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il caso Eluana

2007-2010 > 2008 > COSTUME


(17/11/2008)

ELUANA ENGLARO


La vicenda della povera Eluana è nota a tutti.

Meriterebbe solo silenzio e rispetto.

Ne ha diritto lei e forse ancor di più ne hanno diritto i suoi famigliari.

Che continuano invece ad essere sottoposti ad un indecente e indecoroso tiro al bersaglio.

Da parte di molti personaggi e istituzioni che avrebbero mille motivi per astenersi da qualsiasi dichiarazione.



I fatti


Eluana era una ragazza esuberante e piena di vita.

A 20 anni, nel gennaio del 1992, restò vittima di un terribile incidente stradale che le procurò un gravissimo trauma cranico e la frattura della seconda vertebra cervicale.

Con conseguente stato di coma profondo.

I medici, nel tentativo di mantenerla in vita in vista anche di un'eventuale superamento del coma, la intubarono, le somministrarono i farmaci necessari e cominciarono l'alimentazione con il sondino naso gastrico.

La speranza era che nel giro di 48 ore potesse succedere qualcosa, magari un miracolo.

E invece niente.

Anzi la ragazza continuò, se possibile, a peggiorare.

Dopo un anno fu fatta una diagnosi che doveva essere definitiva: si accertò cioè che la corteccia - responsabile dell'attività dell'intelletto, degli affetti e dei sentimenti e di tutti gli atti di coscienza - era definitivamente degenerata.

Venne quindi certificato lo stato vegetativo permanente e irreversibile.

A livello internazionale questa attestazione rilasciata da specialisti competenti è sufficiente per effettuare la sospensione della nutrizione e della idratazione artificiale.

Non in Italia dove le resistenze della Chiesa e di tutti i suoi affiliati sono sempre fortissime.



Eluana 'vive' totalmente assente dal mondo circostante dal gennaio del 1992: viene accudita, nutrita e manipolata in vario modo senza mai essere in grado di stabilire il benché minimo rapporto con qualcuno o qualcosa.

E' un corpo-oggetto che viene riempito e svuotato artificialmente, che viene lavato e spostato regolarmente perché non vada incontro ad ulteriori degenerazioni.

Tutto questo da più di 16 anni!

Il professor Carlo Alberto Defanti, primario di neurologia nell'ospedale Niguarda di Milano, interpellato dalla famiglia, ha sottolineato che la corteccia cerebrale di Eluana è ormai sconnessa per sempre dal resto del cervello.

Ed ha aggiunto che 'dovrebbe essere chiaro a tutti che la sua condizione è priva di dignità'.

Eluana, tra l'altro, quando era giovane e vitale, manifestò in vari modi la sua contrarietà ad essere sottoposta a cure finalizzate al puro e semplice mantenimento in uno stato di vita vegetativo.

Non avrebbe mai accettato di essere fatta oggetto passivo di interventi finalizzati unicamente a far vegetare il suo corpo in totale assenza di qualsiasi forma di coscienza.

Nel 1997 il padre di Eluana fu nominato tutore della figlia dal tribunale competente.

Cominciò allora una battaglia legale per tutelare la dignità della ragazza e per far sì che anche il suo corpo fosse finalmente rispettato e riconsegnato alla famiglia di appartenenza.

Non sto qui a ricordare tutti i passaggi della vicenda.

Voglio solo sottolineare che il padre di Eluana, Beppino Englaro, ha dimostrato in tutta la vicenda una dignità, una fermezza e una sensibilità così alte da commuovere.

All'opposto dei suoi oppositori che hanno, viceversa, rivelato ottuso accanimento, insensibilità e perfino indecenza e volgarità.

La conclusione è nota: a luglio la Corte di Appello di Milano ha riconosciuto legittima l'interruzione di tutti i protocolli che permettevano al corpo di Eluana di continuare a vegetare da più di 16 anni.

Contro questa sentenza ha opposto ricorso la Procura Generale del tribunale di Milano.

La Corte di Cassazione, qualche giorno fa, ha messo la parola fine al calvario della famiglia e riconfermato il verdetto della Corte di Appello di Milano respingendo il ricorso della Procura Generale.



Ci si sarebbe aspettato, di fronte a questo solenne e alto pronunciamento, che tutti ne prendessero atto e, finalmente, rispettassero il dolore della famiglia.

Si è invece nuovamente sollevata una indegna e indecorosa gazzarra, tesa, soprattutto, a violentare ulteriormente non tanto il corpo di Eluana quanto i sentimenti della sua famiglia.



Voglio ricordare soltanto qualche protagonista in negativo di tutta la vicenda.

Innanzi tutto il governatore della Lombardia,
Formigoni, che ha proibito a tutti i centri medico-ospedalieri della sua regione di farsi carico di quel povero corpo e di aiutare la famiglia a dargli la sepoltura che merita.

Rivelando una insospettabile e tragica efferatezza.

Formigoni …

Avrebbe ben altro cui dedicare le sue attenzioni: non ultimi i ricorrenti scandali della sanità lombarda che mettono in risalto, tra l'altro, l'enorme esborso di danaro pubblico a favore dei privati.

