ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


la melassa

2007-2010 > 2008 > FLUTTUAZIONI

(30/05/2008)

#. Novecento, seconda metà, dagli anni 50 ai 70 compresi.

La ricostruzione e la successiva prima ondata di benessere hanno determinato, all'interno della società, delle forti caratterizzazioni.

Sul piano culturale, politico e sociale tutto era differenziato: ruoli e idee erano definite fin nei minimi dettagli.


Tutto era perfettamente inquadrato.

Chi era comunista e chi era fascista.

E chi si collocava programmaticamente al centro.


All'interno di ciascun schieramento si costituivano poi ulteriori diversificazioni.

Nella sinistra, per esempio, esistevano una miriade di gruppi e gruppuscoli: ognuno con i suoi simboli, ognuno con il suo linguaggio, ognuno fiero dei propri caratteri distintivi.

Chi si occupava di politica era in grado, dopo poche battute, di capire con precisione la collocazione di coloro che intervenivano ad un dibattito.


Da una parte c'erano gli operai e dall'altra gli imprenditori.

E c'erano gli studenti che contestavano perennemente i loro professori.

E così via.


La caratterizzazione richiedeva non solo discorsi ma anche comportamenti conseguenti.

Chi era cattolico, ad esempio, non si limitava a difendere, a voce, alcuni valori cristiani ma viveva rispettando la dottrina della Chiesa.


Probabilmente questa tipizzazione era collegata alla guerra fredda.

Che non era soltanto un certo tipo di politica estera.

Ma era una vera e propria forma mentis.


#. Dagli anni ottanta le cose sono cambiate, determinando una situazione del tutto nuova che dura ancora ai nostri giorni.


E guarda caso l'implosione dell'URSS e la fine della guerra fredda sono avvenute proprio in quel periodo.

La nuova condizione non contempla più identità rigide, contrapposizione nette e precostituite.

Puoi trovare l'industriale che si iscrive al partito dei lavoratori e questi ultimi che portano avanti il punto di vista dell'azienda.

Ci sono persone che enunciano certi principi e sembrano quindi appartenere ad un determinato schieramento ma poi si comportano in maniera del tutto diversa.

Nessuno può dire in partenza quale sia il significato esatto di un discorso, dove vada a parare.

Potrebbe arrivare a certe conclusioni ma potrebbe anche finire dentro considerazioni del tutto opposte.


Ci sono personaggi che in pubblico si sbracciano in favore della Chiesa e poi vivono, nel privato, contro i suoi insegnamenti.

E ci sono laici che chiedono alla Chiesa di restare dentro i propri confini e poi si comportano come se mettessero in pratica alla lettera le sue dottrine.


Anche i dibattiti che si presentano come assolutamente tranquilli, perché animati da persone dello stesso orientamento, possono concludersi in vere e proprie risse.

Ognuno definisce la sua posizione e chiarisce le proprie idee in rapporto a quanto viene detto dagli interlocutori.


La distinzione non può essere operata a priori, niente è precostituito.

La caratterizzazione non dura mai più di un confronto televisivo.

Vale solo all'interno dello show, che richiede la diversità, per ragioni di audience.

Finito lo spettacolo si possono sostenere anche opinioni radicalmente opposte, almeno finché non vengono fatte proprie da qualche altro interlocutore, perché allora è giocoforza cambiare.


Insomma: tutti sostengono tutto e il suo contrario.

Lo si è visto anche nelle recenti elezioni.

Partiti di sinistra abbandonati dai propri elettori che hanno preferito votare a destra.

Leaders di destra che fanno discorsi di sinistra e dirigenti di sinistra che lanciano parole d'ordine di destra.

Veltroni imbottisce il neonato PD di ragazzi e ottiene il voto dei pensionati.

Molti giovani, dal canto loro, preferiscono cantare 'per fortuna che Silvio c'è' al seguito del vecchio camaleonte. Che con molti programmi delle sue reti ha 'corrotto' i ragazzi.


Naturalmente in tutto questo non c'è nulla di segnato, niente di definitivo.

Perché tutto può cambiare nel giro di poco tempo, nel breve volgere di qualche mese.

Addirittura nello spazio di qualche battuta.


Non siamo alla Torre di Babele.

Nella Torre di Babele la specificità è assoluta: ognuno è così fortemente caratterizzato da non riuscire ad entrare in rapporto con nessun altro.

Ognuno va per la sua strada senza alcuna possibilità di incontro.

Adesso le persone si capiscono fin troppo bene: talmente bene da essere in grado di assumere ognuna il ruolo dell'altra.

Di essere capaci, in un contesto diverso, di parlare e di operare esattamente come i propri avversari.


Ognuno, per allargare la sua platea, cerca di utilizzare le tesi degli altri, lasciando in disparte il proprio punto di vista.

Che viene subito afferrato da qualche altro interlocutore in cerca di una scialuppa per emergere.


#. Siamo alla melassa.

Al blob.


Siamo ad una massa indistinta e grigiastra, vagamente dolciastra, animata senza sosta da piccole bolle che vivacizzano l'amalgama.

Le bolle si formano e scoppiano per lasciare subito il posto ad altre bolle destinate alla stessa sorte.


Chi era abituato alle distinzioni è del tutto spaesato.

Non sa che pesci prendere.

Non sa orientarsi.

Quanto meno rischia di essere tagliato fuori.

Come fare per districarsi?

Forse non è necessario districarsi.

Forse ci si deve semplicemente calare nell'impasto molliccio e diventare una bollicina votata ora a gonfiarsi ora a scoppiare, a seconda delle contingenze.

Che è un po' come rassegnarsi.


O forse è ancora possibile mantenere in vita una qualche forma di resistenza.

Una linea di condotta che rifugga dal generale ottundimento e preservi l'identità.

Una identità tira l'altra e non è da escludere che si riesca ad incidere sull'andazzo generale.


Anche se, in questo caso, il rischio è don Chisciotte.

Personalmente correrò questo rischio.

Lo preferisco, al flaccido magma.

















il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu