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il dizionario del prof. Tampi

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il dizionario del prof. Tampi


L'inizio del terzo millennio (o, se si preferisce, del ventunesimo secolo) non è stato così sfolgorante come qualcuno aveva immaginato.

Si ipotizzavano cambiamenti straordinari, nuovi rinascimenti: qualche 'profeta' ha parlato addirittura di palingenesi.

Tutto molto normale, invece, tutto come prima, forse anche un po' peggio: in linea con le aspettattive delle persone moderatamente pessimistiche.

Niente catastrofismi, certo, ma nemmeno iperboli: neanche una normalità fatta di un tranquillo, riposante tran tran quotidiano.

Il prof. Tampi (il protagonista dell'ebook 'Navigare a vista') si troverebbe a suo agio (si fa per dire) in questi nostri anni.

Non ne sarebbe entusiasta (e come potrebbe?) ma saprebbe navigarci dentro, saprebbe viverli al meglio delle loro e delle sue possibilità.

Cercando di schivare gli inconvenienti più gravi, sopportando i molti inevitabili, godendo di tutte le piccole gratificazioni che la vita, comunque, dispensa tra piega e piega.

Il mondo, il nostro mondo di umani, apparentemente va avanti come sempre, come se niente fosse.

I bambini giocano fino allo sfinimento senza mai preoccuparsi nient'altro che del loro benessere.

Come facevamo noi, del resto: come hanno sempre fatto tutti i bambini del mondo, quelli senza problemi di sopravvivenza, almeno.

Gli adolescenti sono tutti presi dai loro primi tentativi amorosi, vivono calati dentro i loro sogni, in presa diretta con i loro desideri, assorbiti anima e corpo dalle loro aspirazioni.

Come se il mondo girasse come un orologio svizzero, anziché boccheggiare come un maratoneta in prossimità del traguardo.

E così tutti gli altri.

Per certi aspetti, dunque, nulla è cambiato, niente sembra mutato in peggio, tutto pare muoversi secondo i traquillizzanti ritmi di sempre.

Eppure, sotto questa coltre di 'normalità', qualcosa non cammina nel verso giusto, alcuni schemi sono stati disattesi e molte prospettive sono andate in fumo.

C'è poco da stare allegri ma non è neanche il caso di lasciarsi andare alle invettive o di farsi travolgere dalle anticipazioni.

Il prof. Tampi continua a vivere la sua normalità: non come se niente fosse ma con consapevolezza.

Ecco: è questa che manca nel nostro tempo.

C'è chi nega le storture e vede solo albe fiammeggianti e sorti magnifiche e progressive.

E chi vede solo uragani, anticipatori di una fine ormai alle porte.

Gli uni e gli altri mancano di consapevolezza, non hanno il polso della situazione, non vogliono guardare in faccia la realtà, preferiscono voltarsi da un'altra parte.

Preferiscono vivere dei prodotti della loro mente, anziché incidere sulla loro e sull'altrui esistenza.

E' più facile, in fondo, crearsi degli alibi che vivere la dimensione che che ci tocca.

Il prof. Tampi vive il suo tempo ma, nello stesso tempo, amerebbe trovare qualcuno con cui confrontarsi, con cui cominciare a raddrizzare le storture, con cui intraprendere un percorso di redenzione.

Vivere tutto intero il proprio tempo e, contemporaneamente, fare tutto il possibile perché le cose vadano un po' meglio, almeno non peggiorino: questo è l'orizzonte del prof. Tampi.

Avrebbe bisogno di avere al suo fianco la maggioranza dell'umanità, per incidere positivamente nel solco delle cose.

Si accontenta di trovare qualcuno, intanto: almeno per iniziare.






















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