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immoralità

2007-2010 > 2009 > COSTUME



(20/01/2009)

IMMORALITA'

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Uno sceicco di Abu Dhabi pare abbia offerto al Milan 130 milioni di euro per il giocatore Kakà.
Era pronto a dare al giocatore 10 milioni di euro come benvenuto e 15 milioni di euro all'anno come compenso per le prestazioni.
Sia Kakà che Berlusconi sembravano sul punto di cedere, poi l'affare è sfumato: per amor di bandiera, hanno detto.
Di fatto saranno insorti impedimenti di altra natura di cui, probabilmente, nessuno verrà mai a conoscenza.
A quanto mi consta tutti i protagonisti e tutti i media hanno trattato la questione come se si fosse trattato di un'operazione del tutto 'normale'.


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Giuseppe Englaro, nonostante i pronunciamenti della magistratura, nonostante la sentenza definitiva della Cassazione non riesce a dare a sua figlia la sepoltura dignitosa che anch'essa, da viva, aveva espressamente richiesto.
In uno Stato di diritto una sentenza della Suprema Corte verrebbe immediatamente eseguita.
In uno Stato normale una sentenza della Cassazione avrebbe assoluto e immediato potere coercitivo erga omnes.
Nella nostra teocratica Repubblica delle banane una sentenza della Cassazione può essere tranquillamente elusa e completamente vanificata.


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La pubblicità è diventata la protagonista assoluta dei nostri media: è padrona dei giornali, domina incontrastata nella televisione, è sempre più invadente anche in Internet.
La sua finalità non è più quella di informare ma esclusivamente quella di vendere: qualsiasi prodotto, nella maggiore quantità e ad ogni costo.
Moltissimi programmi televisivi sono, oggi, trasmissioni pubblicitarie (vedi, ad esempio, Forum o La prova del cuoco): in questi 'spettacoli' accade che il conduttore (la conduttrice), dopo aver coagulato sulla sua persona sentimenti ed emozioni, si trasforma subito dopo in venditore mettendo proditoriamente al servizio della pubblicità la fiducia e la credulità degli ascoltatori.
Naturalmente ci sono poi programmi 'pubblicitari' molto peggiori dei su citati: Il grande fratello, L'isola dei famosi, Amici, Affari tuoi …
Pur di vendere prodotti, questi intrattenimenti televisivi hanno mercificato tutto, della persona: valori, ideali, sentimenti, cultura, speranze …
Tutto è lordato, squalificato, banalizzato, declassato e strumentalizzato.
Si vuol far credere che il danaro, tanto danaro, può essere guadagnato in pochissimo tempo, tentando un po' la fortuna; oppure si instilla nella testa dei giovani che il lavoro è una dura fatica da evitare a tutti i costi e che per vivere basta andare in televisione a cantare, ballare, urlare, a recitare battute sceme o a mettere in piazza le proprie budella.


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Il crollo di molte istituzioni finanziarie mondiali e l'esplosione delle bolle speculative costruite intorno all'edilizia hanno messo a nudo comportamenti che definire avventati è certamente riduttivo.
Si è visto come delle rispettabilissime persone di malaffare abbiano messo in piedi dei veri e propri imperi finanziari fondati sull'inganno e sul nulla.
Eppure tutti sapevano ma tutti continuavano ad alimentare il perverso meccanismo. I grandi investitori, le banche e i piccoli risparmiatori. Che non si accontentavano di riavere quanto mangiato dall'inflazione ma volevano di più, molto di più.
Ad un certo punto l'economia reale si è incaricata di bucare i palloncini: alcune grandi istituzioni finanziarie sono sparite come neve al sole, altre sono state salvate sull'orlo del baratro dal danaro pubblico, parecchi investitori privati, al posto dei grandi guadagni promessi e concupiti, si sono ritrovati con i capitali dimezzati o anche del tutto dissolti.


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Il più grande monopolista televisivo, in Italia, si presenta, nello stesso tempo, come il campione assoluto del Liberismo e, per una serie di ben organizzate coincidenze, è anche a capo del governo.
Visto l'andamento delle cose, aspira a diventare Presidente della Repubblica.
Come tutto questo sia possibile lo si può spiegare solo con l'anomalia cronica che è la vita politica nel nostro Paese.
Il personaggio è certamente abile, astuto e determinato: sicuramente è stato anche protagonista di eventi che si possono appena intuire e che gli hanno permesso libertà di azione e colpi di mano.
Di fatto si è impadronito di un bene pubblico, l'etere, e l'ha gestito tutto intero a suo esclusivo profitto.
Etere vuol dire televisione e pubblicità: il Nostro ha saputo raccogliere attorno a sé uno stuolo di personaggi astuti, capaci e disposti a tutto come lui; ha così costituito un gruppo di orientamento culturale e consumistico di eccezionale forza e persuasione.
C'è da meravigliarsi del potere che è riuscito ad acquisire?
C'è da meravigliarsi se ne vuole ancora di più?


