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3 maggio 2010

lazio ... roma ... inter



Sono stato tirato per la giacca, come si suol dire, e spinto a esprimere un'opinione sulla partita Lazio-Inter.

Come tutti sanno dal mio ultimo intervento (molti lo sapevano già da prima) sono interista.

Mi permetto di dire due parole, le ultime, dopo di che, penso, non parlerò più di sport.

(Che è una delle tante attività umane, non la più importante, tuttavia.

Che non deve, in ogni caso, diventare una sorta di '
oppio' che assorbe tutte le nostre energie e ci impedisce di guardare al di là del nostro naso.)



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Per prima cosa vorrei dire che ci sono ben altri problemi cui pensare: la disoccupazione, la non occupazione, il precariato, la crisi che ci sovrasta, le emergenze ambientali, la cementificazione dell'Italia, la spaccatura dell'Italia, l'avvelenamento dell'Italia, l'ammodernamento dell'Italia ...

Bastano?


Credo di sì, anche se ce ne sarebbero molti altri.


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Sono scesi in campo anche i politici per dire la loro (per dire ciò che detta loro l'intestino, più che altro) sulla partita: che c'entrano i politici?

Sono dei tifosi come gli altri, non è che la loro opinione è più neutra o più 'pesante'.

Eppure cercano di condizionare le cose.

Mi dispiace ma devo citare per tutti il solito Gasparri che, anche in questa occasione, si è distinto per poco cervello e molto altro, invece, di quelle parti che non voglio nominare: ha detto che il campionato è stato falsato e rovinato e che lo scudetto di quest'anno sarà come quello assegnato a tavolino.

Dimenticando che tutto è ancora da decidere e che il titolo lo potrebbe anche vincere la sua amata Roma.

Se lo vincesse la Roma, che cosa direbbe la lingua di Gasparri?

Che vale doppio?


E che c'entra lo scudetto o l'Inter in tutto questo?

Che è, se mai, uno psicodramma tra tifosi della Roma e tifosi della Lazio (neanche tra Roma e Lazio).


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Quelli che sopporto di meno sono i giornalisti, i commentatori che fingono di essere imparziali: secondo me non ce ne sono di neutrali, per mille ragioni.

Sarebbe quindi bene che tutti dichiarassero solennemente se non il proprio tifo, almeno le loro simpatie.

Così come non possono essere considerati imparziali commentatori, tifosi dichiarati di una qualche squadra, che, nell'occasione, spergiurano di porsi al di sopra delle parti.

E si sentono autorizzati a tranciare giudizi e a sputare veleno a tonnellate.

Questi sì meritano in pieno la parola 'vergogna!'.


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Che il tifo sia irrazionale l'ho già detto e scritto più volte.

Che il tifo faccia dire cose orribili e tremende anche di persone che per molti altri versi stimiamo e apprezziamo, anche questo è documentato.

Perché scandalizzarsi?

Perché tirare fuori, quando ci serve, una razionalità che non c'è?

Che non c'è mai stata da parte di nessuno?


Perché volersi ammantare di una
verginità che non esiste negli avversari e ancor meno, forse, alberga in noi stessi?


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E così succede che
i milanisti tifano contro l'Inter, anche quando gioca in campo internazionale, che gli interisti tifano contro la Juventus: e così via e viceversa.

E' sempre successo e continuerà a capitare.


Andrea Pirlo, centrocampista del Milan e della nazionale, ex dell'Inter, prima di Barcellona-Inter ha detto chiaramente che tifava Barcellona.

Nessuno si è scandalizzato, anche se era una enormità.


Una enormità sul piano razionale ma una posizione del tutto spiegabile dal punto di vista del tifo.

Io sono interista ma, nonostante tutto, lo capisco il Pirlo.


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Si sa anche, è sempre stato così, che le inimicizie più violente e durature sono tra i tifosi delle squadre della stessa città.

Chiedete a quelli del City che cosa augurano a quelli dello United...: lo stesso dicasi dei tifosi dell'Inter nei confronti di quelli del Milan, Torino -Juventus e quindi anche Lazio-Roma.

