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il nuovo clima politico

2007-2010 > 2008 > POLITICA

30/06 - 06/07 _ 2008

IL NUOVO CLIMA POLITICO


Ricordate l'inizio della legislatura?

Aplomb inglese di Silvio Berlusconi.

Tutti hanno pensato che, finalmente, aveva assimilato la cura di Gianni Letta.

Anche i grandi quotidiani sono stati catturati dalla meraviglia.

E hanno cominciato a scrivere della svolta e della nascita di un Grande Statista.

Perfino il Papa, così sensibile alle questioni di forma, ha elogiato pubblicamente il nuovo stile.

Sembrava fatta.

Da una parte il Grande Statista dall'altra il Grande Oppositore, Walter Veltroni: saggio, pacato e disposto al dialogo.

Il solo Di Pietro non si fidava.

E lo diceva pubblicamente.

Tra lo scetticismo generale.

Poi la conferenza stampa di Bruxelles.


Improvvisamente il Nostro, ha gettato alle ortiche i nuovi abiti appena confezionati per indossare l'antica divisa di battaglia.

Via la serietà compunta: avanti con le mascelle contratte.

Via il sorriso disteso: avanti con il digrignar dei denti.

Via il tono basso e colloquiale: avanti con le urla e le minacce.

Via i gesti ampi ed ecumenici: avanti con l'indice levato e il pugno calato come un fendente.

Avanti, soprattutto, con la sospensione di tutti i suoi processi, avanti con l'immunità prevista dal marchingegno giuridico inventato dal suo amico Schifani.

L'Alitalia non vola più, risucchiata dai debiti; l'immondizia continua ad ammorbare e ad appestare una grande città come Napoli; l'inflazione galoppa e sta portando alla fame gran parte degli Italiani; il petrolio è alle stelle e anche una grande azienda come la Fiat, che sembrava rinata, comincia a perdere colpi; il Paese è fermo, stanco, sfiduciato ...

Il Governo che dovrebbe affrontare e risolvere rapidamente queste autentiche emergenze - come, d'altronde, ha promesso di fare in campagna elettorale - di che cosa si occupa?

Di impedire che dei magistrati facciano il loro lavoro, inquisendo, se necessario, anche il Presidente del Consiglio.

Di prendere le impronte ai bambini Rom.

Di armare i vigili urbani.


… … …


Direi che siamo al ridicolo o alla farsa.

Se non fossimo dentro una paurosa tragedia.

Tutta una Nazione, carica di storia e di cultura, deve andare a fondo per gli intrighi e i maneggi di uno solo?

Non è più logico che chi è accusato di corruzione e di malaffare se la veda con i magistrati incaricati e lasci che il resto del Paese, tutto il popolo, trovi la via della salvezza?


NOTA

In partenza per il G8 del Giappone il grande capo ha nuovamente spergiurato la sua innocenza ed ha affermato di non voler approfittare dei recenti decreti legge e di essere pronto ad affrontare i magistrati.

Ma allora perché questi decreti legge?

Perché perdere tempo ed energie per una questione che non sussiste?

Mentre ci sono ben altre emergenze da affrontare.

Se non li ha voluti lui allora li hanno pretesi i suoi amici e sodali del PDL.

Per un eccesso di zelo?

Per un attacco di servilismo acuto?

Questa seconda ipotesi sarebbe ancora più disastrosa.

Significherebbe che gran parte del Parlamento non sa più che cosa sia il senso morale.

Che cosa voglia dire 'dignità'.

Ci troveremmo in prossimità dello Zimbawe.






















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