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INTERNET ... senza

2007-2010 > 2008 > STILLE

(04/06/2008)

Non pretendo certo disquisire su Internet.

Gli sono stati dedicati interi scaffali di volumi: per non parlare delle trasmissioni televisive.


Darò conto, molto semplicemente, della mia esperienza.


Sono abbonato a Internet fin dalla sua prima comparsa in Italia.

Dapprima con piccoli Provider a pagamento poi, gratuitamente, con i grandi Server.

Inizialmente i contatti erano frettolosi ed episodici: per non pesare eccessivamente sulla bolletta del telefono.

Dopo, con l'abolizione del canone fisso e l'abbassamento delle tariffe, la mia frequentazione si è fatta sempre più assidua.

Intanto ha fatto la sua comparsa la ADSL: sigla misteriosa e, inizialmente, anche alquanto costosa.

Al punto da suscitare diffidenza e sospetto.

Ma anche in questo settore è poi intervenuto un generale abbassamento delle tariffe.


Non solo: contemporaneamente è cominciato a furoreggiare il fenomeno delle mega bollette - Internet.

Tuttora perdurante.

Accade cioè che mentre navighi tranquillo pensando di pagare la tua solita bolletta, qualcuno, senza che tu lo possa sapere preventivamente, ti stacca dal tuo Provider e ti collega a dei numeri privati a pagamento, creati a posta per succhiare in pochi minuti notevoli quantità di euro.

Proprio come accadeva nel Medio Evo: passando per una strada potevi essere assalito e derubato di tutto.


In Internet non vieni ammazzato ed è già un bel passo avanti.


Come questo possa capitare è per me un mistero: ho sempre pensato che , sotto, ci deve essere qualcosa di poco chiaro.

E di molto lucroso anche per 'entità' insospettabili.

Dicono che è tutto legale e forse è così ma, sicuramente, è del tutto immorale.

In ogni caso a me è capitato due volte: in entrambe le circostanze sono riuscito ad evitare il pagamento previa denuncia alla polizia postale.

Per chi non abita a Roma devo precisare che recarsi a Trastevere per fare la denuncia alla polizia postale vuol dire perdere l'intera giornata: condita da notevole stress e da lancinanti travasi di bile.


Alla fine ho optato per la ADSL: anzi, non contento, ci ho aggiunto pure il Voip.


Pago un abbonamento mensile ad un Server e posso viaggiare in Internet senza alcun limite né di tempo, né di materiali scaricati o caricati.

Ad una velocità che non è mai quella dichiarata e promessa dal Provider ma che è, comunque e sempre, immensamente superiore rispetto alla precedente.

In questo modo vengono messe fuori causa le involontarie, disgraziate e costosissime telefonate trabocchetto.


Tutto bene?

Sembra tutto perfetto.

Il trionfo della tecnologia avanzata su quella primitiva.

La leggerezza dell'essere che si impone alla sua pesantezza.

Dicevo sembra perché anche il delizioso 'giocattolo' ADSL + Voip ha i suoi inconvenienti.

Se manca la corrente per esempio non solo non puoi più navigare ma nemmeno telefonare.

E questo è ancora sopportabile.

C'è dell'altro: i Server, interessati come sono ad acquisire sempre nuovi clienti, non badano alle potenzialità della loro rete e non controllano l'effettiva capacità del sistema che, sovraccarico, diventa pressoché inutilizzabile.


A me è successo tra gennaio e marzo di quest'anno: una specie di calvario.


Il flusso era regolare dalla mattina fino alle 4 del pomeriggio: a quell'ora il sistema rallentava fino alle 23 circa, quando ricominciava a correre regolarmente.

'Rallentava' è un eufemismo per dire che impiegava anche mezz'ora per collegarsi e poi ti dava uno spezzone di notizia ogni era geologica.


Una cosa da far saltare i nervi anche al più paziente degli eremiti.


Inviare mail al centro Assistenza o telefonare al call center del Provider (cosa che ho fatto a più riprese) significava alimentare in modo impressionante la propria esasperazione.

Dulcis in fundo si è rotto il modem: quasi 15 giorni per averne uno nuovo.

15 giorni senza Internet e senza telefono: in entrata e in uscita.


15 giorni da incorniciare quanto ad allegra e incontrollata secrezione di succhi gastrici.


