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le tre morali

2012


23 aprile 2012


le tre morali



Non è mai facile interpretare i comportamenti umani e ancor più difficile è valutarli.

Perché non solo afferiscono a culture diverse ma sono anche condizionati dal carattere e dalla personalità di chi li adotta, dalle circostanze, dalle contingenze e dai diversi set che via via si strutturano.

Tuttavia si può dire che, almeno nelle intenzioni, ognuno cerca di uniformarsi a valori e principi che sono tipici della sua cultura e/o, più in particolare, della religione cui aderisce (o non aderisce).

Per questo ritengo che, almeno per quanto riguarda l'ambito occidentale, si possano individuare
tre morali diverse: sicuramente ce ne sono molte di più ma credo che, queste tre, siano tra le più chiaramente caratterizzate.


Alcune avvertenze preliminari:

#. I termini che uso per nominarle, anche se possono far pensare ad una immediata confluenza in un certo tipo di fede, hanno tuttavia più un significato psicologico, sociologico, antropologico che strettamente religioso.

#. Non intendo esprimere valutazioni né giudizi di merito, ma solo caratterizzazioni. Rispetto alle quali, poi, ognuno è libero di fare le proprie considerazioni.

#. Le mie osservazioni non riguardano l'osservanza o meno delle leggi: materia che compete ai giudici e che viene trattata nelle aule dei tribunali. Si riferiscono esclusivamente all'etica e alle coscienze.

#. Naturalmente non è detto che chi rientra in una categoria non possa poi, talvolta, assumere qualche atteggiamento tipico di un'altra oppure comportarsi in maniera incoerente rispetto alle linee guida cui aderisce.
Questo perché i comportamenti umani sono inesorabilmente 'asintotici' rispetto ai valori e ai principi.


Detto questo cerco di delineare, con poche parole, le tre morali.


*)
'CATTOLICA'

Questa morale, a parte gli aspetti più propriamente religiosi, si basa su
alcuni valori estremamente importanti quali: §. il rispetto per le persone, §. l'amore verso il prossimo, §. l'uguaglianza di tutti gli esseri umani, §. la sacralità dei legami famigliari …

Tutto questo è condizionato da qualche altro non trascurabile aspetto:
+. la forte consapevolezza della fragilità umana che è portata a venir meno ai valori-guida; +. la necessità quindi di prevedere e ammettere il perdono; +. l'attribuzione al clero della facoltà non tanto di perdonare, quanto di annullare completamente i comportamenti negativi già messi in atto.

L'insieme di questi fattori porta la morale 'cattolica' al
lassismo, al trasformismo e, talvolta, perfino ad un tipo di vita poco conforme ai dettami del vangelo.

Diventa cioè la morale della casistica, quella 'gesuitica': così ostinatamente combattuta da Blaise Pascal.


E non si può dire che le sue polemiche anti gesuitiche siano circoscritte al '600.

Visto che questa morale annovera anche
'campioni' contemporanei quali Berlusconi e Formigoni.

Più
il secondo del primo, direi: visto che il 'sinistro' Celeste pretende addirittura di ergersi a paladino di quei valori che invece ha costantemente disatteso con i suoi disinvolti comportamenti.

(Mentre
il primo ha almeno avuto il buon gusto di non spacciare per esemplare la sua 'bassa' vicenda esistenziale, essenzialmente amorale).


*)
'CALVINISTA'


I principi di questa morale sono nati nella
Ginevra del '600, hanno poi variamente lambito il mondo tedesco e francese, hanno condizionato l'area anglosassone e si sono chiaramente affermati nell'Olanda del secolo d'oro.

Valori e principi di questa morale sono strettamente legati ad una certa visione del cristianesimo da cui non si può assolutamente prescindere.

-) Tutta l'attività dell'uomo deve mirare a glorificare Dio, -) a manifestare la fede, -) ad acquisire la certezza della propria elezione.

E' importante in questo contesto
-) obbedire ai comandamenti di Dio, -) operare in maniera indefessa per la propria realizzazione e per il successo (che rivela la potenza di Dio), -) occuparsi degli altri meno fortunati nella misura richiesta dai precetti delle Scritture.

Com'è noto la questione è stata studiata a approfondita da Max Weber ne 'L'etica protestante e lo spirito del capitalismo'.


E'
una morale inflessibile che ha prodotto benessere e ricchezza ma anche grandi disuguaglianze e conflitti insanabili.

E' la morale di chi fa offerte per le scuole degli orfani o per i lazzaretti dei nullatenenti ma che non esita poi a trattare come schiavi migliaia di dipendenti, ad accumulare fortune in barba alle disgrazie dei più.

Per certi versi è confluita, oggi, nei comportamenti e negli atteggiamenti di molti pescecani della finanza mondiale.


*)
'LAICO-LUTERANA'


La morale laica, di per sé, non si riferisce ad alcun tipo particolare di religiosità.

Attinge principi e valori dalla ricca tradizione culturale, artistica e scientifica dell'occidente: dalla filosofia greca e dalla letteratura latina, dal cristianesimo e dalla rivoluzione scientifica, dal Rinascimento e dalla Riforma, da Dante e da Shakespeare, da Hume e da Kant, da Goethe e da Tolstoj …

Ho aggiunto quel
'luterana' per togliere di mezzo il 'perdonismo' e il 'lassismo' tipici di una certa mentalità 'cattolica'.

I suoi valori si basano sui
_) principi di universalità e reversibilità e si fondano sulla _) constatazione della sostanziale uguaglianza di tutti gli esseri umani.
Uguaglianza che si alimenta ed arricchisce delle
_) diversità individuali.

Quindi: ciò che vale per qualcuno, deve poi valere per tutti, ciò che è male per me lo è anche per gli altri e, viceversa, il bene che voglio per me deve essere, anche, alla portata di tutti i miei simili.

Questi valori e questi principi hanno trovato chiara espressione nei più importanti
documenti che i popoli hanno elaborato a partire dalla rivoluzione delle colonie americane fino ai nostri giorni.

Purtroppo, ai proclami, non sono sempre seguiti comportamenti coerenti.

Soprattutto da parte delle classi più abbienti detentrici del potere.





E' chiaro che, come ho già detto, non c'è
in questo schema alcun inquadramento religioso: nel senso che ci sono cattolici che, per esempio, si ispirano alla morale 'laico-luterana' e, per converso, laici che si uniformano alla morale 'cattolica'.

/) Per quanto mi riguarda ho sempre cercato di ispirarmi al terzo tipo di etica.

Con tutti i difetti e le manchevolezze tipiche degli esseri umani.

/) Per essere ancora più esplicito devo dire che non sopporto la morale 'cattolica'.

/) Quella 'calvinista' per certi versi la ammiro, per altri la detesto e mi fa anche un po' paura.





























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