E viceversa.


Qualcuno dirà che non è normale che sia così: ma è sempre stato così e il segreto sta sepolto dentro la contorta psicologia umana.

E' lo stesso segreto che governa le liti tra famigliari, che sono sempre le più efferate.

I tifosi della Lazio hanno sicuramente esagerato ma il loro torto più vero è di aver stracciato l'ipocrisia e messo a nudo le pulsioni autentiche e profonde dell'animo (del tifoso).

Questo ha fatto molto male soprattutto a chi non voleva guardare dentro se stesso, non voleva sapere, voleva far finta di credere di essere diverso.


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Il derby Roma-Lazio ha lasciato degli strascichi violenti: soprattutto, com'è naturale, in chi ha perso.

In chi non ha digerito certi sfottò e non vedeva l'ora di ricambiare.

Come ho detto, gli sfottò dovrebbero essere l'aspetto più violento del calcio ma, ho scritto anche questo, bisogna saperli fare e anche ricevere.

Non si può pretendere di farli ingoiare agli avversari e di non averne mai in cambio.

Gli striscioni e gli applausi di Lazio-Inter erano la continuazione, da parte laziale, di ciò che non erano riusciti a esprimere durante il derby.

La risposta a ciò che ritenevano di aver ingiustamente subito.


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La Lazio ha avuto la fortuna di avere un portiere in forma strepitosa e la sfortuna di non aver azzeccato alcuni tentativi ben costruiti: se Kolarov, Zarate o Floccari avessero indovinato i loro tiri, la partita poteva avere un andamento diverso.

D'altra parte l'Inter ha messo in campo la miglior formazione possibile, memore dello scudetto perso proprio all'ultima giornata e proprio per mano della Lazio.

Quindi, scinderei il comportamento dei tifosi (che si spiega con le dinamiche irrazionali di cui sopra) da quello della squadra che qualcosa, dato il momento e le contingenze, ha comunque cercato di fare.


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I tifosi della Roma, soprattutto dopo il derby, non si sono certo risparmiati, nemmeno su Facebook, nello sfottere (tante volte anche nell'insultare) i dirimpettai della Lazio.

Onestamente e con quale faccia potevano poi pretendere che i tifosi della Lazio li ricambiassero con un sostegno, un incitamento e magari un favore?

Come ho già detto più volte, nella vita bisogna sempre cercare di mettersi nei panni degli altri: risolverebbe molti problemi, non ultimo anche questo piccolo caso.

Provino i tifosi della Roma a cambiar casacca e confessino a loro stessi (non lo devono dire a me né a nessun altro, solo a loro stessi) quale sarebbe stato, nella stessa contingenza, il loro atteggiamento.


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In ogni caso, ripeto, la Roma ha ancora la possibilità di vincere lo scudetto e la Coppa Italia.

Perché urlare già da adesso di essere stati derubati?

Per precostituirsi degli alibi?

Lo capisco.

Per godere il doppio?

Va bene.

Ma allora la Lazio non c'entra e ancor meno l'Inter.

La Roma e l'Inter sono arrivate dove sono, con pieno titolo e merito: senza rubare niente di particolare a nessuno, senza stravolgere né cambiare le carte.

Se le giochino fino in fondo le loro chances, senza piagnistei né recriminazioni.

Entrambe, io credo, meritano la vittoria finale.

Perché voler sottrarre all'avversario, l'eventuale vittoria, prima ancora che sia accaduto?

Perché sporcarla prima che l'abbia conseguita?


Come fa Gasparri che dimostra, anche in questo caso, di avere solo lingua e saliva e niente fosforo.

L'imperativo adesso è: giocarsela!

E vinca il migliore!





[E mettiamo una sordina al tifo che sarà (é) anche irrazionale ma che forse è suscettibile di un qualche controllo.

Anche perché, come dicevo all'inzio, ben altri sono i drammi che ci stanno davanti.

Che sovrastano l'umanità e che toccano da vicino anche la vita di ciascuno di noi.

Con sincera amicizia, per tutti.

Per tutte le casacche.]




















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