ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


il comunismo in Italia

2007-2010 > 2009 > STILLE


02/10/2009



il comunismo in Italia



La storia dei comunisti in Italia è un po' come quella dei 'fascisti su Marte'.

E' la storia di qualcosa che non c'è.

Che non c'è mai stato.

L'unico 'ismo' che il nostro Paese ha conosciuto e sperimentato sulla propria pelle per un ventennio è il fascismo.

Il resto è invenzione.


Sparata a tutto volume attraverso le televisioni, dal capo in persona.

Declamata con faccia serissima dai molti lacchè di contorno.

Assorbita e metabolizzata da una massa 'idiotizzata' dalla televisione commerciale, imbonita da un esercito di venditori professionisti, stuprata mentalmente a causa della propria abissale insipienza.



Innanzi tutto
alcuni fatti 'televisivi', alcune situazioni: da cui ho tratto lo spunto per questa breve riflessione.


*) A L'Aquila, il giorno del compleanno del padrone delle televisioni, un signore di una certa età incoraggia a squarciagola Berlusconi ad andare avanti nella sua battaglia.

'Ho combattuto 50 anni con la democrazia cristiana contro i comunisti, continuerò a farlo con lei, vada avanti …'


*) Due anziani coniugi di Tor Bella Monaca, intervistati a bordo della loro vettura, hanno implorato Berlusconi 'salvaci dai comunisti'.

Dopo di che, non contenti, gli hanno indirizzato un vero e proprio peana e gli hanno augurato
'mille anni di vita e mille anni di governo'.

(Per l'esattezza hanno ripetuto 'mille' mille volte).


*) Un amico, persona colta e navigata nata e vissuta in una delle zone 'bianche' d'Italia, definisce 'bolscevichi' tutti gli appartenenti e i simpatizzanti del centro sinistra.

D'Alema che va in barca a vela? Bolscevico!

Franceschini, ex democristiano e cattolico di ferro? Bolscevico!

Bolscevica anche la Bindi.

E Rutelli?

E la Binetti?

Bolscevichi pure loro.



Verrebbe quasi da ridere se non fosse tutto maledettamente vero.

Da che cosa nasce questo vero e proprio accanimento terapeutico contro un mostro che non c'è, una paura costruita ad arte, un nemico cui mai nessuno è riuscito a dar corpo, neppure nella più remota delle fortezze Bastiani?


+) Dall'ignoranza, innanzi tutto.

Che non è solo povertà di conoscenze ma anche passività e mancanza di elasticità.

E' disposizione a bere come oro colato tutto ciò che proviene da chi è investito di una qualche autorità.

E' assenza totale di spirito critico e rifiuto (incapacità) a ragionare con la propria testa.

Questa ignoranza è favorita in parte dal nostro sistema educativo, tutto basato sulla trasmissione - ricezione più che sulla assimilazione - rielaborazione; in parte dalla esposizione continuata e cieca ad alcuni subdoli programmi televisivi (reality o telegiornali alla Emilio Fede) costruiti apposta per ottundere e rendere succubi.


+) Dal pregiudizio.

Non mi riferisco al punto di vista, legittimo, che una persona si può formare in base alle esperienze fatte, ma penso a qualcosa di più solido, di stratificato e calcificato nel tempo.
Nel corso di generazioni.

Si tratta di un modo di pensare, spesso solidamente integrato con delle credenze religiose, che è assorbito con il latte materno, che si esprime attraverso le battute e i modi di dire popolari, che investe non solo i momenti importanti della vita comunitaria ma anche i piccoli eventi di cui è costellata l'esperienza di tutti i giorni.


+) Da corposi interessi.

Che guidano l'azione di tutti coloro che, direttamente o indirettamente, da vicino o da più lontano, mangiano alla stessa greppia del gran capo.

Non si tratta, naturalmente, di chissà quali interessi di tipo astratto ma di
crassi vantaggi materiali (incarichi, stipendi, appannaggi, agevolazioni, titoli, danaro facile ...).

Confessati o meno.


Anzi, più spesso, negati con forza, anche contro l'evidenza.

Il 'comunismo' serve a creare un'ampia massa di manovra che accetti come ineluttabili l'arricchimento indefinito del capo e la beata tranquillità economica dell'esercito dei suoi innumerevoli servitori.



Che importa se Stalin era solo un dittatore sanguinario che con gli ideali del socialismo non aveva niente da spartire?

Che importa se l'attuale cricca militar - capitalistica che guida con mano di ferro la Cina e che si autodefinisce marxista, si colloca in realtà agli antipodi rispetto alle idee elaborate da Marx?

Che importa se i valori del 'comunismo' (uguaglianza nella diversità; libertà nel rispetto della dignità; giustizia sostanziale e distributiva) sono, a ben vedere, i principi fondanti dello stesso cristianesimo?

Non importa assolutamente niente.


Conta solo il guadagno privato senza limiti.

La libertà incondizionata di calpestare la libertà degli altri.

Il successo personale a qualunque costo.

Se per questo bisogna costruire un'ideologia (
il comunismo) intessuta di menzogne, ben vengano le falsità.

Se è necessario comprare, con benefici e fiumi di danaro pubblico, la non ingerenza di potenti organizzazioni culturali e religiose, si farà anche questo.


Al popolo ci penseranno gli imbonitori della televisione.

La chiesa se la sbrigherà lei, con la sua coscienza.


E guai a chi prova a ingrippare il meccanismo.

A coloro che si agitano per 'svegliare' le masse.




Domani, SABATO 3 OTTOBRE, ore 15.39, manifestazione nazionale a Roma, Piazza del Popolo, per la LIBERTA' DI INFORMAZIONE.




















il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu