era dovuta tanto all'ignoranza della popolazione, ma alla sua impossibilità di ottenere un qualche aiuto dalle strutture finanziarie tradizionali.

Fu così che
inventò il microcredito: i contadini e gli artigiani avevano bisogno di piccole somme per realizzare i loro progetti, a volte sarebbero bastati pochi dollari; che, tuttavia, le banche non prestavano in quanto non si fidavano della loro solvibilità.

Yunus cominciò a prestare piccole quantità di denaro, pochi dollari: voleva aiutare le persone a realizzare le loro iniziative e responsabilizzarle rispetto agli impegni assunti.

Con altri collaboratori fondò la
Grameen bank che si specializzò nei piccoli prestiti ai poveri, contando sul loro spirito di iniziativa e sul senso di responsabilità.

La Grameen Bank divenne
un modello per molte altre iniziative intraprese in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Il successo dell'iniziativa trasformò Yunus nel 'banchiere dei poveri' e nel 2006 fu insignito del premio Nobel per la pace.




#) LE ULTIME RIVELAZIONI


Pochi giorni fa la televisione nazionale norvegese ha trasmesso il
documentario 'Intrappolato nel microdebito' del giornalista danese Tom Heinermann.

Il protagonista in negativo di questo filmato è proprio Muhammad Yunus, l'inventore del microcredito.

Dopo aver studiato per mesi alcuni documenti, il giornalista ha scoperto che nel 1996 Yunus avrebbe girato segretamente ad una sua società,
47 milioni di euro avuti in dono dai governi norvegese, svedese, olandese e tedesco.

Li doveva gestire la Grameen Bank per il microcredito e invece
si sono come dissolti.

Chiamato più volte a chiarire la faccenda,
Yunus ha sempre offerto spiegazioni evasive e poco convincenti.

Di fatto pare certo che i soldi siano stati usati per scopi diversi da quelli per cui erano stati donati.

Non contenta di ciò la troupe danese si è recata in Bangladesh dove ha visitato
alcuni villaggi che avevano usufruito del microcredito: ha trovato solo gente povera che dai piccoli prestiti non aveva guadagnato nulla, se non altri debiti.

Alcuni testimoni hanno affermato che parecchie persone, impossibilitate a restituire il credito ricevuto, si erano suicidate.




Non so se e quanto queste rivelazioni corrispondano a verità.

E' certo che alcune affermazioni sono documentate e incontrovertibili.

Così come è evidente che l'interessato non è riuscito, fino a questo momento, ad offrire giustificazioni plausibili del suo operato.



Sembra che il denaro abbia un potere di corruzione invincibile.


Non solo non gli resistono i capitalisti e gli imprenditori, i politici e i grandi burocrati: nemmeno le persone che sembrano le più forti e inattaccabili riescono a respingere la sua attrazione.

La sua forza pare più allettante di qualsiasi valore, più potente della più forte delle convinzioni.


C'è di che deprimersi e di-sperarsi.

O no?


(Gli esempi positivi sono davvero pochi:
Francesco d'Assisi nel Medio Evo e Teresa di Calcutta ai nostri giorni.

Fino a prova contraria: c'è da augurarsi che non arrivi mai)

































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