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Italia-Sudafrica

2007-2010 > 2008 > COSTUME

14-20/07/2008

ITALIA - SUDAFRICA


E' di poco tempo fa la notizia relativa ai drammatici scontri razziali scoppiati in Sudafrica.

E' successo che i neri poveri sudafricani hanno assalito neri ancora più poveri provenienti dai Paesi vicini (Zimbawe, Mozambico, Angola, Botswana ...) e li hanno massacrati a bastonate.

Questi poverissimi immigrati sono accusati dai sudafricani di rubare loro il lavoro.

I primi infatti accettano di lavorare anche per un salario da fame.

Episodi simili sono successi anche in America e nella civilissima Europa.

La stampa ha tirato fuori, anche in questo caso, l'accusa di razzismo.

Questo termine mi sembra francamente 'abusato': viene adoperato per spiegare e interpretare eventi diversissimi tra loro, che con il razzismo non hanno molto a che vedere.

I media, come si sa, non sono mai neutri: il loro orientamento è sì determinato dai giornalisti ma in parte ancora maggiore è stabilito dai grandi gruppi economico - finanziari che ne detengono la proprietà.

Ora, questi ultimi, non hanno alcun interesse che i fenomeni siano indagati, sviscerati e capiti nelle loro reali dinamiche.

Preferiscono che si sollevino degli immensi polveroni ideologici dentro i quali annegare tutto senza che mai vengano afferrate le ragioni profonde degli accadimenti.

Molte delle tensioni sociali che agitano il mondo contemporaneo - in Sudafrica come in Italia, in Francia come in Mexico - hanno origini economiche più che razziali.

Sono la povertà e la mancanza di benessere stabile e duraturo che spingono alcune popolazioni contro altre.

Quando degli italiani insorgono contro gruppi di non italiani non è quasi mai per motivi razziali ma quasi sempre per ragioni economiche: magari ritengono, a torto o a ragione, che i nuovi venuti, accontentandosi di salari molto più bassi, trasformino i giovani italiani in disoccupati a vita.

Quando c'è benessere e piena occupazione è difficile che la propaganda razzista attecchisca al punto da scatenare scontri violenti.

La stessa considerazione sembra valere anche per le contrapposizioni religiose.

Se manca il lavoro, se le prospettive sono incerte, se il benessere si sgretola, allora esplode il razzismo, allora scoppia il fanatismo religioso.

E' la globalizzazione mondiale guidata da un pugno di finanzieri senza scrupoli né principi che è all'origine di buona parte delle tensioni che agitano la vita del nostro tempo.

Fino a che questo manipolo di autentici aguzzini non sarà stato messo fuori causa dalla politica e dai popoli non ci sarà né tranquillità economica né benessere generalizzato.

Ci saranno guerre e scontri sanguinosi.

Si griderà al razzismo e al fanatismo religioso.


Mentre i veri responsabili dei delitti contro l'umanità continueranno a prosperare nell'ombra.


NOTA

Con il che non si vuol negare né il razzismo né il fanatismo religioso.

Fenomeni gravi e inquietanti.

Che hanno tuttavia una diversa natura è una differente eziologia.

Di questi mi occuperò in un'altra occasione.























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