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il trionfo del G8

2007-2010 > 2009 > POLITICA


(11/07/2009)


il trionfo del G8


Berlusconi ha dichiarato: il G8 è riuscito benissimo.

E ha subito rincarato: è stato un successo.



Vediamo quali sono stati i
principali risultati conseguiti.


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C'è un impegno a ridurre del 50% le emissioni inquinanti entro il 2050.

Rispetto a questa misura, un po' aleatoria per la verità, il Canada ha affermato che si tratta di un'aspirazione; la Russia ha espresso perplessità; le Nazioni emergenti non hanno dato alcuna assicurazione; la Cina, come Paese responsabile del più alto livello di inquinamento, ha manifestato la propria contrarietà.

C'è anche da ricordare che proprio l'Italia, per bocca di Berlusconi, qualche mese fa ha chiesto all'UE di poter derogare dagli obblighi della riduzione delle emissioni inquinanti per non danneggiare il proprio sistema industriale.

Tutti ricorderanno le frasi sprezzanti del presidente del consiglio all'indirizzo dei commissari europei colpevoli, a suo dire, di non considerare le situazioni di fatto.

Il segretario generale dell'ONU
Ban Ki Moon, ha dichiarato che le misure prese sono del tutto insufficienti.


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Francia e Gran Bretagna avevano chiesto di adottare precisi provvedimenti in vista della riduzione dei costi dell'energia.

Non è stata presa alcuna misura precisa: è stato espresso solo qualche auspicio.

D'altra parte, quali decisioni potevano essere prese senza il coinvolgimento dei Paesi padroni delle materie prime?


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Il premier inglese Gordon Brown premeva perché si decidessero degli interventi concreti in ordine alla liberalizzazione del commercio mondiale.

Ci sono stati dei timidi passi avanti, tutti da verificare.

A parte tutto, bisogna vedere se la completa liberalizzazione del commercio mondiale è una vera riforma: i Paesi più deboli vi si oppongono in quanto le loro economie ne risulterebbero colpite a morte.


*)

Hanno deciso di erogare in tre anni 20 miliardi di dollari a favore dell'Africa.

Saranno soldi nuovi, freschi, o si tratterà del reimpiego di somme già stanziate in precedenza?

Viene ricordato che, rispetto agli analoghi impegni presi nel 2005, è stato erogato solo il 14% di quanto era stato stabilito.

Le ONG che si occupano dei progetti per l'Africa si sono dette profondamente deluse e insoddisfatte.

Il cantante e attivista Bob Geldof ha ricordato a Silvio Berlusconi di non aver mantenuto fede agli impegni sottoscritti nel 2005: nel senso che l'Italia è stata uno delle Nazioni meno sollecite nello stanziare le somme pattuite a favore dell'Africa.


*)

Ultimo problema: il G8, come tale, è ancora una formula realistica?

I partecipanti a questo consesso, prima tra tutti la cancelliera Angela Merkel, hanno riconosciuto la propria inadeguatezza non solo in relazione al governo mondiale ma anche in rapporto alle questioni da affrontare.

Non ci può essere un G8 (+1: il presidente della Commissione europea, Barroso) che poi ospita in seconda battuta un G5 che comprende Paesi del calibro dell'India, del Brasile e della Cina.

Bisogna sostituire il G8 con il G14, meglio ancora con un G20 che comprenda tutti i Paesi più industrializzati del mondo.

(Trascurando il fatto che esiste anche un G20 che raggruppa tutte le Nazioni in via di sviluppo, guidato da un G4 costituito da Brasile, India, Cina e Sud Africa).


Realisticamente non si può dire che il G8 dell'Aquila abbia affrontato di petto i problemi dell'umanità.

Certamente non è riuscito a prendere alcuna decisione concreta veramente significativa.

Ha espresso delle buone intenzioni e qualche lodevole proposito.

Esistono oggi molti strumenti per conseguire gli stessi obiettivi senza spendere tanti dollari, senza spostare inutilmente migliaia di persone, senza scomodare invano imponenti delegazioni.