Per non parlare degli appalti edilizi e della gestione dei rifiuti.

I parlamentari
Volonté e Mantovano, tra gli altri, hanno avuto la sfrontatezza di parlare apertamente di omicidio di Stato.

Addirittura
Mara Carfagna - di cui ho già detto in altra sede (vedi carfagneide), di cui tutti hanno detto di tutto - trova il tempo e l'improntitudine per dichiarare: "togliere alimentazione e idratazione equivale a uccidere".

La poverina non si accontenta di essere stata miracolata dal suo capo, no: con il suo 'immacolato' passato pretende di impartire lezioni di dignità a Beppino Englaro e alla sua famiglia.

Lei, che non conosce neanche il significato del termine dignità.

Queste reazioni sono state precedute, accompagnate ed enfatizzate dalle prese di posizione che sono venute dalla Chiesa e dalla galassia delle sue associazioni.

Hanno cominciato le suore misericordine della clinica di Lecco: hanno chiesto che il corpo di Eluana venga lasciato a loro.

Continuerebbero a manipolarlo anche gratis.

Bontà loro!

Le suore, che contano al loro interno persone degnissime del massimo rispetto, riescono spesso a dar prova di scarso acume e perfino di insensibilità.

Ma come si fa ad avanzare, nei confronti della famiglia, una richiesta simile?

Come possono pensare che i famigliari abbandonino nelle loro mani quel corpo che appartiene alla persona di Eluana e che quindi è esclusivamente loro?

Hanno continuato i movimenti per la vita che hanno inscenato ignobili manifestazioni davanti alla clinica in cui Eluana è trattenuta.

Naturalmente
non poteva mancare 'Avvenire', il quotidiano dei vescovi italiani, che come molti altri prelati ha parlato di eutanasia mascherata.

E' chiaro che qui, volendo escludere la crassa ignoranza, siamo alla malafede: parlare di eutanasia in questo caso non ha proprio senso.

L'eutanasia è chiaramente tutt'altra cosa: stando alla pura e semplice definizione del vocabolario.

Vorrei chiudere con il cardinal Ruini che, non contento di tante altre sue deleterie prese di posizione, ha voluto, ancora una volta, onorare l'appuntamento.

Dopo aver condannato la sentenza della Cassazione ha soggiunto: 'C'è il rischio che decisioni come questa spingano verso una concezione dell'uomo considerato come un oggetto'.

Come fa a non vedere che sono proprio le suore misericordine a trattare Eluana come un oggetto?


A parte questo vorrei osservare che
la Chiesa non può arrogarsi il diritto di decidere, essa sola, che cosa è vita.

Di stabilire quando comincia la vita umana o quando finisce.

Di dettare al mondo intero quelli che sono gli unici e autentici termini dell'esistenza umana.

Le questioni bio-etiche sono complesse e di non facile soluzione: è chiaro che l'umanità le interpreta in modo diverso a seconda dei periodi storici e dell'evoluzione culturale.

E' evidente che su quelle questioni tutti gli esseri umani e tutte le loro istituzioni devono potersi esprimere su un piano di totale parità.

Senza che nessuno si arroghi alcun tipo di primato o, addirittura, pretenda l'esclusiva.

Anche la nostra Costituzione dice qualcosa di importante in merito.

Anche l'Unione Europea, con la Convenzione di Oviedo, ha indicato delle linee guida fondamentali.



Quanto alla Chiesa - intesa come istituzione gerarchica e di potere - mi permetto di suggerire un po' più di umiltà.

Sì, proprio umiltà e consapevolezza.

La Chiesa, nel corso della sua storia, ha organizzato guerre sante che sono costate migliaia di morti.

Ha disprezzato la persona umana praticando per secoli la tortura.

Ha mandato al patibolo migliaia di innocenti.

E venendo ai nostri tempi e lasciando da parte tutto il resto che non è poco, ci sono stati cardinali che hanno coltivato l'amicizia dei generali golpisti argentini e del dittatore cileno Pinochet autori di autentici massacri di giovani e donne innocenti.

Questa Chiesa senza memoria, che rispetto a tanti misfatti non ha mai pronunciato, che io sappia, chiare parole di rincrescimento, di condanna o di pentimento, adesso si auto proclama depositaria unica del valore e dell'intangibilità della persona umana.

Con quale diritto?

Con quali credenziali storiche?





So che la famiglia di Eluana è forte, coltiva sentimenti profondi ed è stata capace, fino a questo momento, di resistere anche agli attacchi più indecenti.

Le auguro di poter concludere al più presto questo doloroso percorso che dura ormai da troppo tempo.

Mi auguro anche che, pur nella sofferenza e nella tragedia che sono incommensurabili ed ineffabili, riesca finalmente a ritrovare un minimo di serenità e di tranquillità.

Nella consapevolezza di aver fatto per la loro cara tutto ciò che era umanamente possibile. E forse anche qualcosa di più.

Spero non si lasci turbare più di tanto da quel coro orripilante che giorno dopo giorno sembra aumentare di intensità e di indecenza.

Voglio dire grazie in particolare a Beppino Englaro: la sua è stata una lezione di vita preziosa e impagabile.























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