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inciucio ... basta!

2013


inciucio ... basta!


Il termine inciucio non compare nei vocabolari della lingua italiana di qualche anno fa.

E' quindi una parola abbastanza recente, inventata dal giornalismo politico.

Il vocabolario Hoepli-online così la definisce: 'gergale, spregiativa: accordo di basso livello fra forze politiche ufficialmente contrapposte, col solo scopo della spartizione del potere.'

'Sapere' online concorda e chiarisce: 'nell’uso giornalistico, accordo politico non lineare, frutto di basso compromesso. Dal napoletano ’nciucià, voce onomatopeica, che significa ‘parlottare segretamente’.

Si tratta quindi di un compromesso di basso profilo, concluso al solo scopo di spartirsi il potere.

Pare sia stato introdotto dal giornalista di Repubblica
Mino Fucillo in un'intervista a D'Alema (!) nel 1995.

I compromessi, nell'azione politica democratica, ci sono sempre stati: solo le dittature, in genere, li escludono.

Ce n'è uno molto importante già all'origine della nostra storia unitaria: il
'connubio' Cavour-Rattazzi (centro-destra + centro-sinistra, se si vuole).

Ma poi abbiamo avuto il
'compromesso storico', la 'solidarietà nazionale', le 'larghe intese', le 'convergenze parallele': tutte definizioni che si sono riferite a compromessi di varia natura tra forze politiche diverse.

A proposito dell'intera questione penso quanto segue.


In democrazia il compromesso, gli accordi tra partiti diversi, sono spesso se non indispensabili, sicuramente inevitabili.

Quando un raggruppamento ottiene dall'elettorato la maggioranza assoluta dei consensi non c'è bisogno di compromessi: può procedere con la sola sua forza parlamentare e governare tranquillamente.

Sempre nell'interesse dell'intero Paese.

E senza annullare le istanze di cui la minoranza è portatrice: se non vuole realizzare quell'esiziale 'dittatura della maggioranza' già deprecata in tempi non sospetti da Tocqueville e Stuart Mill.

In ogni caso, quando c'è una maggioranza, i compromessi si dovrebbero escludere: si devono fare le leggi che servono, senza tentennamenti.

Per questo
il compromesso che D'Alema ha tentato con Berlusconi nella seconda metà degli anni novanta è da classificare come di basso profilo e negativo: un vero e proprio inciucio.

Che, oltre tutto, non è servito a niente: se non a 'resuscitare' Berlusconi che allora era in difficoltà.

Anziché varare le leggi sui monopoli televisivi e sul conflitto di interessi, D'Alema ha cercato un'intesa al ribasso con il principale oppositore di quelle essenziali norme di civiltà

E' anche da ricordare (a
Grillo-Casaleggio e ai suoi sodali, soprattutto) che in democrazia, chi ha la maggioranza non può fare tutto ciò che vuole: fortunatamente. Ci sono dei controlli e delle garanzie che impediscono a una maggioranza di piegare le Istituzioni alle sole sue esigenze.

Berlusconi con le elezioni del 2008 aveva conquistato una maggioranza assoluta di tutta tranquillità ma nonostante questo non è riuscito a far approvare le leggi anti magistratura che tanto gli stavano a cuore e dopo nemmeno 3 anni è stato addirittura costretto a gettare la spugna.

Per farla breve e per venire all'oggi.


Abbiamo appena fatto le elezioni, viviamo in una situazione economica disastrosa e la società è percorsa da tensioni drammatiche.

Siamo in presenza di un Parlamento che non è stato nemmeno in grado di eleggere un nuovo Presidente della Repubblica.


Onestamente, esiste una qualche alternativa al compromesso?

L'unica è costituita da nuove elezioni.

Ce le possiamo permettere?


Lo chiedo a
Grillo-Casaleggio e magari anche a Travaglio che è diventato il pontefice massimo della lotta all'inciucio.

Io credo di no.

Con questa legge elettorale, poi, sarebbero addirittura disastrose.

Anche per modificare la legge elettorale c'è bisogno di un compromesso.

Per dare una prospettiva ai giovani, per arginare l'emorragia di posti di lavoro, per bloccare la cementificazione e salvaguardare il territorio ...: per tutto questo e per molto altro ancora c'è bisogno di un compromesso. Altro che inciucio!

Certo, il compromesso richiede che vengano messe da parte le istanze più qualificanti dei 2 schieramenti: in questa situazione non si potrà parlare di conflitto di interessi (purtroppo!) ma nemmeno di bavaglio alla magistratura (per fortuna!).

Il compromesso non è certo il massimo: non è nemmeno ciò che personalmente vorrei.


Ma in situazioni come l'attuale mi pare l'unica via d'uscita.

Che cosa farebbero Travaglio e Grillo-Casaleggio?


Niente compromessi, quindi niente modificazione della legge elettorale, quindi nuove elezioni con un risultato simile all'attuale: a quel punto che si fa?

Nuove elezioni?

All'infinito?

E noi, tutti noi, dove andremmo a finire?

Mi permetto di suggerire qualcosa ai giornalisti.


Anziché continuare a rimestare l'inciucio e circondare di microfoni
Renzi (che frigge il nulla), Grillo (che lancia crociate impossibili) o Berlusconi (che parla solo pro domo sua), vadano in giro per il Paese, denuncino le malefatte, facciano conoscere i drammi, evidenzino lo sfascio e magari elaborino delle proposte positive e percorribili.

Dei politici ne abbiamo abbastanza: cambiamo aria e rotta.


C'è un Paese da salvare.

(E, come insegnavano un tempo i professori di lettere, non usiamo 'impropriamente' il termine 'inciucio')

























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