Per farla breve e per sottolineare l'onnipotenza della tecnologia riferirò soltanto ciò che è successo la mattina dell'ultimo giorno.

Era un giovedì mattina.

Quattro telefonate.


La prima al corriere: sapete niente del mio modem...? No: serve il numero di spedizione.

Seconda telefonata, al call center del Provider: il corriere ha bisogno del numero di spedizione per ... Benissimo, eccolo...

Terza, al corriere: il numero di spedizione ... Con questo numero non risulta alcuna spedizione, né effettuata né semplicemente richiesta.

Quarta telefonata, al call center: come mai ...? Bah, sì, pare che non risulti, forse c'è stato un errore, dobbiamo fare accertamenti, chiedere nuovamente, sollecitare ... richiami la settimana prossima.


Passata un'ora dall'ultima telefonata, squilla il citofono: è il corriere con il modem.


In questi 15 giorni senza Internet, oltre a non poter più occuparmi del sito, a non poter fare né ricevere telefonate dal fisso, mi sono accorto di non aver più potuto dar corso a molte altre operazioni.

Per esempio.

+ Ricevere o spedire mail e fax.

+ Colloquiare di tanto in tanto in chat con gli amici.

+ Raggiungere in voce e in video (Messenger o Skype) persone care sparse un po' in tutta Europa.

+ Sbrogliare problemi quotidiani di qualunque tipo: ricette culinarie; rompicapi hardware o software; informazioni concernenti eventuali patologie; difficoltà inerenti il funzionamento di cellulari, recorder, video camere digitali e simili; istruzioni relative alla pulizia di certe macchie o alla riparazione di aggeggi inusuali ...

+ E poi l'informazione. Senza Internet si ridiventa tele dipendenti, si ritorna ad essere 'fruitori' passivi dell'informazione.

+ E le enciclopedie, i dizionari, gli approfondimenti, le traduzioni ...

(e dire che non sono interessato ai giochi, allo scaricamento abusivo di musica e film, al mondo delle scommesse, al sesso border line ...)


Sono Internet dipendente?

E' una bella domanda a cui non so rispondere con sicurezza.

Ho constatato, nei giorni dell'Assenza, di essere ancora in grado di gestire la mia esistenza: con un po' di nervosismo, all'inizio, ma poi sempre più serenamente.

Senza Internet si può dedicare più tempo a se stessi, ai propri cari o anche solo al mondo circostante.

Ci si può lasciare andare al pensiero creativo.

Impegnarsi in produzioni originali.

E' certo che quello di Internet non è un mondo completamente fittizio: lo è molto meno di quello televisivo.

Second life è solo una infinitesima parte ludica di Internet: che non mi attrare minimamente. Gli avatar non mi dicono niente: ritengo, anzi, che possano essere fuorvianti.


Il bello di Internet è che ci devi andare: ti devi muovere al suo interno, devi operare continuamente delle scelte, ti devi spostare seguendo un tuo filo.

Non basta premere un pulsante: se non lo vuoi tu, se non lo scegli deliberatamente nessuno ti riempie con alcunché, nessuno ti invade per succhiarti il cervello e mangiarsi la tua anima.


Internet è sterminato e come tale rasenta l'infinito: non basta, ad esplorarlo completamente, tutto il tempo di una singola umana esistenza.

In questo senso può diventare un chiodo fisso, può creare dipendenza e crisi di astinenza.


Può trasformarsi in una sorta di patologia.


Il che, tuttavia, capita anche con altri ritrovati della tecnologia moderna: con la televisione, innanzi tutto, ma anche con il cellulare, con la video camera, l'iPod, anche con una automobile o con una moto ...


Può succedere con qualsiasi fantasia, idea o strumento che noi assolutizziamo al punto da renderlo unico.

Per tacere dell'alcool e delle droghe.


Se, però, la vita rimane vasta e diversificata e aperta alle più svariate esperienze, allora Internet diventa un'avventura come tante altre, forse più interessante di tante altre, un'esperienza da utilizzare fino in fondo fin che è disponibile, di cui fare a meno quando le circostanze lo impongono.


Con un po' di fatica e con qualche frizione.

Ma conservando intatta la propria capacità di giudicare e di operare.

L'originalità e la propria identità.


















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