C'è la televisione, ci sono i telefoni, c'è internet: una bella videoconferenza in diretta sulle principali televisioni mondiali e il gioco era fatto.


Che cosa rimane, a noi, di questo G8?


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Obama che arriva in ritardo per la foto ufficiale, accolto poi dal fragoroso applauso di Berlusconi.

+)
Le first ladies commosse tra le macerie del terremoto.

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Le stesse first ladies abbondantemente oscurate dalle last ladies.

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La disposizione dei leaders nelle foto ufficiali: al centro Berlusconi in mezzo a Sarkozy e a Medvedev con ai lati, ben defilati, le due torri corrispondenti a Stephen Harper primo ministro canadese e Barack Obama presidente USA.

+)
Le bianche macchinine elettriche della Chrysler diventate, in base ai recenti avvenimenti e grazie ad un filino di sciovinismo nazionalista, della Chrysler-Fiat.

+)
Il presidente brasiliano Lula che distribuisce le magliette della nazionale di calcio del suo Paese.

+)
La presidente della provincia de L'Aquila, Stefania Pezzopane, che prima è abbracciata e quasi sollevata da Obama, poi è letteralmente staccata da terra e baciata a viva forza dall'attore Bill Murray.

+)
Il vestito del leader giapponese, relegato da Berlusconi ai margini della foto ufficiale: attira l'attenzione per la sua informalità e leggerezza, che tanto contrasta con il grigio-nero dei suoi colleghi.

+)
Ghedaffi mentre scende dall'aereo nei panni di un redivivo e imbolsito Michael Jackson.

+)
Il nuovo aereo della presidenza francese, ribattezzato, 'Carla One'.

… … …


Qualche giornale straniero ha parlato di cimici presenti negli appartamenti degli illustri ospiti: non voglio credere a simili invenzioni.

Molti quotidiani, soprattutto nord europei, quando si tratta dell'Italia non riescono a liberarsi di una secolare e obsoleta patina razzistica: quanto ad educazione, igiene e buone maniere quei giornali avrebbero molto più da scrivere se guardassero in casa propria anziché allungare il loro occhio 'deformato' dentro gli altrui confini.


Dal punto di vista dell'organizzazione e del cerimoniale questo summit è stato certamente un successo.

Personalmente non l'ho mai dubitato.

Gli aspetti organizzativi, le questioni di immagine, le sfumature di facciata sono le contingenze nelle quali il presidente del consiglio italiano sicuramente eccelle.

Si deve dargliene atto.

Non bisogna essere ciechi fino al punto da negare l'evidenza.

D'altra parte in quale altro precedente consesso internazionale qualcuno aveva pensato di regalare ai suoi ospiti un libro di marmo del peso di 24 chilogrammi?

E tutti possiamo immaginare che cosa avrebbe potuto fare Berlusconi se non si fosse trovato invischiato in quel ginepraio di foto osé, di accompagnatrici e omaccioni nudi che tanto lo angustia.

Avrebbe messo a disposizione di ciascun partecipante almeno una velina di altissimo appeal.

Alla cancelliera tedesca avrebbe potuto concedere il maschione della pubblicità di Dolce e Gabbana.

Con il che il successo sarebbe stato ancor più travolgente.


In conclusione.

Tutto bene.

Tutto ok.

Una piacevole e riuscitissima parata.

Una solenne messa da requiem per il G8, degna di Mozart o di Verdi.

Penso che i leaders mondiali farebbero bene ad assegnare a Berlusconi l'incarico di organizzare tutti i futuri summit, dovunque essi si tengano.

Potrebbero star tranquilli che tutto andrebbe sempre nel migliore dei modi.

Quello di organizzare feste e festini è stato il mestiere originario del nostro presidente del consiglio, l'attività in cui ha puntualmente dato il meglio di sé, nella quale ha sempre colto nel segno.

La realtà è un'altra cosa, si sa.

Ma nella vita non si può avere tutto.























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