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La Cina è ancora, formalmente, un Paese comunista.
Dovrebbe voler dire che è una Nazione che ricerca innanzitutto il massimo del benessere per tutti i suoi membri, che impedisce l'accumulo privato di grandi fortune, che è impegnata in una redistribuzione della ricchezza tale da permettere a tutti di vivere dignitosamente realizzando il più possibile le proprie doti ed aspirazioni.
Di fatto, per la stragrande maggioranza della sua popolazione, si è trasformata in una sorta di inferno dantesco.
La cricca burocratico - affaristica al comando, che continua a tirare in ballo Mao e che non ha avuto nemmeno l'onestà di rigettare il comunismo, ha trasformato il Paese nella fabbrica del mondo.
Tutto, là, è avvenuto tumultuosamente e velocemente: con conseguenze tremende a danno dell'ambiente e delle persone.
Nel nome del comunismo si è dato vita ad un capitalismo selvaggio e disumano rispetto al quale quello americano, a detta di tutti il più duro ed insensibile, sembra una sorta di Caritas.
Persino gli oligarchi russi, che certo in fatto di 'umanità' non si possono definire dei Samaritani, al confronto con la burocrazia capitalistica cinese, appaiono più 'normali', quasi dei rudi agnelli, un po' eccentrici ma in fondo fondo 'teneroni'.


Ho colto solo qualche spunto tra i tantissimi che l'attualità offre.

Per dire una cosa molto semplice.

E disarmante.

E avvilente.

E inquietante.

E deprimente.


I custodi della morale, le Istituzioni che si auto propongono e si impongono come paladini integerrimi della Morale, sono sempre pronti a bacchettare coloro che rivendicano una qualche libertà rispetto alla gestione della sessualità; sono miopi o addirittura ciechi riguardo a comportamenti e atteggiamenti fortemente lesivi della dignità e dei diritti fondamentali della persona.

Certo, anche il sesso rientra nella casistica che può essere fatta oggetto dalla Morale ma non è, al suo interno, la dimensione più rilevante.

Bisognerebbe che qualcuno cominciasse a dire:

+ che è immorale ingannare e frodare il prossimo;

+ che è immorale impadronirsi a proprio esclusivo vantaggio di ciò che, in realtà, appartiene alla collettività;

+
è immorale sprecare cifre iperboliche per fini futili e ingannevoli;

+
è immorale negare alle persone i loro elementari diritti, tanto più se questi sono stati riconosciuti dai tribunali supremi;

+
è immorale spacciare per vero un mondo illusorio fatto di chiacchiere, lustrini e falsità;

+
è immorale indurre le persone a credere che la ricchezza si può agguantare facilmente, che il denaro è a portata di mano dei furbi, che le professioni e le attività lavorative impegnative sono solo per i fessi.

Qualcuno dirà che questo è moralismo.


# Perché per qualcuno è moralismo pensare che la ricchezza, in seno ad un popolo, dovrebbe essere distribuita in modo giusto e solidale;

# è moralismo ritenere che tutti dovrebbero avere la possibilità non solo di vivere dignitosamente ma anche di esplicare la propria particolare originalità;

# è moralismo dare al denaro il giusto valore e indirizzare i giovani verso professioni utili, di alto profilo e impegnative;

# è moralismo detestare la volgarità, denunciare l'inganno, mettere a nudo la pochezza ideale e culturale.

# E' moralismo coltivare sentimenti profondi e autentici;

# è moralismo credere in valori e ideali elevati;

# è moralismo coltivare aspettative e speranze genuine;

# è moralismo battersi per la scomparsa della precarietà;

# è moralismo chiedere che tutti possano avere la possibilità di realizzare pienamente se stessi.


Io credo che 'morale' sia qualcosa di nobile ed importante, che attiene all'essenza della persona umana.


Credo che sia in linea con la morale tutto ciò che favorisce la crescita globale della persona, sia sotto il profilo del benessere materiale, che dal punto di vista della fantasia, del pensiero e della cultura in genere.

Credo che tutto ciò che tende a trasformare un popolo in una massa manovrabile dal Potere a proprio vantaggio - com'era la plebe romana dell'epoca imperiale - sia profondamente immorale.

Detto ciò molti possono anche pensarla diversamente.

Evidentemente ne avranno i loro buoni motivi.










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