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il Padano e Max Weber

2007-2010 > 2008 > FLUTTUAZIONI

(01/07/2008)


Bossi può essere soddisfatto.


Finalmente 'homo padanus' entra ufficialmente nel novero dei tipi sociologici.

Per essere più precisi, dicono che bisognerebbe definirlo
'homo democraticus', alla Alexis de Tocqueville.

L'ha consacrato ufficialmente Giuseppe D'Avanzo il 21 Aprile u.s. su Repubblica.

Su un quotidiano che con Bossi e la Lega non è mai stato tanto tenero.

Il padano, quindi, adesso non solo esiste, ma ne sono state anche individuate le caratteristiche e le specificità.

E se il padano possiede tutte queste esclusive peculiarità non dovrebbe essere difficile per uno come D'Alema - che con tanta solerzia ha benedetto la secessione del Kossovo - riconoscere se non l'indipendenza almeno la completa autonomia della Padania.


Chi è questo padano?

Chi è l'Insubre?


Lo si può ricavare dall'articolo sopra citato.

E' uno che ha il sorriso calmo, la mano larga, spessa e dura come la pietra.

E' un uomo concreto ed essenziale.

È uno che mangia salame e formaggio e beve un bicchiere di vino rosso frizzante, al gusto di fragola.

E' un cittadino industrioso.

E' intollerante verso ogni dipendenza.

E' bisognoso di protezione perché incapace di vera solitudine.

E' pronto a farsi massa e folla non appena i suoi "diritti" appaiono minacciati.

E' uno che si è creato una piccola società a proprio uso, tanto che può abbandonare volentieri la grande società a se stessa.

Vive in una "fabbrica orizzontale", a cielo aperto e senza mura, lunga cento chilometri, frammentata in un pulviscolo di medie e piccole imprese - lavoro artigiano, lavoro sommerso, lavoro nero, lavoro in affitto - dove si concentra e sovrappone "il massimo di innovazione e il massimo di mediocrità".

Fa parte di una nuova élite, gelosa della propria autonomia.

Orgogliosa della propria creatività.

E' una élite convinta che la sua pretesa di "integrale" libertà deve essere rispettata.

Essa vive in un permanente presente che non consente differimenti, ritardi, rinvii, ripensamenti, intrusioni.

Il padano è uno che pensa che il proprio particolare interesse è "universale".


D'Avanzo, memore della lezione di Max Weber, ha voluto ricostruire un tipo ideale, una specie di modello in grado di giustificare l'azione politica della Lega.

In realtà, quel tipo, l'aveva già costruito la Lega stessa fin dalle sue origini: il giornalista di Repubblica non fa altro che riconoscerlo e, in un certo senso, ufficializzarlo.

Il procedimento seguito mi sembra tuttavia inverso rispetto alle indicazioni di Weber: il tipo ideale è una categorizzazione razionale che precede e orienta la ricerca empirica.

Qui, invece, si mettono insieme alcuni aspetti empirici per arrivare, alla fine, al modello.

In ogni caso si può notare che, nell'operazione, sono prevalenti gli elementi contingenti a scapito della razionalità.

Nel senso che vengono assunti e assolutizzati alcuni dati, mentre se ne tralasciano a bella posta degli altri non meno decisivi.

Che cosa significa padano?


Non si potrebbe parlare con la stessa legittimità anche di
homo alpinus?

Così come dell'
individuo appenninico, del sannita o del pontino.

E non c'è anche il
montanaro, il valligiano, il lacustre e il marino?

Che se poi volessimo scomodare le Regioni allora troviamo il
toscano, il siciliano il valdostano: e via dicendo.

Non ha forse mani larghe, spesse e dure come pietra il tipo che abita nell'Appennino centro meridionale o il montanaro dei Nebrodi?

Se è per questo le stesse caratteristiche ce l'ha anche l'abitatore dell'Atlante.

Ho conosciuto molisani industriosi, concreti ed essenziali come pochi altri al mondo.

Ed abruzzesi ghiotti di salame e formaggio e orgogliosi del loro vino rosso: anche se non è molto frizzante e non sa di fragola ma dei frutti selvatici e delle bacche dei boschi.

E infine: esiste, secondo voi sulla Terra un essere umano che non pensi che il suo particolare interesse è universale?

Si dirà che queste sono
caratteristiche 'soggettive' con cui è facile giocare allo scambio.


Vediamo allora alcuni
aspetti 'oggettivi'.

-) I deputati della Lega, fin dalle origini, pur frequentando il Parlamento italiano, hanno dato vita ad un loro particolare organo rappresentativo: il parlamento padano.

Che, per qualche anno - sempre più stancamente per la verità - hanno cercato di accreditare come il loro unico e vero Parlamento.

Per farsi pagare tuttavia e per reclamare benefici, privilegi e appannaggi non sono andati a Mantova ma si sono recati a Roma e a Strassburgo.

Esattamente come tutti gli altri.

Non mi risulta che un solo parlamentare leghista abbia rinunciato a qualcosa di ciò che è attualmente previsto per gli eletti dal popolo.

Compresi i portaborse (lo stesso figlio di Bossi, tanto per non smentire nemmeno in questo l'andazzo generale, è stato - lo è ancora? - aiutante di campo del Leghista Speroni deputato al Parlamento europeo).

Tutti a godere di Roma ladrona.

Tutti a mangiare a quattro ganasce con Roma ladrona.

Dov'è la specificità?


Che dopo aver mangiato si sputa abbondantemente e senza ritegno nel piatto che si è appena svuotato?

Alla faccia degli elettori che ingenuamente credono ancora alla favola del Cimbro che con il suo elmo cornuto sbaraglia le schiere dei corrotti e dei grassatori.

-) E poi non c'è un altro posto in Italia, nemmeno Roma, che abbia tanti impiegati pubblici come la padania.

In nessun altro posto vengono erogati altrettante pensioni e provvigioni pubbliche.

Fiumi di danaro pubblico, in Insubria, vengono assorbiti da enti privati, siano essi Istituti dediti alla formazione, all'istruzione o alla cura dei malati.

-) Il Nord padano, in occasione di calamità naturali come le alluvioni, rivela carenze strutturali come qualsiasi altra parte del Paese.

E allora: dov'è la peculiarità?

La tipicità, se c'è, è molto poco ideale.

E' assolutamente crassa.

Homo padanus accampa motivi storici e folkloristici.

Tira in ballo addirittura la morale.

Ma tiene entrambe le mani sul portafoglio.




















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