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la magistratura e le elezioni

2007-2010 > 2008 > POLITICA

(23 - 29/06/2008)

LA MAGISTRATURA E LE ELEZIONI


L'unto del signore continua a ripetere: sono stato eletto dal popolo, quindi non posso essere indagato dalla magistratura.

Che lo dica lui lo si capisce.

Che lo ripetano i suoi è comprensibile.

Che lo affermino anche quelli di AN è un po' meno ovvio: visto che hanno fatto di tutto per accreditarsi come vecchi e incalliti democratici.

Che lo riproponga la Lega è veramente emblematico del livello infimo che abbiamo toccato quanto a sensibilità istituzionale.

Io credo che dovrebbe intervenire ufficialmente e solennemente il Presidente della Repubblica per chiarire alcuni punti elementari.

Essere eletti dal popolo non vuol dire sottrarsi alla magistratura: sono due situazioni completamente diverse e totalmente indipendenti l'una dall'altra.

Si può essere eletti e perseguiti oppure non eletti e non perseguiti e così via.

Diversamente quello giudiziario non sarebbe un potere ma un organo amministrativo sottoposto al governo.

Come nelle dittature.

Bisogna chiamare le cose con il loro nome e dire che quella affermazione sarebbe stata a pennello in bocca a Mussolini.

Non so se Berlusconi lo sa o fa solo finta di non saperlo.

Derivano da queste ancestrali affinità gli improvvisi cedimenti di AN?

Quanto alla Lega forse si tratta solo di una questione di potere.

Ma il presidente della Repubblica che cosa aspetta?

Visto che siamo in presenza di dichiarazioni ufficiali, rilasciate, per di più, in sede europea.

Anche Giovanni Giolitti giocò a fare lo struzzo.

E tutti sappiamo come è andata a finire.





















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