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la tassa del cavaliere

2007-2010 > 2008 > POLITICA

(23 - 29/06/2008)


LA TASSA DEL CAVALIERE


Tremonti non sa più che cosa inventare per dimostrare la sua bravura e la sua creatività.

Bravura e creatività che mette al servizio del suo capo politico e poi anche del popolo italiano.

Adesso ha inventato la 'Robin Tax': per colpire chi negli ultimi anni ha accumulato un surplus di reddito.

Perché scomodare Robin Hood?

Perché ricorrere all'inglese?

Per populismo?

Per spargere lustrini e fumo negli occhi?


Bastava una bella e ordinaria tassa su tutti i redditi eccedenti un certo importo e il gioco era fatto.

Con molto meno clamore e, probabilmente, con risultati più cospicui.

Oppure avrebbe potuto onorare il suo capo ufficio introducendo una bella tassa speciale sui guadagni pubblicitari.

Se c'è una persona in Italia che in questi ultimi anni si è arricchito oltre ogni immaginazione è proprio il signore delle televisioni.

Che, senza produrre alcunché, senza trasformare materie prime, senza erogare mutui o mettere in piedi imprese commerciali ha incrementato oltremodo il suo patrimonio: solo arruolando attricette e divetti per i siparietti pubblicitari.

Un patrimonio che gli permette di comprar ville, tenute, calciatori e intrattenitori.

Un patrimonio imbarazzante tanto che, a volte, il suo titolare dà l'impressione di non sapere più come gestirlo.

E allora, caro e impareggiabile Tremonti, perché non rosicchiarne una parte più generosa da destinare al popolo italiano che, tra l'altro, in qualità di teledipendente è il primo artefice di tanta ricchezza?

Potresti ossequiare il grande capo chiamando il nuovo tributo: LA TASSA DEL CAVALIERE.





















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