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l'acido dolce di FACEBOOK

2011 > licenza


27 maggio 2011



l'acido dolce di FACEBOOK



Quando si scriverà la storia di questo periodo, si dovrà anche ragionare sul ruolo avuto dai social network (Facebook, in particolare) sui comportamenti delle persone, soprattutto dei giovani.

Sono possibili
più letture diverse.

Per comodità ne prendo in considerazione solo
2.


*)

La prima è quella corrente: è diventata una vulgata, ormai.

-) Facebook è lo strumento che permette ai giovani di restare in contatto continuo tra di loro, che facilita il confronto, che agevola la manifestazione dei sentimenti e delle emozioni e che, quindi, aiuta le persone a conoscersi sempre meglio.

In questo senso FB è fonte di idee e campo di sperimentazioni.

-) Non solo. FB è un agente mondiale di democrazia, è l'espressione massima della libertà sul piano planetario.

Per mezzo suo gli oppressi di tutto il mondo possono far conoscere le loro condizioni, possono collegarsi con coloro che la pensano allo stesso modo, riescono ad organizzare manifestazioni e a costringere il potere tirannico a uscire allo scoperto.


*)

C'è tuttavia un altro ruolo di cui non si parla quasi mai:
la funzione conservatrice di FB.

-) FB è una macchina per far soldi che in poco tempo ha reso miliardari i suoi giovani inventori.

Alle spalle (o, se vogliamo, con la complicità passiva) dei milioni di utenti: che sono utilizzati per incrementare la raccolta pubblicitaria e per aumentare le tariffe. Se nessuno o pochi entrassero in FB, non ci sarebbe alcuna ricchezza, nessun giro di affari.

Per questo io credo che i miliardi di dollari raccolti andrebbero, almeno in parte, distribuiti tra gli utilizzatori di FB: visto che sono loro che li producono.

-) FB funziona poi come valvola di sfogo, come palestra di esercitazione narcisistica, come spazio ideale in cui dar libero corso ai sentimenti, alle emozioni, qualche volta anche alle passioni e perfino agli istinti.

E' soprattutto
il campo della chiacchiera: continua, irrefrenabile, totale e disinibita. Una chiacchiera che sbollisce la collera e depotenzia le incazzature.

Per molti giovani
tutto avviene in FB: l'amore e l'odio, la poesia e la musica, l'esibizione di sé e lo scandaglio dell'altro, la produzione di idee e la creazione di immagini.

Per il mondo della vita resta poco altro, le energie vengono scaricate completamente in FB.

Che, in questo senso, può essere considerato un sedativo inibitore,
un acido dolce, un sonnifero tranquillante.

Capace di far sembrare
'il cambiamento della società' una chimera e 'il rimboccarsi le maniche' una metafora buona, al più, per i lavoratori della terra.

Non c'è più bisogno di scendere per strada a manifestare la propria insofferenza né di andare in piazza ad urlare basta! e a chiedere un radicale rinnovamento: lo si è già fatto in FB e tanto basta.

Chissà,
se i ragazzi del '68 o quelli del '77 avessero avuto Internet e un qualche social network, forse non si sarebbero mossi da casa e non avrebbero dato il via a quella trasformazione del costume che si è poi affermata negli anni successivi.

Qualcuno dirà che non ci sarebbero state neanche le Brigate rosse con i loro morti ammazzati e l'eversione nera con tutte le sue stragi: può darsi, visto il niente che trionfa adesso.

O chissà:
forse tutto sarebbe successo esattamente come è accaduto.

E' difficile dirlo.


Sta di fatto che oggi i ragazzi sviluppano gran parte della loro attività in FB, coltivano i contatti sociali attraverso FB (non per niente è un social network) il che li esime dall'avere poi anche rapporti concreti e operativi e dall'assumere iniziative tese a modificare il reale.

E' molto meno faticoso e forse anche più gratificante continuare a
svolazzare nell'etere.

Dico questo pensando soprattutto ai
giovani italiani che in fatto di iniziative concrete, almeno a livello nazionale, finora hanno fatto veramente poco.

Qualcuno dice che
non fanno assolutamente niente.

Si muovono in tutto il mondo, ultimamente anche in Spagna: qui da noi no.

Eppure vivono una condizione di disagio incredibile, studiano anni per una professione che non potranno mai esercitare, svolgono lavori umilianti retribuiti in maniera vergognosa.

A parte il presente,
il loro futuro è ancora peggio: è così nebuloso e incerto da essere proprio inguardabile, prima che inaccettabile.

A fronte di tutto questo
il loro motto sembra essere: 'niente di nuovo sul fronte occidentale'.

Oppure: 'tout va très bien, madame la marquise'.


Non credo non abbiano ansie e preoccupazioni, non vivano frustrazioni e delusioni, anche profonde, anche cocenti.

Ma le riversano in FB: fuori non succede niente.

Fino a quando?


Per il Potere FB è meglio di uno strizzacervelli, meglio di un prete: è meno costoso (anzi, fa addirittura guadagnare), più anonimo e discreto e, soprattutto, molto ma molto più efficace.

Negli anni a venire
gli erigerà dei monumenti: 'per aver contribuito a sgonfiare sul nascere ogni possibile contestazione'.

A meno che i giovani non decidano che FB può essere utile non solo per 'cazzeggiare' ma anche per fare:
un sorta di laboratorio che, poi, ti butta fuori a riprenderti la vita.

Nemmeno questo si può escludere.




















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